Evidenzaliena Novembre 5, 2009
Pochi sanno che il governo canadese ha scelto di rilasciare i suoi file UFO nel 2005 e 2007. Oltre 9500 fascicoli sono stati rilasciati senza alcuna consultazione pubblica e notifica. Fra queste migliaia di documenti riguardanti avvistamenti per lo più noiosi e memorandum amministrativi, il governo canadese ha nascosto documenti sensibili che dimostrano chiaramente come alcuni ufficiali hanno preso molto seriamente la questione ufo.
Sono state discusse alcune misure atte a minimizzare alcune relazioni sugli UFO utilizzando così simili tattiche impiegate dall’Air Force dagli Stati Uniti. L’ultima accusa è quella mossa dal Direttore scientifico dell’Intelligence Canadese, il quale suggerisce che il Canada avrebbe pianificato delle procedure da attuarsi in caso di sbarco di un UFO.
Nella promulgazione dei 9500 file sul proprio sito web dal titolo “Canada UFO – Ricerca per l’ignoto“, il governo canadese ha aperto una discussione internazionale sulla questione degli oggetti volanti non identificati. Questa controversia è alimentata dalla chiara ammissione da parte di ufficiali del ministero della Difesa Nazionale i quali hanno regolarmente affrontato tattiche e politiche su come “minimizzare” il fenomeno UFO fin dal 1950 ed è ancor più curioso il fatto che il Canada, nel 2005 e 2007, ha scelto di “riesumare” queste controverse testimonianze nascondendole tra migliaia di relazioni ed avvistamenti UFO.
Con il palese occultamento di questi files, il governo canadese vuole forse ingannare i cittadini fuorviandoli dalla verità, oppure si tratta di un semplice caso di pragmatismo burocratico? A differenza di Inghilterra, Francia, Danimarca e Brasile che hanno scelto di rilasciare i propri files sugli ufo coinvolgendo anche la stampa internazionale nel 2007, 2008 e 2009, il governo canadese ha invece scelto di pubblicare i propri documenti in gran segreto, ottenendo una totale assenza di copertura dei media, nascondendo di conseguenza la consultazione degli stessi al pubblico, così che molti ufficiali canadesi sono riusciti a mantenere il segreto sul loro coinvolgimento nella questione ufo.
Nessuno, al di fuori di un pugno di esperti ricercatori UFO, era a conoscenza che il Canada aveva istituito un archivio sugli ufo. Inizialmente alcuni files sono stati rilasciati nell’agosto 2005, altri nel dicembre 2007, nella completa segretezza e senza alcun avviso ne comunicazione alla massa.
Alcuni elementi salienti emersi dai files canadesi

Le lettere:
1.Gli Ufficiali canadesi adottano la stessa politica dell’Air Force Statunitense nell’insabbiare il fenomeno UFO
Canadian Joint Intelligence Committee Memorandum – G.S. Austin, Director of Air Intelligence, 4 agosto 1950:
“La politica attuale dell’USAF è mirata a minimizzare il fenomeno ufo, indagando solo quando necessario da parte dell’area di comando senza speciali disposizioni per le indagini. Sembra che una politica simile da parte nostra sarebbe saggia e che non sarebbe auspicabile produrre un apposito questionario o eventuali accordi per l’inchiesta poiché ciò comporterebbe a pubblicizzare la questione. E’ stato suggerito quindi che le relazioni sugli avvistamenti non dovrebbero essere sollecitate…”.
2. Lettera del Ministero della difesa nazionale
Al contrario, il ministero della Difesa Nazionale ha inviato lettere contraddittorie ed indiscrete ai cittadini canadesi informandoli che nessun dipartimento all’interno del governo aveva ricevuto istruzioni circa la volontà di rifiutare informazioni sugli oggetti che possono risultare di origine extraterrestre nonostante il fatto che i fascicoli siano stati designati “ristretti” o “segreti” fin dagli anni cinquanta e la politica canadese fosse improntata a minimizzare gli avvistamenti UFO.
Una lettera ministeriale dichiara: ”posso assicurarvi che non vi è alcun dipartimento di governo che voglia raccogliere testimonianze e/o ha informazioni sugli oggetti che potrebbero essere di origine extraterrestre.” (Il Ministro della difesa nazionale Douglas della marzo 1962.) Chiaramente questa dichiarazione da parte del Ministero della difesa è incoerente con quanto disposto e contraddice la pratica della repressione pubblicitaria sugli UFO come suggerito da G.S. Austin (Director of Air Intelligence).
