Domenica scorsa, 25 ottobre, il magazine brasiliano “UFO” ha intervistato l’ex ministro dell’Air Force durante il governo di Fernando Collor, dal 1990 al 1992, il tenente brigadier Sócrates da Costa Monteiro. L’intervista è stata condotta nella sua residenza a Rio de Janeiro ed è stata eseguita da AJ Gevaerd, con la collaborazione del co-editore Marco Antonio Petit e i consulenti Francisco Pires de Campos e Arthur Ferreira Neto. E ’stata una conversazione durata più di due ore, estremamente interessante e proficua, in cui il militare si è sentito a suo agio a parlare di ufologia, come alcuni altri funzionari che hanno anche dato le loro dichiarazioni al magazine brasiliano.
Monteiro si è ritirato dalla Força Aérea Brasileira (FAB) da un certo numero di anni, ma mantiene, nei sui limiti, dei contatti con le forze armate attive di diversi settori delle forze armate brasiliane. Ha una memoria estremamente lucida dei fatti principali della sua attività nel Air Force e – di particolare interesse per l’ufologia – a proposito di come il paese abbia trattato con la questione durante il periodo in cui era in servizio attivo. Come altri ministri, prima e dopo di lui, Monteiro ha anche avuto accesso a informazioni sensibili sulle interazioni di altre specie cosmiche nel nostro paese, riportando alcuni casi. E’ stato pilota di diversi tipi di aerei, tra cui i caccia e ha raccolto più di 5 mila ore di volo con loro.
L’ufficiale era il comandante del I Integrated Air Defense e Air Traffic Control Centre (Cindacta), a Brasilia, nel momento in cui fu la prima istituzione a registrare gli avvenimenti ufologici in tutto il paese, in particolare nel settore del Distretto Federale e la Regione Sud-Est . Egli ha rivelato che le osservazioni di oggetti volanti non identificati sono state regolarmente captate sugli schermi radar dell‘istituzione, ben prima dell’assunzione al suo comando, e che tutti i casi sono stati accuratamente registrati, con alcuni di loro in fase di ulteriore indagine da parte delle Forze aeree. In quell’occasione l’espressione “Traffico Hotel” non era stata ancora utilizzata per designare gli UFO.
Monteiro ha descritto una situazione in cui la stazione radar di Cindacta a Gama (DF) è stata sorvolata a bassa quota da un oggetto a forma di disco di grandi proporzioni, e che il suo personale, senza sapere cosa fare, ha aperto il fuoco contro “l’intruso“. Quando giunse a saperlo, Monteiro diede loro espressamente ordine di fermare, immediatamente, il fuoco. “Hanno una tecnologia molto più avanzata della nostra e non sappiamo come avrebbero reagito alla nostra azione“.
L’intervistato è stato anche il comandante del IV Regional Air Command (COMAR), a São Paulo, ente che controlla lo spazio aereo della regione sud-est, durante la famosa “Notte Ufficiale UFO in Brasile”, avvenuta il 19 maggio 1986, quando l’area fu sommersa a causa della comparsa di più di 20 sfere volanti di oltre 100 m di diametro ciascuna, che sono stati inseguiti da 7 caccia F-5 e Mirage della FAB, inviati dalle basi aeree di Santa Cruz (RJ) e Anápolis (GO). Questo è uno dei casi più importanti ufologici del paese, che contava sulla partecipazione, in quel momento, del presidente della Embraer, il colonnello Ozires Silva, a bordo di un aereo Xingu. Ozires vide, persino, un oggetto in quel momento, inseguito sopra lo stato di San Paolo. Come è noto, il ministro dell’Air Force, in quel momento Octavio Moreira Lima, andò in tv nella trasmissione nazionale, il giorno dopo, ed ammise l’“invasione” dello spazio aereo brasiliano da parte di UFO. Entrambi, Ozires e Moreira Lima, sono amici di Monteiro e il primo disse i particolari del suo avvistamento. Ozires è in questo momento in procinto di essere contattato dal magazine brasiliano “UFO” per una intervista.
Come è noto, il governo ha appena pubblicato un documento molto importante della citata “Notte Ufficiale UFO in Brasile”, in cui si ammette che gli oggetti osservati sono stati “solidi e riflettevano in qualche modo una intelligenza“, oltre al fatto che hanno fatto manovre incredibili. Il documento può essere scaricato al seguente indirizzo.
Con tale comunicazione, la questione principale del colloquio, naturalmente, è stata la comparsa di questi UFOs, il 19 maggio 1986, che è stata confermata in modi diversi da Monteiro, compresi dettagli sconosciuti fino a quel momento. E sono state attribuite a lui alcune dichiarazioni forti in merito ai fatti, date in quel momento. Ad esempio, il funzionario ha detto che “per molti anni questi casi sono stati registrati dalla Air Force” e che “gli UFO andavano dai 250 ai 1500 km/h in pochi secondi“. Monteiro ha anche detto che “la FAB ha registrato l’intero evento su nastro“. Questi fatti sono ora integrati da lui.
Sempre facendo riferimento al termine “anomalie elettroniche”, “con la mancanza di una spiegazione migliore di cosa questi oggetti siano stati”, secondo Monteiro, l’intervistato ha detto che la velocità degli UFOs è stato davvero sorprendente e che gli aerei caccia potevano avvicinarsi a loro solo per qualche istante, in quanto gli oggetti sfuggivano alla distanza a velocità estremamente elevate. “Non c’era modo per noi di avvicinarci, così abbiamo abbandonato la ricerca, che è durata per molte ore quella notte“.
Vi è un riferimento indicante che gli UFOs raggiunsero la velocità di Mach 15 circa e Monteiro ha riferito che ciò poteva essere possibile, anche se gli strumenti di misura indicavano una velocità vicino ai 3500 km/h, “perché al di là di questo, ci potrebbero essere delle distorsioni naturali di lettura“.
A proposito dei fatti registrati su videocassetta dalla FAB, ha detto che, in realtà, l’istituzione – in particolare il Cindacta – ha sempre registrato quello che è successo sugli schermi radar, e tutto è stato registrato nelle registrazioni del caso fatta da tali strumenti. Ma ha sottolineato che ogni 30 giorni, i nastri vengono cancellati e riutilizzati.
L’intervistato è stato cauto, durante tutto il tempo dell’intervista. Ma, inizialmente chiuso, stava dando l’impressione agli intervistatori di rendere chiaro che, come altri ufficiali graduati del paese, anche lui aveva chiaro il concetto che veniamo visitati da altre specie cosmiche. Anche se all’inizio identificava gli UFOs come “anomalie elettroniche”, a poco a poco cominciò a parlare di “loro”, per fare riferimento ai membri del suo equipaggio, fino di descrivere in modo efficace ciò che i loro veicoli erano, citando anche la loro “tecnologia”. Parla anche apertamente che dietro il fenomeno esiste una intelligenza, che dà un concetto chiaro che ci troviamo di fronte ad una civiltà superiore.
Questa è la dichiarazione più sorprendente data durante il colloquio, al termine della sessione, quando ancora una volta ha citato il caso in cui i suoi uomini stavano sparando al disco volante a Gama, e dovette intervenire immediatamente, perché “la reazione poteva essere tragica per noi“. Per questo, ha usato come analogia il caso Mantell, che si è verificato negli Stati Uniti nel 1948, in cui un pilota trovò la morte, quando con il suo aereo fu distrutto dopo un inseguimento di un UFO. “Per questo, i caccia militari, quando inseguono quelle “anomalie elettroniche “, fatto tutto con cautela“.
Infine, il tenente brigadiere Sócrates da Costa Monteiro è una persona del circolo dei militari brasiliani che, riconoscendo la missione seria degli ufologi del magazine brasiliano “UFO” nel continuare su queste domande, sostiene la campagna UFOs: Freedom of Information Now, condotta dal Comitato di Ricercatori UFO Brasiliani (CBU). Lui, come i suoi colleghi in precedenza intervistati, tra i quali il brigadiere José Carlos Pereira e i colonnelli Uyrangê Hollanda e Antonio Celente Videira, ha ammesso la gravità della manifestazione ufologica e la necessità di trattare in modo chiaro. E ha dichiarato: “I files devono essere aperti e dovete mantenere la vostra azione con il governo, al fine di assicurare la riuscita“.