3. Piano ufficiale – in caso di un UFO sbarco
Nessun’altra lettera, ha rivelato esplicitamente l’accusa al governo canadese come quella arrivata al Direttore scientifico dell’Intelligence riguardante lo sviluppo di un piano in caso di uno sbarco UFO sul suolo canadese. Questa lettera dichiara: “Si ritiene opportuno aggiungere che nel caso si verifichi lo sbarco di un ufo sul territorio canadese, deve essere avvisata immediatamente la base RCAF più vicina tramite un telegramma inviato al comando… forse faremmo meglio a discuterne quando avrete riflettuto.” (A.J.G. Langley, Defense Research Board Director of Scientific Intelligence ,19 Aprile 1950.)
E’ degno di nota che il Sig. Langley non utilizza la parola “crash” ma utilizza la parola “sbarco” per descrivere un volo in cui vi è una discesa “controllata” sul territorio canadese. Per qualsiasi attento osservatore o studente di lingue questa dichiarazione indica che gli ufficiali canadesi hanno preso seriamente in considerazione la possibilità di uno sbarco da parte di un veicolo di origine sconosciuta che potrebbe essere oggetto di un qualche tipo di controllo intelligente.
Si può pertanto concludere che gli ufo sono effettivamente operativi e sono un’imminente fonte di preoccupazione per le autorità canadesi. Sebbene i media snobbino il fenomeno ufo, l’apertura verso la trasparenza dei fatti su questa realtà è in costante crescita. Il riconoscimento e l’apertura dei governi su questo argomento è un dato di fatto e sta ricevendo sempre più consensi dai principali organi di stampa.
Il riconoscimento di una prospettiva che miri a nuovi rapporti di collaborazione, o aperture diplomatiche verso civiltà esistenti fuori dal nostro mondo potrebbero rappresentare una svolta per la razza umana per comprendere meglio la sua natura. Il rigettare e sopprimere questa possibilità evidenzia l’orgoglio umano che nega la capacità della nostra specie di evolversi e guardare oltre quello che siamo e ciò che possiamo diventare.
Nota dell’Editore: questo è un estratto di una parte molto più ampia la quale può essere richiesta a Victor inviando un e-mail o andando suThe Canadian UFO News website
allnewsweb.com – evidenzaliena
Domenica scorsa, 25 ottobre, il magazine brasiliano “UFO” ha intervistato l’ex ministro dell’Air Force durante il governo di Fernando Collor, dal 1990 al 1992, il tenente brigadier Sócrates da Costa Monteiro. L’intervista è stata condotta nella sua residenza a Rio de Janeiro ed è stata eseguita da AJ Gevaerd, con la collaborazione del co-editore Marco Antonio Petit e i consulenti Francisco Pires de Campos e Arthur Ferreira Neto. E ’stata una conversazione durata più di due ore, estremamente interessante e proficua, in cui il militare si è sentito a suo agio a parlare di ufologia, come alcuni altri funzionari che hanno anche dato le loro dichiarazioni al magazine brasiliano.
Monteiro si è ritirato dalla Força Aérea Brasileira (FAB) da un certo numero di anni, ma mantiene, nei sui limiti, dei contatti con le forze armate attive di diversi settori delle forze armate brasiliane. Ha una memoria estremamente lucida dei fatti principali della sua attività nel Air Force e – di particolare interesse per l’ufologia – a proposito di come il paese abbia trattato con la questione durante il periodo in cui era in servizio attivo. Come altri ministri, prima e dopo di lui, Monteiro ha anche avuto accesso a informazioni sensibili sulle interazioni di altre specie cosmiche nel nostro paese, riportando alcuni casi. E’ stato pilota di diversi tipi di aerei, tra cui i caccia e ha raccolto più di 5 mila ore di volo con loro.
L’ufficiale era il comandante del I Integrated Air Defense e Air Traffic Control Centre (Cindacta), a Brasilia, nel momento in cui fu la prima istituzione a registrare gli avvenimenti ufologici in tutto il paese, in particolare nel settore del Distretto Federale e la Regione Sud-Est . Egli ha rivelato che le osservazioni di oggetti volanti non identificati sono state regolarmente captate sugli schermi radar dell‘istituzione, ben prima dell’assunzione al suo comando, e che tutti i casi sono stati accuratamente registrati, con alcuni di loro in fase di ulteriore indagine da parte delle Forze aeree. In quell’occasione l’espressione “Traffico Hotel” non era stata ancora utilizzata per designare gli UFO.
Monteiro ha descritto una situazione in cui la stazione radar di Cindacta a Gama (DF) è stata sorvolata a bassa quota da un oggetto a forma di disco di grandi proporzioni, e che il suo personale, senza sapere cosa fare, ha aperto il fuoco contro “l’intruso“. Quando giunse a saperlo, Monteiro diede loro espressamente ordine di fermare, immediatamente, il fuoco. “Hanno una tecnologia molto più avanzata della nostra e non sappiamo come avrebbero reagito alla nostra azione“.
L’intervistato è stato anche il comandante del IV Regional Air Command (COMAR), a São Paulo, ente che controlla lo spazio aereo della regione sud-est, durante la famosa “Notte Ufficiale UFO in Brasile”, avvenuta il 19 maggio 1986, quando l’area fu sommersa a causa della comparsa di più di 20 sfere volanti di oltre 100 m di diametro ciascuna, che sono stati inseguiti da 7 caccia F-5 e Mirage della FAB, inviati dalle basi aeree di Santa Cruz (RJ) e Anápolis (GO). Questo è uno dei casi più importanti ufologici del paese, che contava sulla partecipazione, in quel momento, del presidente della Embraer, il colonnello Ozires Silva, a bordo di un aereo Xingu. Ozires vide, persino, un oggetto in quel momento, inseguito sopra lo stato di San Paolo. Come è noto, il ministro dell’Air Force, in quel momento Octavio Moreira Lima, andò in tv nella trasmissione nazionale, il giorno dopo, ed ammise l’“invasione” dello spazio aereo brasiliano da parte di UFO. Entrambi, Ozires e Moreira Lima, sono amici di Monteiro e il primo disse i particolari del suo avvistamento. Ozires è in questo momento in procinto di essere contattato dal magazine brasiliano “UFO” per una intervista.
Come è noto, il governo ha appena pubblicato un documento molto importante della citata “Notte Ufficiale UFO in Brasile”, in cui si ammette che gli oggetti osservati sono stati “solidi e riflettevano in qualche modo una intelligenza“, oltre al fatto che hanno fatto manovre incredibili. Il documento può essere scaricato al seguente indirizzo.
Con tale comunicazione, la questione principale del colloquio, naturalmente, è stata la comparsa di questi UFOs, il 19 maggio 1986, che è stata confermata in modi diversi da Monteiro, compresi dettagli sconosciuti fino a quel momento. E sono state attribuite a lui alcune dichiarazioni forti in merito ai fatti, date in quel momento. Ad esempio, il funzionario ha detto che “per molti anni questi casi sono stati registrati dalla Air Force” e che “gli UFO andavano dai 250 ai 1500 km/h in pochi secondi“. Monteiro ha anche detto che “la FAB ha registrato l’intero evento su nastro“. Questi fatti sono ora integrati da lui.
Sempre facendo riferimento al termine “anomalie elettroniche”, “con la mancanza di una spiegazione migliore di cosa questi oggetti siano stati”, secondo Monteiro, l’intervistato ha detto che la velocità degli UFOs è stato davvero sorprendente e che gli aerei caccia potevano avvicinarsi a loro solo per qualche istante, in quanto gli oggetti sfuggivano alla distanza a velocità estremamente elevate. “Non c’era modo per noi di avvicinarci, così abbiamo abbandonato la ricerca, che è durata per molte ore quella notte“.
Vi è un riferimento indicante che gli UFOs raggiunsero la velocità di Mach 15 circa e Monteiro ha riferito che ciò poteva essere possibile, anche se gli strumenti di misura indicavano una velocità vicino ai 3500 km/h, “perché al di là di questo, ci potrebbero essere delle distorsioni naturali di lettura“.
A proposito dei fatti registrati su videocassetta dalla FAB, ha detto che, in realtà, l’istituzione – in particolare il Cindacta – ha sempre registrato quello che è successo sugli schermi radar, e tutto è stato registrato nelle registrazioni del caso fatta da tali strumenti. Ma ha sottolineato che ogni 30 giorni, i nastri vengono cancellati e riutilizzati.
L’intervistato è stato cauto, durante tutto il tempo dell’intervista. Ma, inizialmente chiuso, stava dando l’impressione agli intervistatori di rendere chiaro che, come altri ufficiali graduati del paese, anche lui aveva chiaro il concetto che veniamo visitati da altre specie cosmiche. Anche se all’inizio identificava gli UFOs come “anomalie elettroniche”, a poco a poco cominciò a parlare di “loro”, per fare riferimento ai membri del suo equipaggio, fino di descrivere in modo efficace ciò che i loro veicoli erano, citando anche la loro “tecnologia”. Parla anche apertamente che dietro il fenomeno esiste una intelligenza, che dà un concetto chiaro che ci troviamo di fronte ad una civiltà superiore.
Questa è la dichiarazione più sorprendente data durante il colloquio, al termine della sessione, quando ancora una volta ha citato il caso in cui i suoi uomini stavano sparando al disco volante a Gama, e dovette intervenire immediatamente, perché “la reazione poteva essere tragica per noi“. Per questo, ha usato come analogia il caso Mantell, che si è verificato negli Stati Uniti nel 1948, in cui un pilota trovò la morte, quando con il suo aereo fu distrutto dopo un inseguimento di un UFO. “Per questo, i caccia militari, quando inseguono quelle “anomalie elettroniche “, fatto tutto con cautela“.