VITERBO 30-10-2009
UFO/ il CISU conferma: il 2009 anno record per gli avvistamenti U.F.O E' stata un'estate da record quella del 2009 per quanto riguarda gli avvistamenti di UFO in Italia e la sezione di Viterbo del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU) ha fatto la sua parte ricevendo, da tutta la penisola, più di cento segnalazioni tramite il sito internet www.ufotuscia.it
Ed è proprio internet il mezzo preferito al giorno d'oggi per comunicare gli avvistamenti UFO che spesso vengono completati da foto e video ripresi con macchine fotografiche digitali e telefonini.
L'ondata di avvistamenti ha avuto inizio ai primi di Maggio 2009, ha toccato il culmine nella prima decade di Luglio e si è conclusa a metà di Settembre. Il totale è di circa 2500 segnalazioni giunte, come dicevamo, da tutta Italia , ma anche la Tuscia ha conosciuto il suo picco registrando 18 avvistamenti a fronte dei 6 dello stesso periodo dell'anno scorso. La maggior parte degli avvistamenti (80% circa) riguarda singole luci notate nel cielo notturno, ma ci sono anche casi con più luci viste volare in formazione. Un altro 10% riguarda oggetti osservati in pieno giorno ma talmente distanti per cui difficilmente si può risalire all'esatta natura. I casi più interessanti, quelli degli incontri ravvicinati, sono purtroppo pochissimi (2%) e del tutto scomparsi quelli in cui viene riferito di aver visto entità animate.
Tra i casi che riguardano la provincia di Viterbo alcuni sono stati identificati dal CISU dopo attenta analisi come luci di aerei non riconosciute dal testimone, altri con il passaggio repentino di volatili davanti all'obiettivo, altri ancora non sono stati identificati poichè nei filmati o nelle foto si vedono delle luci nel cielo completamente buio, senza punti di riferimento che permettano di stimare in qualche modo dimensioni, distanze e manovre effettuate. Ma qualche caso interessante c'è, ad esempio quello che si è verificato a Montalto di Castro l'11.08.2009 e che è stato indagato dal Centro Italiano
Studi Ufologici con la collaborazione del Centro Ufologico Nazionale: i testimoni hanno visto accendersi all'improvviso, nel cielo, a poca distanza ed a bassa quota, una coppia di grosse luci rotonde. Dopo circa un minuto, nel completo silenzio, le luci hanno iniziato a spostarsi verso Sud-Ovest in direzione di Civitavecchia per poi affievolirsi e sparire. Questo come altri casi, è rimasto non identificato.
LANTERNE CINESI
C'è da dire che a partire dai primi mesi del Gennaio 2008 il CISU di Viterbo ha iniziato a registrare con sempre più regolarità, degli avvistamenti di luci di colore arancione-rosso che lentamente sorvolano a bassa quota, con la loro luce tremolante, le abitazioni. In seguito a ricerche effettuate è emerso che questa tipologia di avvistamenti è riconducibile al lancio -per gioco- delle cosiddette "lanterne cinesi", si tratta di piccolissime mongolfiere cilindriche (1 mt di altezza) di carta velina che, riscaldate da una piccola fiamma posta alla base, si alzano in volo. C'è da dire che questo tipo di divertimento è ancora una novità per la nostra zona e quindi una volta in volo le lanterne non vengono riconosciute dai cittadini che le vedono passare e che quindi si attivano per riferire il loro avvistamento di un "ufo".
In un caso indagato dal Centro Italiano Studi Ufologici, le persone che hanno assistito a questo fenomeno da un appartamento nel centro di Viterbo, non comprendendo di cosa si trattasse, si sono leggermente agitate ed hanno chiamato la centrale di polizia per segnalare quanto stava accadendo. Invitiamo sempre e comunque chiunque veda qualcosa di anomalo nel cielo a contattare il CISU tramite il sito web: www.ufotuscia.it o l'email info@ufotuscia.it oppure telefonando al 3406114162 oppure al 3381367694.
Un lettore mi ha gentilmente segnalato la seguente notizia di un avvistamento avvenuto questa estate a Bolzano nei cieli sovrastanti l’aeroporto di San Giacomo.
Alto Adige 22-10-09 Fonte: Apriti Sangia

BOLZANO. Un disco volante che solca i cieli di Bolzano a 3.500 chilometri orari, disegnando traiettorie a 90 gradi. «Mai visto nulla del genere», racconta il protagonista dell’avvistamento, l’architetto (e pilota d’aereo) Maurizio Ambrosini.
Un episodio eccezionale, che ha suscitato un enorme interesse nel Comitato ufologico nazionale ed è finito anche sulla prima pagina dell’ultimo numero della rivista scientifica Focus.
La testimonianza di Ambrosini è considerata particolarmente attendibile proprio perché la sua esperienza di pilota gli ha consentito di notare e descrivere con raziocinio dettagli tecnici che sfuggirebbero alla maggior parte delle persone.
Il fatto è avvenuto il 3 luglio scorso, testimoni anche la moglie ed i vicini di casa di Ambrosini. «Un Ufo? Sì, se lo intendiamo nel senso letterale del termine – esordisce Ambrosini – ovvero un “oggetto volante non identificato”. Io un apparecchio che viaggia a quella velocità e che disegna traiettorie ortogonali non l’ho mai visto e non sono a conoscenza dell’esistenza di nulla del genere».
Ma cos’ha visto? «Io abito vicino all’aeroporto. Quella sera, era già l’imbrunire, sono stati i miei vicini a chiamarmi. “Maurizio, Maurizio, vieni fuori!” mi hanno gridato. Ho visto un disco, dal diametro di circa venti metri, arrivare a gran velocità verso l’aeroporto: ho subito preso il binocolo per osservare il fenomeno. Si è posizionato sulla perpendicolare della pista di San Giacomo. Era a 800 metri di quota e si è portato a 1.500. Al centro si è acceso un faro rosso contornato di giallo, poi ho notato altri fari rossi, sempre contornati di giallo. Il disco disegnava con piccoli spostamenti traiettorie a forma di 7, con angoli ortogonali, impossibili per un aereo o un elicottero».
Poi? «A quel punto – prosegue l’architetto – ha cominciato a salire, direi ad una velocità di 10.000 piedi all’ora. Una stima per difetto». Per la cronaca, significa circa 3.500 chilometri orari: «Nessun velivolo, neppure i più moderni caccia militari, sono in grado di muoversi a quella velocità». «Con un colpo “secco” è scomparso dalla mia vista. Il tutto sarà durato almeno dieci minuti e la cosa straordinaria – prosegue Ambrosini – è che non c’era il minimo rumore».
Che idea s’è fatto di quello che ha visto? «Non saprei. Non ho pensato agli “omini verdi con le antenne”, tanto per capirsi. Posso solo dire che quello era un oggetto volante che non si muoveva secondo i parametri conosciuti. L’unico rammarico che ho, è di non essere riuscito a fotografarlo» .
Ambrosini (che la sera stessa ha avvisato i carabinieri) ha segnalato il fatto al Comitato ufologico, che ha preso sul serio l’avvistamento. Per altro uno dei tanti avvenuti la scorsa estate in regione: tredici quelli registrati ufficialmente in Trentino Alto Adige.