Infine, il tenente brigadiere Sócrates da Costa Monteiro è una persona del circolo dei militari brasiliani che, riconoscendo la missione seria degli ufologi del magazine brasiliano “UFO” nel continuare su queste domande, sostiene la campagna UFOs: Freedom of Information Now, condotta dal Comitato di Ricercatori UFO Brasiliani (CBU). Lui, come i suoi colleghi in precedenza intervistati, tra i quali il brigadiere José Carlos Pereira e i colonnelli Uyrangê Hollanda e Antonio Celente Videira, ha ammesso la gravità della manifestazione ufologica e la necessità di trattare in modo chiaro. E ha dichiarato: “I files devono essere aperti e dovete mantenere la vostra azione con il governo, al fine di assicurare la riuscita“.

Il Centro italiano studi ufologi (CISU): "da anni non si registravano, in Italia, tanti avvistamenti"
MilanoWeb 11/10/2009
Gli avvistamenti sono iniziati a maggio, per raggiungere il culmine durante i mesi di luglio e agosto. Napoli e Roma le città più "visitate". In tutto si contano circa 1.500 voli inclassificabili di "oggetti" nei nostri cieli. Per arrivare a dati analoghi dobbiamo compiere un salto di 30 anni: nel 1978 ci furono, infatti, 1.900 segnalazioni di questo tipo durante il periodo estivo, record imbattuto. Ma cosa si è visto di "eclatante"?
Un po’ di "tutto", affermano i tecnici del CISU, specialmente durante le ore notturne (l'85% dei casi registrati). Rari i fenomeni diurni (10%), rarissimi quelli che hanno in qualche modo lasciato tracce visibili sul territorio: nelle Marche, per esempio, un oggetto misterioso, immobile a circa 20 metri dal suolo, avrebbe interferito con la centralina elettronica di un'automobile.
Inesistenti gli pseudo-contatti con entità "aliene", fenomeno più volte descritto durante gli anni '70. In compenso aumentano le "prove" relative agli UFO: grazie alla tecnologia, infatti, oggi quasi tutti disponiamo di strumenti in grado di "immortalare" ciò che accade sopra le nostre teste. Ma vediamo quali sono gli avvistamenti più "curiosi" avvenuti questa estate, prendendo spunto da un servizio apparso sull'ultimo numero di 'Focus'.
È il 17 maggio quando, a Villabate (PA), una signora sta tranquillamente prendendo il sole sul suo terrazzo. Improvvisamente scorge in cielo un corpo discoidale giallo, grande come un elicottero, che emette delle strane luci e compie dei movimenti "inconsueti" per un oggetto volante. Ha appena il tempo di avvertire una vicina che l'UFO scompare a gran velocità.
Il 12 giugno una lunga striscia luminosa disegna i cieli della Puglia. Il fenomeno viene osservato anche in Montenegro e in Grecia. Quasi sicuramente, però, si tratta di una meteora.
Il 22 giugno è la volta di un avvistamento ad Ariano Irpino (AV). Qui il protagonista è un giovane svegliato di colpo da un rumore assordante, riconducibile a quello di un aereo che precipita. Corre alla finestra e vede, allibito, un oggetto ovale a circa 40 metri dal davanzale. Chiama il padre che lo raggiunge prendendo atto dell'insolito fatto: il "disco", nel frattempo, si è allontanato a circa 200 metri. Trascorre poco più di un minuto e infine la "cosa" scompare dietro ad alcune colline.
Il 3 luglio, a Bolzano, un pilota di aerei da diporto, nota nei pressi dell'aeroporto cittadino una specie di disco volante di 20-25 metri di diametro. Emana una luce rossastra: la sua distanza da terra è stimata intorno ai 700 metri. Per cinque minuti rimane immobile, poi, all'improvviso, decolla in verticale a gran velocità, si pensa intorno ai 10.800 km/h.
Davanti a simili descrizioni di avvistamenti di UFO, non si può che rimanere esterrefatti, tuttavia gli esperti del 'CISU' sono convinti che spesso le persone si lasciano facilmente suggestionare, scambiando oggetti "normalissimi" per 'oggetti non identificati'. È il caso, per esempio, delle 'lanterne cinesi', una moda scoppiata da poco in Europa e riguardante piccole mongolfiere lanciate in aria durante le feste. Alte non più di un metro presentano alla base un piccolo telaio e una piastrina infiammabile di paraffina che - una volta accesa - consente alle "sky lanters" di guadagnare quota, inducendo a credere che si tratti della nuova navicella di qualche 'E.T.'.
In realtà il boom di avvistamenti di 'UFO' non è un fenomeno verificabile solo in Italia, ma anche in altre parti del mondo, per esempio in Inghilterra. Secondo il ministero della difesa britannico durante i primi sei mesi del 2009 ci sono state 231 segnalazioni di oggetti volanti non identificati (contro i 135 complessivi del 2007 e i 97 del 2006). Anche qui ci si è spesso trovati di fronte a "fenomeni" inspiegabili.