Flavio Vanetti Mistero bUfo Corriere della sera.it 11/10/2009
Gli strani episodi di Canneto di Caronia - incendi spontanei nelle case, nella vegetazione, flussi anomali di energia elettromagnetica, avvistamenti di Ovni - non finiranno nell'oblio. Pare infatti che entro un periodo ragionevole di tempo (a occhio e croce entro la fine del 2009) verranno ripristinati quei monitoraggi che un paio di anni fa erano stati sospesi creando una tipica situazione all'italiana: da un lato c'era il decreto della presidenza del consiglio che istituiva il gruppo di lavoro interdisciplinare su questi fenomeni; ma dall'altro le stesse istituzioni (in senso lato, e viene in mente la Regione prima di tutte) nulla hanno fatto per risolvere un banale e decisivo problema, quello di dotare il comitato di una sede operativa una volta che il padrone dello stabile aveva dovuto vendere, per questioni sue, la casa nella quale le apparecchiature erano ospitate e dove funzionava la centrale di coordinamento.
Ebbene, questo lungo e incoerente impasse sembra destinato a terminare. Il dottor Venerando, coordinatore del gruppo di Caronia in questi giorni ha altro a cui pensare (lavora anche per la Protezione Civile e questo significa occuparsi della tragedia delle frane nel Messinese) e di norma, per sua forma mentis, non cede mai all'ottimismo. Però anche a lui risulta quanto abbiamo appreso in altri ambienti: si arriverà a posizionare sensori e macchinari oggi completamente inattivi in strutture pubbliche, come caserme dei carabinieri, tanto per dare l'idea. Non solo.
L'occasione sarà propizia per rilanciare l'operazione monitoraggio ad ampio spettro: più volte ci sono stati sospetti, se non certezze, che Caronia sia solo una delle facce di un prisma molto particolare, l'area del Basso Tirreno (basta ricordare strani fenomeni incendiari avvenuti su alcuni traghetti in servizio da Palermo alla Sardegna). Quindi, è molto probabile che i sensori vengano installati anche alle Eolie e in altre zone, allo scopo di creare una vera e propria rete di immagazzinamento dei dati.
E' quello che non si è più potuto fare, con un "buco" informativo grave ma forse superabile se si riprenderà a lavorare con lena, al di là delle inchieste della magistrature concluse con un nulla di fatto (convenienza ad archiviare? I sospetti sono forti e giustificati).
La realtà, comunque, è che tutta la popolazione di Caronia e della sua frazione sul mare, Canneto appunto, non ci sta a lasciar cadere le cose. "I sensori continuano a provare l'esistenza di qualcosa di anomalo: entrano in azione spesso e volentieri. Il problema è che manca la quadratura del cerchio, ovvero l'apparecchio che metabolizza i dati. C'è, ma è disattivato in un magazzino". Altri fenomeni strani si sono verificati, oltre ai passaggi in cielo di oggetti non identificati, quasi sempre correlati con gli episodi, quasi fossero una sorta di "valore aggiunto". "E fosse solo questo... - sottolineano ancora i rappresentanti che si battono per la tutela dei cittadini -: ci sono stati altri incendi inspiegabili di sterpaglie, esplosioni di lampade. E a un ragazzo si sono squagliate le scarpe che indossava..."
Senza dimenticare che chi prova a fotografare gli Ovni si ritrova nel giro di qualche minuto, non si sa perché, con delle bruciature alle mani (esistono documenti del Pronto Soccorso che certificano le ferite).
"Una verità noi la vogliamo. Qualunque essa sia": la rabbia del popolo forse prima o poi avrà soddisfazione.
Il Centro italiano studi ufologi (CISU): "da anni non si registravano, in Italia, tanti avvistamenti"
MilanoWeb 11/10/2009
Gli avvistamenti sono iniziati a maggio, per raggiungere il culmine durante i mesi di luglio e agosto. Napoli e Roma le città più "visitate". In tutto si contano circa 1.500 voli inclassificabili di "oggetti" nei nostri cieli. Per arrivare a dati analoghi dobbiamo compiere un salto di 30 anni: nel 1978 ci furono, infatti, 1.900 segnalazioni di questo tipo durante il periodo estivo, record imbattuto. Ma cosa si è visto di "eclatante"?
Un po’ di "tutto", affermano i tecnici del CISU, specialmente durante le ore notturne (l'85% dei casi registrati). Rari i fenomeni diurni (10%), rarissimi quelli che hanno in qualche modo lasciato tracce visibili sul territorio: nelle Marche, per esempio, un oggetto misterioso, immobile a circa 20 metri dal suolo, avrebbe interferito con la centralina elettronica di un'automobile.
Inesistenti gli pseudo-contatti con entità "aliene", fenomeno più volte descritto durante gli anni '70. In compenso aumentano le "prove" relative agli UFO: grazie alla tecnologia, infatti, oggi quasi tutti disponiamo di strumenti in grado di "immortalare" ciò che accade sopra le nostre teste. Ma vediamo quali sono gli avvistamenti più "curiosi" avvenuti questa estate, prendendo spunto da un servizio apparso sull'ultimo numero di 'Focus'.
È il 17 maggio quando, a Villabate (PA), una signora sta tranquillamente prendendo il sole sul suo terrazzo. Improvvisamente scorge in cielo un corpo discoidale giallo, grande come un elicottero, che emette delle strane luci e compie dei movimenti "inconsueti" per un oggetto volante. Ha appena il tempo di avvertire una vicina che l'UFO scompare a gran velocità.
Il 12 giugno una lunga striscia luminosa disegna i cieli della Puglia. Il fenomeno viene osservato anche in Montenegro e in Grecia. Quasi sicuramente, però, si tratta di una meteora.
Il 22 giugno è la volta di un avvistamento ad Ariano Irpino (AV). Qui il protagonista è un giovane svegliato di colpo da un rumore assordante, riconducibile a quello di un aereo che precipita. Corre alla finestra e vede, allibito, un oggetto ovale a circa 40 metri dal davanzale. Chiama il padre che lo raggiunge prendendo atto dell'insolito fatto: il "disco", nel frattempo, si è allontanato a circa 200 metri. Trascorre poco più di un minuto e infine la "cosa" scompare dietro ad alcune colline.
Il 3 luglio, a Bolzano, un pilota di aerei da diporto, nota nei pressi dell'aeroporto cittadino una specie di disco volante di 20-25 metri di diametro. Emana una luce rossastra: la sua distanza da terra è stimata intorno ai 700 metri. Per cinque minuti rimane immobile, poi, all'improvviso, decolla in verticale a gran velocità, si pensa intorno ai 10.800 km/h.
Davanti a simili descrizioni di avvistamenti di UFO, non si può che rimanere esterrefatti, tuttavia gli esperti del 'CISU' sono convinti che spesso le persone si lasciano facilmente suggestionare, scambiando oggetti "normalissimi" per 'oggetti non identificati'. È il caso, per esempio, delle 'lanterne cinesi', una moda scoppiata da poco in Europa e riguardante piccole mongolfiere lanciate in aria durante le feste. Alte non più di un metro presentano alla base un piccolo telaio e una piastrina infiammabile di paraffina che - una volta accesa - consente alle "sky lanters" di guadagnare quota, inducendo a credere che si tratti della nuova navicella di qualche 'E.T.'.
In realtà il boom di avvistamenti di 'UFO' non è un fenomeno verificabile solo in Italia, ma anche in altre parti del mondo, per esempio in Inghilterra. Secondo il ministero della difesa britannico durante i primi sei mesi del 2009 ci sono state 231 segnalazioni di oggetti volanti non identificati (contro i 135 complessivi del 2007 e i 97 del 2006). Anche qui ci si è spesso trovati di fronte a "fenomeni" inspiegabili.
Editoriali
Riviste ufologiche: il futuro possibile di Edoardo Russo
Nuovo direttore per la nostra rivista di Gian Paolo Grassino
Fenomeni insoliti sulle Channel Islands
Due oggetti luminosi osservati da piloti e passeggeri di aerei in volo di Jean-François Baure, David Clarke, Paul Fuller e Martin Shough
Foto dalla Sicilia
Il ruolo della prova fotografica di Pietro Torre e Paolo Bertotti
UFO, polli e sorpresine L'incredibile caso della foto di Punta Raisi: da "prova" a falso clamoroso? di Paolo Toselli
UFO o giocattolo?