Altro che relazioni pericolose. La confessione è di quelle del terzo tipo: «Camminava ancheggiando, con un'andatura simile a quella di un pinguino. Era bionda, indossava un tutù bianco e sorrideva». Eppure questa strana creatura nessuno sembra averla vista, a parte l'autore dell'incredibile racconto. Chi pensa a un'avventura extraconiugale è fuori strada. Semmai, extraterrestre.
Adrian Hicks, consigliere comunale di Winchester, una piccolo centro a sud-ovest di Londra, giura di aver visto «un'aliena». Proprio così, di sesso femminile. La comunità si spacca, mentre gli altri rappresentanti locali lo accusano di testimoniare il falso.
L'avvistamento sarebbe avvenuto agli inizi del 2004, ma Hicks aveva paura di non essere eletto consigliere e ha divulgato la notizia soltanto ieri. Il protagonista, che nel palazzo di Winchester siede tra le fila dei liberaldemocratici, ha pure portato delle «prove». Infatti ha mostrato il disegno che ritrae l'aliena in tutù, una specie di identikit fatto da un artista locale, costatogli pare 400 sterline. Non mancano particolari degni di un romanzo di Ray Bradbury: «Aveva grandi occhi ovali e faceva roteare le mani. Rideva e sembrava divertirsi. Era abbastanza simile a un essere umano da passare inosservata».
Attenzione, a questa storia da fantascienza si aggiunge un ingrediente spy. Hicks sostiene che l'aliena fosse collegata alle operazioni militari segrete, inglesi e americane, in corso in una vicina base militare. Non contento della portata delle sue dichiarazioni, il consigliere rilancia: «C'e un gran via vai di oggetti volanti non identificati attorno alla base».
Per concludere, tenetevi forte: «Winchester è la capitale europea degli Ufo». Hicks sostiene anche che alcuni negozianti del posto abbiano visto l'aliena, ma che nessuno di loro abbia mai avuto il coraggio di ammetterlo.
Che sia tutto vero o una bufala studiata a tavolino per farsi pubblicità, adesso l'esponente conservatore si ritrova a condurre una battaglia isolata. I suoi colleghi gli danno del visionario, o del bugiardo.
Inguaribili scettici. Invece, chissà che non abbia ragione lui. Magari la prossima volta potrà contare sugli affezionati elettori provenienti da lontane galassie....

28 Settembre 2009 - Fonte: The Journal of Hispanic Ufology
L’evento si è verificato in un’abitazione di Florencio Valera (Argentina). 14 extraterrestri avrebbero circondato, nel ben mezzo della notte, il letto dove si trovava una giovane donna di 23 anni, Karina, con il marito e la figlia piccola. L’unica a svegliarsi sarebbe stata la ragazza, che non avrebbe mai avuto paura.
Karina avrebbe provato a svegliare il marito, per renderlo testimone della scena, ma i visitatori le avrebbero chiesto di non farlo, perchè non era ancora pronto. Nel corso di una conversazione telepatica di 40 minuti, gli alieni le avrebbero fatto diverse rivelazioni. Questo caso è oggetto d’indagine da parte del gruppo OVNI (Jorge Marron e Daniel Valverdi), che sta collaborando con un team multidisciplinare di esperti.
Secondo le dichiarazioni di Valverdi: «Per il momento, possiamo dire che il caso è autentico al 90%». Gli alieni avrebbero spiegato a Karina di far visita alla Terra secondo una rotazione semestrale. Terminato questo periodo venivano sostituiti da un altro gruppo. Inoltre, le avrebbero detto che le formazioni nei campi (i crop circles, ndr) sarebbero delle comunicazioni tra loro, e che esistono dozzine di civiltà provenienti da altri pianeti che farebbero visita alla Terra per motivi di studio.
«Non ho mai avuto esperienze del genere» ha spiegato la ragazza. «Eravamo a letto, io, mio marito e la bambina. Loro dormivano, io stavo cercando di prendere sonno. Improvvisamente ebbi l’impressione che ci fossero delle luci nella stanza, ma quando aprii gli occhi, non vidi niente. Li richiusi e successe la stessa cosa, per quattro volte. Alla quarta, sentii la luce più vicina. Aprii gli occhi e vidi degli esseri in piedi, accanto a me. Mi trovavo in mezzo tra mio marito e nostra figlia. Mi sedetti sul letto, circondato degli esseri. Erano 14, tutti bassi, circa 1.30 m., tranne uno. Quello più alto era vicino a mio marito e continuava a fissarlo. Erano praticamente identici, magrissimi, con il collo lungo e piccole teste ovali. Gli occhi erano neri e a mandorla e anche la bocca era piccola. Sul viso avevano delle piccole rughe».