La perizia tecnica per confrontare le due immagini di Paolo Bertotti
Le fantasiose analogie straniere di Edoardo Russo
Casistica 2008: il secondo trimestre
Primavera tranquilla: niente flap e bolidi, netto calo dei crop di Giorgio Abraini
Una calda estate reggiana di Camillo Michieletto
Ondata in tutta Italia, record di segnalazioni in Campania di Giovanni Ascione e Giorgio Russolillo
Lavori in corso
Lo stato di avanzamento dei progetti di ricerca del CISU di Matteo Leone Ufodatanet: nuova veste al sito
di Andrea Bovo
ScienceCat: il progetto si fa in tre
Un anno di letture
Le recensioni dei libri pubblicati in Italia e all'estero nel 2007 di Edoardo Russo
E intanto il Bibliocat... di Marcello Pupilli
Notizie CISU
30 anni di UFO a Torino - A che punto è la ricerca? - Ufo e guardie giurate - Crashcat: cambia il curatore - Archivio stampa - "Allarme UFO" ad Alessandria - Incremendo archivi - Nuova monografia sui cerchi nel grano
Ultimatum reloaded
Dopo 50 anni ritorna al cinema un nuovo "Ultimatum alla Terra" di Gian Paolo Grassino e Fabrizio Dividi
Un UFO alla Casa Bianca: l'eredità di Ultimatum alla terra di Maurizio Verga
1952: un disco volante atterra nei cieli italiani di Giuseppe Stilo
UFO MADE IN CHINA
Pioggia di avvistamenti in tutta la Sicilia. Ma nella maggior parte dei casi si tratta delle lampade a gas utilizzate per i matrimoni dei cinesi. La parola agli esperti.
Di Giuseppe D'Avella CENTONOVE Settimanale di Politica, Cultura, Economia 4 settembre 2009 pag.30 (Sicilia)
MESSINA. Messina e provincia sono in pieno "flap" ufologico. Giorno dopo giorno, le associazioni che studiano il "fenomeno ufo" ricevono notìzia di avvistamenti sul territorio, con una continuità che non sì registrava da moltissimi anni. Dal 1954 o dal 1978, ad esempio, gli anni dei precedenti 'flap" sull'isola e nel messinese. Con il termine "flap" gli addetti ai lavori definiscono quel periodo dì tempo relativamente breve, il mese di agosto del 2009 in questo caso, durante il quale si registra un'ondata di avvistamenti di oggetti volanti non identificati.
Dopo le prime segnalazioni di strane luci in cielo, dopo i primi avvistamenti più o meno spiegabili, la gente, incuriosita, emozionata, trascorre più tempo del solito con la testa all'insù, a guardare il cielo. Così gli ufo si moltiplicano.
«In cielo si vedono molte cose che possono illudere il nostro occhio. Ciò che l'occhio non riconosce non necessariamente è un fenomeno sconosciuto». A gettare acqua sul fuoco è Antonio Rampulla, coordinatore regionale del Centro Italiano Studi Ufologici. Il database del Cisu, aggiornato al 2 settembre 2009, ha registrato, in termini numerici, le conseguenze del "flap" in Sicilia. A partire dal primo maggio, sono centotrentuno le segnalazioni di avvistamenti, di cui sessantadue nel solo mese di agosto. Decisamente più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Degli "ufo" agostani, la maggior parte, trentatre i casi, è stata segnalata nei cieli di Messina e provincia.
«Tra gli avvistamenti più interessanti, - commenta Rampulla - quello del 20 luglio a Palermo. In tanti hanno osservato e filmato uno strano oggetto triangolare visibile dalla zona nel Foro Italico. L'11 agosto un appassionato di aerei e astronomia, seguendo con il suo binocolo il passaggio di un aereo intercontinentale con rotta sud-nord, ha avvistato un oggetto non identificato a sude di Mascali, in provincia di Catania. L'oggetto di forma rettangolare con i lati arrotondati, completamente argentato, rifletteva i raggi del sole e si trovava stazionario all'incirca mille metri al di sopra dell'aereo.
La "caccia agli ufo" nel messinese si è scatenata invece dopo il 13 agosto. Quel giorno, a Patti, in provincia di Messina, sono avvistati e ripresi in video tre oggetti non identificati.
Sono in tanti e da posti diversi ad assistere al fenomeno. Su tutti questi casi sono in corso le nostre indagini e qualsiasi conclusione allo stato attuale è prematura».
La prudenza nell'analisi è caratteristica di una disciplina che ha precisi metodi di indagine e che riduce il nocciolo del mistero a non più del 10% dei casi segnalati. «Le perizie sulle segnalazioni, sui video e sulle foto sono in corso anche da parte del Centro Ufologico Nazionale di Messina» aggiunge il presidente di sezione Antonio Morreale. «Abbiamo ricevuto comunicazioni da più di dieci persone sul caso di Patti. Molte altre ne arrivano dalla zona di Capo Peloro e Mortelle. Tre di queste sono particolarmente interessanti, ma ancora è presto per esprimere giudizi».
Anche per quel che riguarda l'avvistamento di domenica 30 agosto. «Alle 23.07 -racconta un testimone - è stato avvistato un UFO, apparso come una grande palla di fuoco di colore rosso, a venti metri di altezza sul mare, sopra il tetto del palazzetto di ingresso al porto di Portorosa. Durante il contatto visivo, durato due rninuti circa, l'oggetto è salito per raggiungere circa mille metri di altezza, poi si è rimpicciolito ed è scomparso»; Non prima di essere stato notato da tutti i clienti in quel momento presenti al ristorante "Cantina".
Come spiegare il fatto? «Quasi sempre, nel campo dell'ufologia, la spiegazione più semplice è anche quella giusta» dice Pietro Torre, membro del Cisu e autore di due volumi intitolati "Misteriosi fenomeni nel cielo della Provincia di Messina".
«La stragrande maggioranza di segnalazioni di presunti dischi volanti in questo periodo - spiega Torre - riguarda in realtà le lanterne cinesi. Sono piccole mongolfiere di forma ovale che emanano una luce arancione-rossastra, colori a cui fanno riferimento parecchie segnalazioni. Le lanciano in cielo, anche in gran numero, i cinesi per festeggiare le loro ricorrenze. Spariscono nel nulla, - conclude Torre -come potrebbe fare un disco volante, ma solo perché esauriscono il combustibile» . Lo scetticismo, in tema di oggetti volanti, non identificati, è giustificato.
Nella Storia
Incontri ravvicinati A Librizzi l'unico caso
Nei primi anni '80 il racconto "attendibile" sull'alieno della specie dei "grigi"
MESSINA. Il "fenomeno ufo", legato agli avvistamenti dì oggetti volanti non identificati, non esaurisce la letteratura in materia di forme di vita extraterrestre. Un capitolo importante è dedicato agli "incontri ravvicinati", in particolare a quelli di terzo tipo, secondo la celebre classificazione dello studioso statunitense Josef Allen Hynek.
In Sicilia esistono testimonianze attendibili di un solo caso, che risate ai primi anni '80. Nei boschi che circondano Librizzi, in molti avrebbero incontrato un alieno della specie dei "grigi". Il database dell'ufologo torinese Paolo Fiorino riporta quarantotto casi siciliani di IR.3, venti dei quali in provincia di Catania, primatista seguita alla distanza da Siracusa (otto casi) e dalle altre province.
Un primato "triste" quello della provincia etnea perché legato alla spiacevole parentesi per l'ufologia siciliana rappresentata dal più discusso e famoso contattista italiano, il catanese Eugenio Siragusa, particolarmente attivo negli anni '60. A Delia, in provincia di Caltanissetta, si è registrato invece l'unico caso siciliano di crop circle, fenomeno esploso in Inghilterra negli anni 70.
In contrada Cappellano, la notte del 5 giugno 2005, apparvero di improvviso un rettangolo e due cerchi, ovviamente di spighe, in un campo di grano.
Il 2 luglio 1947 furono ritrovati alcuni frammenti metallici nei pressi di Roswell, in New Mexico. Gli ufologi ancora pensano al complotto.
Oggi è la giornata mondiale degli UFO, ideata e organizzata dal turco Haktan Akdogan. L'ufologo, fondatore del “Sirius UFO Space Sciences Research Center”, dal 2001 ha lanciato un appello: ogni 2 luglio si aggreghino coloro che cercano la verità riguardo agli UFO, e diffondano quanto più la voce. La data è stata scelta per commemorare l’”incidente di Roswell”, considerato dagli appassionati di UFO di tutto il mondo l’evento che più significativamente dimostrò la nostra interazione con civiltà extra-terrestri.
L’avvenimento risale al 2 luglio del 1947, quando Mac Brazel, proprietario di un ranch nel New Mexico, rinvenne dei rottami metallici inusuali. Per una decina di giorni la località, Roswell, divenne oggetto dell’attenzione dell’aeronautica statunitense e il deserto circostante fu recintato. Dopo alcuni giorni le autorità dichiararono che si trattava di un aerostato impiegato a sorvegliare attività sovietiche in campo nucleare.
Per anni è persistita negli abitanti del luogo la convinzione che i comportamenti sospetti dell’aeronautica mirassero a nascondere una verità scomoda: ci fu addirittura chi affermò di aver visto il personale dell’aeronautica portare relitti e corpi non umani in un camion dell’FBI. Il governo statunitense ovviamente smentì queste dichiarazioni.
(CNR media 02/07/09)
Oggi è il World Ufo-day
Gazzetta di Parma 02/07/2009
Tanti appassionati e 'credenti' sinceri, sopratutto negli Usa, oggi festeggiano il World Ufo Day, la giornata mondiale degli Ufo, in occasione dell'anniversario dell'«incidente di Roswell», cittadina del New Mexico che in questi giorni ospita anche un festival sul tema e che nel 1947 fu teatro del ritrovamento di rottami appartenenti a un oggetto volante non identificato, oltre che di una o più vittime presuntamente aliene.
E anche se la ricorrenza ha una vasta eco su Internet, per quanto riguarda l'Italia nessuna manifestazione «ufficiale» è stata oggi prevista da parte delle due associazioni nazionali più radicate sul territorio, CUN e CISU. «Si tratta di una invenzione massmediatica tutta americana e per di più la data scelta non è quella giusta per una giornata mondiale dedicata agli Ufo», dice Edoardo Russo, segretario del Centro italiano studi ufologici (Cisu).
Secondo Russo si dovrebbe invece scegliere l'anniversario dell'avvistamento del 24 giugno 1947, da parte di un pilota di DC4, di una serie di oggetti luminosi in volo nei pressi del Monte Rainier, nello Stato di Washington. L'avvistamento portò anche alla nascita del termine «dischi volanti», usato per la prima volta dal pilota per descrivere ciò che aveva visto.
«Fu il primo avvistamento ad avere una vasta eco, prima negli Usa e poi nel mondo - spiega Russo - mentre Roswell, pochi giorni dopo, trovò spazio solo sui giornali locali e ci sono voluti più di 30 anni perchè diventasse la storia di dischi volanti e cadaveri alieni di cui si parla oggi».
Anche secondo lo studioso Roberto Pinotti, autore di numerosi testi sugli Ufo, la data del 24 giugno sarebbe più consona, ma per quanto riguarda Roswell, sostiene invece che «si tratta di una realtà. Sono stato l'unico italiano - dice Pinotti - a recarmi sul luogo prima ancora che Roswell diventasse l'icona che è oggi, ed ho parlato con i testimoni diretti, molti dei quali oggi sono morti. C'è stata un'operazione di copertura da parte delle autorità militari, durata fino agli anni '90».
«Dopo 60 anni la nostra posizione rispetto a Roswell rimane prudente e ci riserviamo ancora di pronunciarci in merito, ma l'avvistamento ha tutte le caratteristiche per essere considerato attendibile» afferma a sua volta Alessandro Sacripanti, coordinatore nazionale del Centro Ufologico nazionale. Fondato nel 1966, il CUN è un ente di ricerca privato ed è anche la più vecchia associazione ufologica italiana. Dal 1947 ha raccolto più di 12 mila avvistamenti in tutta Italia e conta associati in tutte le regioni.
«La maggior parte delle segnalazioni ci sono venute, nell'ordine, da Lazio, Veneto, Lombardia e Puglia» dice Sacripanti, spiegando che per quanto riguarda le città, «si sono registrati avvistamenti praticamente in tutti i centri abitati più importanti».
Negli ultimi anni anche l'Aeronautica militare ha cominciato seguire il fenomeno degli Ufo e sul suo sito Internet c'è anche una pagina per fornire delle segnalazioni. Nel maggio scorso, all'ultimo congresso del CUN sono stati presentati 400 dossier pubblicati dal Ministero della Difesa riguardanti gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati.

Il 4 luglio 2009 la sede di Torino del Centro Italiano Studi Ufologici festeggia i suoi trent'anni di attività con un aperitivo alle ore 18.30 presso i locali di via Rubino 50 (quasi angolo via Gaidano) durante il quale gli appassionati potranno liberamente visitare la sede ed incontrare gli studiosi del CISU. Seguirà una cena sociale alla quale è possibile partecipare su prenotazione.
Fondata nel 1979 da un gruppo di giovani appassionati, la sede CISU di Torino è stata in questi anni punto di incontro e riferimento per gli appassionati e studiosi di tutto il Piemonte e ha rappresentato il fulcro per numerose attività di ricerca e di archivio in campo ufologico.
In trent'anni di presenza sulla scena torinese il nucleo di ufologi del CISU ha raccolto ed analizzato centinaia di avvistamenti UFO raccolti in un catalogo regionale che conta più di 1000 segnalazioni dal 1947 ad oggi.
Presso la sede di Torino è inoltre custodito l'archivio nazionale del Centro Italiano Studi Ufologici e presso di essa vengono svolte numerose attività di coordinamento ed organizzazione.
E' stata intensa anche l'attività divulgativa degli ufologi torinesi con centinaia di conferenze, dibattiti, interviste, programmi radio e TV, e con l'organizzazione di due importanti convegni internazionali nel 1987 a Torino e nel 2007 a Saint Vincent, che hanno visto la partecipazione di esperti del calibro del fisico Tullio Regge, del giornalista Piero Bianucci e dell'astronauta Franco Malerba.
Il Centro Italiano Studi Ufologici è un'associazione privata di volontariato che si occupa dello studio scientifico del fenomeno UFO. Maggiori informazioni sul sito www.cisu.org o telefonando al numero 011.30.78.63
Centro Italiano Studi Ufologici
CISU - Casella postale 82 - 10100 Torino
tel 011.30.78.63 - fax 011.54.50.33
La Stampa ed. Imperia 18/2/2009
Un Ufo intercettato da un caccia nei cieli di Sanremo. Vero o falso? Il dilemma, come sempre in questi casi, resta. Sul presunto episodio c'è un filmato che circola su Internet.

SANREMO
L'ipotesi più inquietante, se così si può dire, è abbastanza recente. Risale al 18 settembre 2008, intorno alle 13. Cosa sarebbe successo? «All'improvviso - recita una segnalazione su internet con tanto di supporto video - un caccia sorvola Sanremo, compiendo alcune evoluzioni per tentare di intercettare un oggetto volante non identificato. Nel video si nota anche un lampo di sole sotto il velivolo (missile? collisione con un oggetto non identificato?). Si ode anche un fragore un istante dopo. Alla fine, dopo che l'Ufo, visibile più volte nel filmato mentre compie rapide manovre, sfugge all'intercettazione, il velivolo si dirige verso est per scomparire oltre l'inquadratura». Niente da dire. Una bella sequenza da fantascienza. E
proprio nel cielo di Sanremo. Vero? Falso?