Gli alieni le avevano toccato i capelli, il palmo delle mani e le avevano sollevato un braccio. «Comunicammo per 40 minuti tenendo la bocca chiusa. Sentii il bisogno di toccarne uno. Con loro mi sentivo in pace. Non ho mai avuto l’impressione che volessero farci del male. All’improvviso un alieno mi toccò con due dita e mi passò un dito sulla fronte. Mi disse che erano venuti per darmi delle risposte su un libro nero (la Bibbia) e che ciò che pensavo era vero. Alle mie domande risposero dettagliatamente» .
Ai ricercatori, Karina ha detto: «Quello alto guardò mio marito tutto il tempo. La sua testa era leggermente più piccola di quella degli altri. Sembrava di toccare la pelle di un bambino. Avevano delle piccole rughe ma al tatto non si sentivano. La pelle era fredda e di uno strano colore, né bianca né grigia. Era pelle di un colore che non esiste qui sulla Terra».
In Toscana e a Malpensa due persone fotografano due diversi Ufo: “Due occhi fosforescenti mi fissavano”

Sul Corriere.it due persone raccontano di aver avvistato in cielo e a terra tracce che sembrerebbero avere qualcosa a che fare con gli alieni. Il comandante Augusto Petrini già pilota delle Frecce Tricolori e ora in servizio in una compagnia di linea racconta che un suo conoscente di Casorate Sempione ha filmato, dalle parti dell’aeroporto della Malpensa, una strana luce fatta a “sfera”: ad un’analisi più attenta, il filmato sembra essere secondo il comandante Petrini molto simile ad uno che era stato girato poco tempo prima a Mosca.
L’oggetto in questione sembra essere stato là per qualche minuto per poi sparire nel nulla. L’ex comandante racconta che la persona che ha fotografato questo oggetto «si è recato in un laboratorio e ha provveduto a far estrarre delle immagini digitali formato jpeg dalla mini cassetta a nastro della videocamera». La ripresa è stata effettuata alle 6.45 dello scorso 5 settembre usando al massimo lo zoom.
Il secondo racconto, si svolge in Toscana nella pineta di Cecina. Un uomo all’alba si è trovato di fronte a «due occhi verdi fosforescenti che si avvicinavano lentamente, accompagnati da un brusio simile a quello di un campo elettrico». Spaventato, l’uomo si è messo a correre in direzione opposta per circa un paio di chilometri. «Ad un certo punto in tal direzione – continua l’uomo - ho notato che gli stessi occhi erano lì, vicino a me, che si avvicinavano con le stesse modalità. Non sapendo che fare, sopraffatto dalla paura, ho trovato un sentiero trasversale che portava in spiaggia. Ho continuato a correre sulla battigia in direzione di Marina di Cecina per tornare al mio alloggio finché non mi sono imbattuto in due persone che si bagnavano a riva. Ma dal conforto di essere finalmente in compagnia sono passato subito allo sgomento notando – a circa 30-35 metri di distanza – le loro fattezze: sembravano bambini, ma non lo erano».
A questo punto l’uomo racconta che le creature incontrate erano «esseri grigi, piccoli come bimbi, che sono usciti all’improvviso dall’acqua correndo in modo scomposto, quasi ciondolando in avanti con le braccia tra l’altro più lunghe del tronco (tipo scimmie, per dare l’idea)».
L’uomo ricorda di essersi messo a correre e di essersi fermato solo per fotografare col cellulare delle orme stranissime: «Ho fotografato, poco più avanti, anche un piccolo fortino fatto di pietre e bacchette di legno che ricordava le costruzione celtiche, oltre a un’altra costruzione piccola lì vicino. Erano troppo curate ed armoniose per esser fatte da un bambino. Erano manufatti appena realizzati. Infine, intorno a tutta quell’area, c’erano sabbia e sterpaglie bruciacchiate, alberi con rami tagliati perfettamente a 90° e con una superficie liscia e mirabilmente levigata».
Blitz 28 settembre 2009
Gran Bretagna Un celebre ufologo pubblica gli ultimi files top secret della Difesa britannica. E svela: tra le spiegazioni della Raf sugli Ufo spunta l’ipotesi “turismo”.
LONDRA - Si chiama David Clarke, è un celebre ufologo, e in “The Ufo files” ha raccolto testimonianze e documenti top secret della Difesa Britannica. Un dossier esplosivo. Con diverse tracce. Comiche.
Gita turistica Tra i documenti raccolti da Clarke figura anche la richiesta di un alto graduato della Raf, la blasonata forza aerea britannica, che chiede al ministero della Difesa fondi da destinare alla ricerca sugli Ufo. Questione di sicurezza nazionale. “Abbiamo molti rapporti di strani oggetti nei cieli” scrive il militare “e non abbiamo mai investigato”. Non basta: “Se gli avvistamenti riguardano oggetti non terrestri, dobbiamo sapere innanzitutto qual è il loro scopo”.