Il dilemma, quando si parla di ufo e di avvistamenti in genere, è eterno. E il video non dà risposte certe. Va detto che la segnalazione, subito in pasto agli appassionati, ha scatenato un dibattito. E c'è chi ha smontato la tesi: «Osservando il filmato con mente sgombra da facili convinzioni - ha scritto un blog emblematicamente chiamato «Il potere della fantasia» - direi che il lampo che si vede non è altro che un riflesso del sole... Il fantomatico oggetto che il velivolo starebbe inseguendo è solo un puntino davvero piccolissimo per poter dire con certezza di cosa si tratta... potrebbe essere benissimo un volatile che attraversa l'inquadratura per caso».
Addio incontri ravvicinati? Non del tutto perchè www.francesco-word.blogspot.com torna alla carica e ribatte ai detrattori definendo «balzane speculazioni dei soliti disinformatori» le loro affermazioni. Soprattutto se la prende con chi sostiene che le immagini si riferirebbero a Varazze e non a Sanremo. Cui risponde con tre fotografie «sanremesi» per dimostrare l'autenticità dell'avvistamento.
Quello degli Ufo è un dibattito perenne. E Sanremo, come altre città liguri, non è immune da avvistamenti, veri o presunti, che fanno discutere. D'altra parte c'è chi dice che la Liguria - con 850 avvistamenti in 60 anni (ma il dato è obiettivamente difficile da controllare) - sarebbe, forse, la regione italiana più presa di mira dalle passeggiate degli extraterrestri. A volte le segnalazioni vengono subito ridimensionate. A parte la vicenda del 18 settembre 2008 è curioso ciò che, secondo Agenfax, quotidiano on line alessandrino, sarebbe successo solo qualche settimana fa, il 29 gennaio scorso, quando uno strano oggetto «non identificato» sarebbe atterrato nel giardino della Sala del Regno dei Testimoni di Geova, sempre a Sanremo, provocando un po' di panico e curiosità. E' stato dato l'allarme, sarebbero intervenuti i Vigili del Fuoco. Dentro la sonda non c'era niente di strano: solo una batteria e un apparato per viaggi teleguidati.
Poi è emersa la verità. Niente ufo, era una sonda meteorologica del tipo «Helsinki» evidentemente fuori rotta. Navigando su internet ci si imbatte, spesso, su segnalazioni di avvistamenti. E Sanremo ricorre spesso. Alcuni esempi.
Il 16 settembre 2007, secondo Ufologia.net, nel cielo della città, si sarebbe visto un strano oggetto a forma ovale. E il Centro Ricerche Ufo in Liguria segnala altri due avvistamenti lo scorso anno: il 5 giugno alle 13,59 (ufo con scie chimiche) e il 27 agosto alle 20.50 (ufo con scia).
PRECEDENTI
Nel 1627 inchiesta sulle «luci» Sanremo non è nuova ad avvistamenti misteriosi. Ci sono precedenti, anche storici. Wikiufo, sorta di Wikipedia in chiave ufologica su internet, racconta di «luci fantasma» che a Sanremo furono avvistate, ripetutamente tra giugno e ottobre nel lontano 1627. Un fenomeno segnalato in quello che era, allora, il convento dei Cappuccini che si trovava nell'area attualmente occupata dal solettone e dalla stazione delle autolinee.
Luci che comparivano nelle ore notturne, con un aspetto simile a grandi torce, con una luminosità molto intensa. Un fenomeno che spinse la diocesi di Albenga, da cui allora dipendeva Sanremo, su un ordine preciso di Papa Urbano VIII cui arrivò notizia del fenomeno, a svolgere un'indagine attraverso dei questionari distribuiti a tutte le persone - pare fossero migliaia - che avevano visto quelle luci. Tutti confermarono il fenomeno, ma una spiegazione non fu trovata.
B. M.

Due segnalazioni in pochi giorni. Dal 1938 a oggi le testimonianze hanno raggiunto quota 400
Per gli scettici sono solo puntini luminosi nel cielo. Frutto di un effetto ottico o di qualche esperimento militare per testare, magari, un nuovo prototipo di velivolo. Per altri, invece, sono la testimonianza del fatto che nell’universo non siamo soli.
Certo è che il dibattito sull’esistenza di altre forme di vita nel cosmo è da sempre un argomento che appassiona. Sono infatti molte le persone che pensano, e in certi casi sperano, che si tratti di voli di ricognizione di esseri extraterrestri alla ricerca di un contatto con il pianeta Terra. Comunque la si pensi, gli avvistamenti, o presunti tali, di questi oggetti non identificati sono sempre di più. E anche il Lario sembra essere meta frequente di questi viaggi intergalattici.
L’ultima segnalazione proveniente dal Comasco risale solo a pochi giorni fa. Domenica 8 febbraio, intorno alle undici di sera, l’autore dell’avvistamento racconta, su un sito specializzato: «Mi trovavo in giardino insieme ad altri due testimoni e mentre guardavo in direzione della luna a un tratto ho visto comparire una luce che prima non c’era. Ho iniziato a fissarla e ho notato come fosse molto grossa, più di una stella. Trascorsi pochi secondi, questa fonte luminosa ha prima compiuto un lento spostamento per poi sparire in direzione di Erba», si legge sul web. Negli anni passati, simili segnalazioni hanno arricchito la casistica ufficiale dei presunti incontri con gli alieni. Ovviamente in molti casi si trattava di notizie prive di fondamento. Anzi, in più di un’occasione, altro non erano che il risultato della fervida immaginazione degli autori se non, addirittura, delle vere e proprie burle. Anche se spesso le indicazioni date dalle
persone coinvolte hanno suscitato un vivo interesse nella comunità scientifica. Il secondo avvistamento risale invece allo scorso 13 ottobre, questa volta in città. Sempre su un sito specializzato si legge il resoconto di una signora che racconta di aver avvistato trenta piccoli puntini arancioni «muoversi velocemente nel cielo per poi sparire all’improvviso».
Visioni' Luci di un aereo in fase di discesa verso Malpensa'. Chi può dirlo con certezza. Certo è che dal 1938 ad oggi gli avvistamenti di oggetti non meglio identificati sul Lario hanno raggiunto l’impressionante quota di 400. Gli ultimi nel 2005.
Per cercare di fare un minimo di chiarezza, interviene Maurizio Verga, del Centro Italiano Studi Ufologici e creatore di wikiufo, la prima enciclopedia online dedicata al mondo degli ufo. «È basilare condurre un’inchiesta dettagliata dopo una segnalazione. Si intervista il soggetto e lo si va a trovare nel luogo dell’avvistamento. E allo stesso orario si cerca, insieme a lui, di ricreare le condizioni in cui si è verificata la presunta apparizione. Spesso numerosi episodi sono spiegabili con fenomeni banali. Come il passaggio di un satellite artificiale che riflette la luce o di un aereo», dice Maurizio Verga.
«C’è comunque da sottolineare come numeri così elevati siano la prova che siamo davanti a una realtà che, oltre agli indubbi casi di folclore, rappresenta un fenomeno da analizzare. E quando si dice oggetto non identificato non significa che si è in presenza di un Ufo. Ma che non si è riusciti a spiegare con i mezzi e le conoscenza a disposizione una determinata segnalazione», conclude Verga.
Fabrizio Barabesi Corriere Como
MAURO FACCIOLO TORINO La Stampa ed.Cuneo 8/2/2009 Pag. 69

Piemonte: terra ricca di Santi, di Storia patria ma anche di misteri. A cominciare dagli Ufo. Come dimostrano i numeri. Negli ultimi sessant'anni sono stati 1895 i casi di avvistamento registrati. Il che pone la regione al quarto posto in Italia per numero di segnalazioni dopo Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna. Ma se si considerano solo gli Anni Sessanta il Piemonte balza in vetta alla classifica con il 15,4% delle osservazioni. Tra l'altro, proprio quest'anno il Piemonte festeggia i 60 anni di attività ufologica.
Nel 1949 infatti Gianni Settimo (poi direttore della rivista Clypeus) fondò a Torino il Centro studi spaziali e nel 1965 fu tra i promotori del Centro ufologico nazionale, da cui si distaccò il Cisu, Centro italiano studi ufologici. E proprio questa associazione di ricerca sta per pubblicare su Internet i dati di tutti i 1895 avvistamenti catalogati. L'iniziativa è all'interno del progetto Wikiufo, che a tutti gli effetti è una sorta di Wikipedia dedicata al fenomeno degli oggetti volanti non identificati.
Al lavoro c'è anche l'alessandrino Paolo Toselli, 48 anni, e che da quando era ragazzino si occupa di Ufo. Spiega: «Tra i quasi 1900, molti sono i casi di avvistamento riconducibili a oggetti o fenomeni noti che il testimone non ha riconosciuto come tali, ad esempio aerei, satelliti artificiali, palloni meteorologici, stelle, pianeti e meteore. Poco più di 150 episodi restano invece non spiegati».
A partire dal primo avvistamento in assoluto registrato in Piemonte quando ancora non si parlava di Ufo o dischi volanti (termine nato nel 1947): era l'aprile 1928 e ad Arquata Scrivia (Alessandria) un agricoltore mentre era al lavoro vide nel cielo limpido «una strana nuvola a forma di bastone con due forcelle ai lati, dapprima di colore bianco, si avvicinò assumendo colori molto vivaci, poi cominciò ad allontanarsi divenendo nuovamente bianca e dopo un paio d'ore scomparve all'orizzonte».
E' invece di pochi giorni fa l'ultima segnalazione giunta al Cisu (cisu@ufo.it oppure tel. 011 307863): alle 3 del 28 gennaio un presunto Ufo è stato osservato sopra la basilica di Superga. «L'11% degli avvistamenti - sottolinea Toselli - è riferito ai cosiddetti 'incontri ravvicinati' e 39 sono del 'terzo tipo', quello reso celebre dal film di Spielberg, e cioè con la presenza di entità di forma umanoide».
Va detto che i quasi 1900 casi sono ritenuti dagli ufologi «la punta di un iceberg», poichè, osserva l'ufologo, «numerose testimonianze non sono rese note per paura del ridicolo o perchè ritenute non importanti».
In qualche modo legato agli Ufo è anche un fenomeno relativamente recente, quello dei «cerchi nel grano»: disegni o figure tracciate nei campi di grano da mani apparentemente misteriose. Secondo alcuni opera di autori di provenienza aliena, secondo anche gran parte degli ufologi più rigorosi, invece, più prosaicamente, da esseri umani. Dal 2003 a oggi in Piemonte sono stati segnalati 91 casi, un po' ovunque, da Acqui a Pontecurone, dal Cuneese all'Astigiano.
Ufo: un mistero che prosegue da decenni e che forse non verrà svelato davvero neppure in futuro. Ma che ora può essere conosciuto, e studiato, meglio grazie alla pubblicazione su Internet delle numerosissime schede relative agli avvistamenti.
LA CLASSIFICAZIONE
Dalle luci notturne all'incontro con alieni
La classificazione adottata è quella elaborata da un «padre» dell'ufologia, Josef Allen Hynek (1910 - 1986). I tipi base sono sei: luci notturne; oggetti diurni; oggetti radar-visuali. Poi tre tipi di «incontri ravvicinati».
Il primo riguarda oggetti con torretta o cupola, silenziosi o che emettono ronzii o sibili, e che stazionano in aria, atterrano, decollano con fortissime accelerazioni; il secondo effetti collaterali di interazione con l'ambiente o persone; il terzo (quello del celebre film di Spielberg) l'osservazione di presunti «occupanti».
La classificazione è stata poi estesa: quarto tipo, presunto sequestro di testimoni da parte degli Ufo; quinto, o «esogamia», rapporti sessuali fra umani e alieni; sesto, morte del soggetto implicato nell'incontro; settimo, conseguenze sul piano mentale, soprattutto nei casi di sequestro del soggetto da parte di entità sconosciute.
DOMANDA A Stefano Bagnasco del Cicap
Il Cicap è il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale «e promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti del paranormale». Fenomeno Ufo compreso.
Stefano Bagnasco, del Cicap di Torino, fra i quasi duemila avvistamenti catalogati circa 150 risultano «inspiegabili». Che cosa ne pensa?
«Non è detto che sempre quando si investiga si riesca a trovare una spiegazione. Si possono escludere ipotesi, ma non si può sempre dire di che cosa si trattava. Però da lì a sostenere che si è di fronte a un caso inspiegabile ce ne corre. Sarebbe forse più corretto parlare di caso inspiegato».
Come Cicap vi siete occupati in particolare di avvistamenti Ufo in Piemonte?
«No, il Cisu lo fa già piuttosto bene e in modo rigoroso. E' però interessante l'esame dei suoi archivi. I casi danno l'idea di come la gente cerca di spiegare le cose che vede e ci sono collegamenti con altri fenomeni. E' significativo, ad esempio, vedere come negli anni sono stati descritti i presunti extraterrestri: secondo quanto veniva proposto in tv».
Sui cerchi nel grano la vostra posizione è nota: sono opera di burloni o di originali artisti.
«Ce ne siamo occupati direttamente più volte e per dimostrare che non c'è nulla di soprannaturale o misterioso e che si possono davvero realizzare senza lasciare traccia ne abbiamo fatto uno anche noi».

Cultura 29/1/2009
Il Centro Italiano Studi Ufologici (CISU), su iniziativa di Paolo Toselli, annuncia la pubblicazione su Internet, all’interno del progetto WIKIUFO – la prima enciclopedia online dedicata al fenomeno degli “oggetti volanti non identificati” – dei dati di tutti gli avvistamenti UFO pervenuti dalla provincia di Alessandria: 376 episodi riferiti essenzialmente agli ultimi sessant’anni. Un numero che pone Alessandria, per quanto riguarda il Piemonte, seconda solo alla provincia di Torino.
Il record di segnalazioni si è riscontrato tra la fine del 1973 e l’estate 1974. Un’alta concentrazione si è ripetuta nell’anno 1977 e negli ultimi mesi del 1978. E proprio in questi periodi si sono verificati i casi più importanti: a Casale Monferrato, il 16 aprile 1974, dove nottetempo due coniugi sono stati sorpresi da un oggetto discoidale con cupola sospeso a pochi metri sopra la loro villetta, e nella frazione di San Michele di Alessandria dove un oggetto metallico a forma di sigaro ha lasciato le tracce del suo stazionamento in un campo di granoturco il 2 settembre 1978. In assoluto, il primo avvistamento è datato aprile 1928, quando ancora non si parlava di UFO o dischi volanti. Un abitante di Arquata Scrivia, mentre stava lavorando in campagna, si accorse che nel cielo limpido si stagliava una strana nuvola a forma di bastone con due forcelle ai lati.
Dapprima di colore bianco, prese ad avvicinarsi assumendo colori molto vivaci. Dopo un po’, iniziò ad allontanarsi divenendo nuovamente bianca, finché scomparve all’orizzonte dopo un paio d’ore.
L’ultimo avvistamento? E’ avvenuto alle 19.20 dello scorso 3 gennaio nel cielo di Tortona. Un automobilista ha notato sotto le nubi un oggetto luminoso a forma di rettangolo che si dirigeva a grande velocità verso terra. Da bianco è diventato arancione e dietro di sé lasciava una scia. Segnalazioni analoghe sono giunte dal Veneto e dal Trentino: è possibile che si sia trattato di una meteora molto luminosa. Il 71% dei casi alessandrini si riferisce alla categoria delle luci notturne. Solo l’8% riguarda oggetti lontani osservati di giorno, mentre il 12% sono gli incontri ravvicinati, di cui 8 del “terzo tipo”. Il record di segnalazioni ce l’ha settembre, seguito dagli altri mesi estivi. Gli orari in cui si vedono più UFO sono tra le 22 e le 23, e, subito dopo, tra le 19 e le 20.