Già, qual è? “Non ci sono state manifestazioni ostili, e altre possibilità riguardano: 1) ricognizione militare; 2) ricerca scientifica; 3) turismo”. Un’ipotesi stravagante ma pur sempre un’ipotesi. E, racconta Clarke, che ha scritto “The Ufo Files” con la benedizione degli archivi segreti britannici di Kew Gardens, nel 1996 parte un’inchiesta segreta interna al ministero: Project Condign (un report che raccoglie oltre 10mila possibili avvistamenti Ufo avvenuti nell’arco di decenni).
Come finì? L’indagine, dando per scontato che gli Ufo esistevano, nel 2000 arrivò alla conclusione che gli oggetti volanti non identificati non rappresentavano una minaccia per la Difesa. E poi molti degli “avvistamenti” erano solo effetti visivi causati dal gas nell’atmosfera.
Corriere 20 settembre 2009
UFO MADE IN CHINA
Pioggia di avvistamenti in tutta la Sicilia. Ma nella maggior parte dei casi si tratta delle lampade a gas utilizzate per i matrimoni dei cinesi. La parola agli esperti.
Di Giuseppe D'Avella CENTONOVE Settimanale di Politica, Cultura, Economia 4 settembre 2009 pag.30 (Sicilia)
MESSINA. Messina e provincia sono in pieno "flap" ufologico. Giorno dopo giorno, le associazioni che studiano il "fenomeno ufo" ricevono notìzia di avvistamenti sul territorio, con una continuità che non sì registrava da moltissimi anni. Dal 1954 o dal 1978, ad esempio, gli anni dei precedenti 'flap" sull'isola e nel messinese. Con il termine "flap" gli addetti ai lavori definiscono quel periodo dì tempo relativamente breve, il mese di agosto del 2009 in questo caso, durante il quale si registra un'ondata di avvistamenti di oggetti volanti non identificati.
Dopo le prime segnalazioni di strane luci in cielo, dopo i primi avvistamenti più o meno spiegabili, la gente, incuriosita, emozionata, trascorre più tempo del solito con la testa all'insù, a guardare il cielo. Così gli ufo si moltiplicano.
«In cielo si vedono molte cose che possono illudere il nostro occhio. Ciò che l'occhio non riconosce non necessariamente è un fenomeno sconosciuto». A gettare acqua sul fuoco è Antonio Rampulla, coordinatore regionale del Centro Italiano Studi Ufologici. Il database del Cisu, aggiornato al 2 settembre 2009, ha registrato, in termini numerici, le conseguenze del "flap" in Sicilia. A partire dal primo maggio, sono centotrentuno le segnalazioni di avvistamenti, di cui sessantadue nel solo mese di agosto. Decisamente più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Degli "ufo" agostani, la maggior parte, trentatre i casi, è stata segnalata nei cieli di Messina e provincia.
«Tra gli avvistamenti più interessanti, - commenta Rampulla - quello del 20 luglio a Palermo. In tanti hanno osservato e filmato uno strano oggetto triangolare visibile dalla zona nel Foro Italico. L'11 agosto un appassionato di aerei e astronomia, seguendo con il suo binocolo il passaggio di un aereo intercontinentale con rotta sud-nord, ha avvistato un oggetto non identificato a sude di Mascali, in provincia di Catania. L'oggetto di forma rettangolare con i lati arrotondati, completamente argentato, rifletteva i raggi del sole e si trovava stazionario all'incirca mille metri al di sopra dell'aereo.
La "caccia agli ufo" nel messinese si è scatenata invece dopo il 13 agosto. Quel giorno, a Patti, in provincia di Messina, sono avvistati e ripresi in video tre oggetti non identificati.
Sono in tanti e da posti diversi ad assistere al fenomeno. Su tutti questi casi sono in corso le nostre indagini e qualsiasi conclusione allo stato attuale è prematura».
La prudenza nell'analisi è caratteristica di una disciplina che ha precisi metodi di indagine e che riduce il nocciolo del mistero a non più del 10% dei casi segnalati. «Le perizie sulle segnalazioni, sui video e sulle foto sono in corso anche da parte del Centro Ufologico Nazionale di Messina» aggiunge il presidente di sezione Antonio Morreale. «Abbiamo ricevuto comunicazioni da più di dieci persone sul caso di Patti. Molte altre ne arrivano dalla zona di Capo Peloro e Mortelle. Tre di queste sono particolarmente interessanti, ma ancora è presto per esprimere giudizi».
Anche per quel che riguarda l'avvistamento di domenica 30 agosto. «Alle 23.07 -racconta un testimone - è stato avvistato un UFO, apparso come una grande palla di fuoco di colore rosso, a venti metri di altezza sul mare, sopra il tetto del palazzetto di ingresso al porto di Portorosa. Durante il contatto visivo, durato due rninuti circa, l'oggetto è salito per raggiungere circa mille metri di altezza, poi si è rimpicciolito ed è scomparso»; Non prima di essere stato notato da tutti i clienti in quel momento presenti al ristorante "Cantina".