Molti sono i casi di avvistamento riconducibili a oggetti o fenomeni noti che il testimone non ha riconosciuto come tali, ad esempio aerei, satelliti artificiali, palloni meteorologici, stelle, pianeti e meteore. Una trentina di episodi restano in vece non spiegati. Il catalogo verrà presentato in anteprima da Paolo Toselli, assieme al recente libro/DVD “Alessandria 1978 - Allarme UFO”, venerdì 30 gennaio, alle 21.00, presso la sala multimediale del Museo Etnografico “C’era una Volta”, Piazza della Gambarina, ad Alessandria.
Alla serata, che rappresenta un viaggio nel mistero del nostro vivere quotidiano, saranno presenti anche Danilo Arona, scrittore, che ha firmato la prefazione al libro, Sergio Notti, regista, e Lucia Olivero, sceneggiatrice, che hanno realizzato il DVD contenente il documentario prodotto da Milagro Studio, allegato al libro edito da UPIAR.
Per segnalare l’avvistamentamento di un presunto UFO scrivere all’indirizzo cisu@ufo.it o telefonare allo 011 – 307863. Un questionario per la raccolta dei dati è anche disponibile online al sito www.ufo.it.
Viterbo 12/01/09
Centro Italiano Studi Ufologici - sez Viterbo e Provincia
COMUNICATO STAMPA
VITERBO 13 Gennaio 1979 - 13 Gennaio 2009
30 ANNI DI AVVISTAMENTI UFO NELLA TUSCIA
Esattamente 30 anni fa, il pomeriggio del 13 gennaio del 1979, in località "strada tuscanese" a Viterbo un agricoltore V.M. di 40 anni, mentre era intento a lavorare nel suo campo, vide improvvisamente un oggetto fiammeggiante scendere dal cielo e atterrare a circa 500 m da lui; secondo il suo racconto, dall'oggetto sarebbe uscita un'entità animata che avrebbe raccolto qualcosa dal terreno, per poi rientrare a bordo dell'oggetto; lo stesso sarebbe poi ripartito scomparendo in alto nel cielo.
Questa notizia fece letteralmente il giro del mondo (uscirono articoli persino in Argentina). A Viterbo questo Incontro Ravvicinato del Terzo Tipo (secondo la classificazione usata in tutto il mondo e coniata dallo scomparso astrofisico A.Hynek) che al momento risulta essere l'unico avvenuto, venne per così dire preceduto di soli pochi giorni da un altro fatto straordinario: la mattina del 9 Gennaio a poca distanza in località Castel d'Asso, 3 agenti della Squadra Mobile di Viterbo in servizio di perlustrazione, s'imbatterono in una enorme sfera dal colore rosso fuoco; subito tentarono di chiamare la centrale operativa, ma la radio dell'auto non funzionò. L'oggetto prese ad alzarsi lentamente fino a scomparire.
Pur essendo 2 avvistamenti separati risulta difficile non sottolineare la vicinanza temporale e la straordinarietà di entrambi i casi: il primo per la presenza secondo il testimone di una entità, il secondo per i testimoni coinvolti (3 poliziotti) e per gli effetti
verificatisi (totale non funzionamento della radio).
Questi sono soltanto 2 degli oltre 250 casi che la sezione di Viterbo del Centro Italiano Studi Ufologici, (la più grande associazione civile che in Italia si occupa di studiare seriamente il fenomeno Ufo) ha raccolto e catalogato in tutto il territorio della Tuscia (circa 20.000 su tutto il territorio nazionale). In questo contesto il Cisu di Viterbo sta elaborando i dati relativi agli avvistamenti avvenuti nel 2008; nelle prossime settimane verrà convocata una conferenza stampa dove verranno resi noti i risultati.
Angelo Ferlicca Responsabile CISU di Viterbo e Provincia

Per info: Ufotuscia.it - info@ufotuscia.it
Siti nazionali: Cisu.org - Ufo.it - Wikiufo.org
Comunicato stampa
In occasione del trentennale della "grande ondata" di avvistamenti UFO che interessò l'Italia intera negli ultimi mesi del 1978, il Centro Italiano Studi Ufologici (CISU), su iniziativa di Paolo Toselli, annuncia la pubblicazione su Internet, all'interno del progetto WIKIUFO la prima enciclopedia online dedicata al fenomeno degli "oggetti volanti non identificati" dei dati di tutti gli avvistamenti UFO pervenuti dalla provincia di Alessandria: 374 episodi riferiti essenzialmente agli ultimi sessant'anni.
Un numero che ci pone, per quanto riguarda il Piemonte, secondi solo alla provincia di Torino. Il record di segnalazioni si è riscontrato tra la fine del 1973 e l'estate 1974. Un'alta concentrazione si è ripetuta nell'anno 1977 e negli ultimi mesi del 1978. E proprio in questi periodi si sono verificati i casi più importanti: a Casale Monferrato, il 16 aprile 1974, dove nottetempo due coniugi sono stati sorpresi da un oggetto discoidale con cupola sospeso a pochi metri sopra la loro villetta, e nella frazione di San Michele di Alessandria dove un oggetto metallico a forma di sigaro ha lasciato le tracce del suo stazionamento in un campo di granoturco il 2 settembre 1978.
In assoluto, il primo avvistamento è datato aprile 1928, quando ancora non si parlava di UFO o dischi volanti. Un abitante di Arquata Scrivia, mentre stava lavorando in campagna, si accorse che nel cielo limpido si stagliava una strana nuvola a forma di bastone con due forcelle ai lati. Dapprima di colore bianco, prese ad avvicinarsi assumendo colori molto vivaci. Dopo un po', iniziò ad allontanarsi divenendo nuovamente bianca, finché scomparve all'orizzonte dopo un paio d'ore.
L'ultimo avvistamento? E' avvenuto alle 22.30 dello scorso 26 settembre nel cielo di Acqui Terme. Due amici hanno notato una luce lampeggiante, dapprima immobile. Poi ha iniziato a spostarsi avanti e indietro saltellando. Uno di loro ha tentato di riprenderla col telefonino e ha messo il video su YouTube. Il 71% dei casi alessandrini si riferisce alla categoria delle luci notturne. Solo l'8% riguarda oggetti lontani osservati di giorno, mentre il 12% sono gli incontri ravvicinati, di cui 8 del "terzo tipo".
Il record di segnalazioni ce l'ha settembre, seguito dagli altri mesi estivi. Gli orari in cui si vedono più UFO sono tra le 22 e le 23, e, subito dopo, tra le 19 e le 20. Molti sono i casi di avvistamento riconducibili a oggetti o fenomeni noti che il testimone non ha riconosciuto come tali, ad esempio aerei, satelliti artificiali, palloni meteorologici, stelle, pianeti e meteore. Una trentina di episodi restano invece non spiegati.
Il catalogo verrà presentato in anteprima da Paolo Toselli, assieme al recente libro/DVD "Alessandria 1978 - Allarme UFO", venerdì 28 novembre, alle 21.00, presso la sala multimediale del Museo Etnografico "C'era una Volta", Piazza della Gambarina, ad Alessandria.
Alla serata, che rappresenta un viaggio nel mistero del nostro vivere quotidiano, saranno presenti anche Danilo Arona, scrittore, che ha firmato la prefazione al libro, Sergio Notti, regista, e Lucia Olivero, sceneggiatrice, che hanno realizzato il DVD contenente il documentario prodotto da Milagro Studio, allegato al libro edito da UPIAR.
Per segnalare l'avvistamentamento di un presunto UFO scrivere all'indirizzo cisu@ufo.it o telefonare allo 011 307863. Un questionario per la raccolta dei dati è anche disponibile online al sito www.ufo.it.
Centro Italiano Studi Ufologici
Paolo Toselli



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