Come spiegare il fatto? «Quasi sempre, nel campo dell'ufologia, la spiegazione più semplice è anche quella giusta» dice Pietro Torre, membro del Cisu e autore di due volumi intitolati "Misteriosi fenomeni nel cielo della Provincia di Messina".
«La stragrande maggioranza di segnalazioni di presunti dischi volanti in questo periodo - spiega Torre - riguarda in realtà le lanterne cinesi. Sono piccole mongolfiere di forma ovale che emanano una luce arancione-rossastra, colori a cui fanno riferimento parecchie segnalazioni. Le lanciano in cielo, anche in gran numero, i cinesi per festeggiare le loro ricorrenze. Spariscono nel nulla, - conclude Torre -come potrebbe fare un disco volante, ma solo perché esauriscono il combustibile» . Lo scetticismo, in tema di oggetti volanti, non identificati, è giustificato.
Nella Storia
Incontri ravvicinati A Librizzi l'unico caso
Nei primi anni '80 il racconto "attendibile" sull'alieno della specie dei "grigi"
MESSINA. Il "fenomeno ufo", legato agli avvistamenti dì oggetti volanti non identificati, non esaurisce la letteratura in materia di forme di vita extraterrestre. Un capitolo importante è dedicato agli "incontri ravvicinati", in particolare a quelli di terzo tipo, secondo la celebre classificazione dello studioso statunitense Josef Allen Hynek.
In Sicilia esistono testimonianze attendibili di un solo caso, che risate ai primi anni '80. Nei boschi che circondano Librizzi, in molti avrebbero incontrato un alieno della specie dei "grigi". Il database dell'ufologo torinese Paolo Fiorino riporta quarantotto casi siciliani di IR.3, venti dei quali in provincia di Catania, primatista seguita alla distanza da Siracusa (otto casi) e dalle altre province.
Un primato "triste" quello della provincia etnea perché legato alla spiacevole parentesi per l'ufologia siciliana rappresentata dal più discusso e famoso contattista italiano, il catanese Eugenio Siragusa, particolarmente attivo negli anni '60. A Delia, in provincia di Caltanissetta, si è registrato invece l'unico caso siciliano di crop circle, fenomeno esploso in Inghilterra negli anni 70.
In contrada Cappellano, la notte del 5 giugno 2005, apparvero di improvviso un rettangolo e due cerchi, ovviamente di spighe, in un campo di grano.
Antiche leggende e avvistamenti d'oggi creano un alone di mistero
Secondo una leggenda piuttosto diffusa, la Bisalta dovrebbe la sua conformazione a un intervento diabolico. Si narra, infatti, che molti secoli fa la montagna presentasse un unico e aguzzo punto culminante. Tutto cambiò in una notte d'estate. Un montanaro, dopo aver festeggiato in osteria la vendita del formaggio al mercato, tornava al suo villaggio. Il vino, tuttavia, rendeva il suo passo sempre più incerto. Quando la luna tramontò dietro il profilo della Bisalta, l'uomo non riuscì più a proseguire. Improvvisamente apparve il diavolo, che offrì al pastore un po di chiaro di luna, in cambio della sua anima. Il pover’uomo, ormai stanco e disperato, accettò e il diavolo preparò il contratto, mentre un esercito di piccoli demoni ritagliava dal monte la porzione di roccia che oscurava il disco della luna. Quando il diavolo presentò al montanaro l’atto di vendita dell’anima, il pallido chiarore della luna illuminò a fatica la firma: si trattava di una croce, unica cosa che il disgraziato aveva imparato a scrivere. Pare che agli inferi, non avesse alcun valore legale. Così la sua anima fu salva: il diavolo fuggì urlando e l'unica che ne fece le spese fu la montagna, che perse una «fetta» della vetta.
Al di là della leggenda, l'alone di mistero che circonda la Bisalta fu probabilmente generato dalla sua posizione isolata e dalla propensione delle sue rocce ad attirare i fulmini. Ciò causò, nel luglio del 1960, una tragedia nella quale persero la vita quattro persone che partecipavano a una cerimonia religiosa al Bric Costa Rossa: una folgore si abbattè improvvisamente sulla montagna e si scaricò sulla croce metallica.
Sulla montagna, nel primo Novecento e negli Anni '50, sono state effettuate ricerche di uranio, curate tra gli altri dal geologo Felice Ippolito e dal premio Nobel Marie Curie. A completare il quadro inquietante della Bisalta si aggiungono i numerosi «avvistamenti» di oggetti misteriosi che si dirigono o provengono dal monte. Le indagini effettuate dall'Ars di Torino (associazione ricerche scientifiche) hanno poi evidenziato la presenza di menhir, cromlech, strani manufatti e una «scultura» antropomorfa in pietra di circa un metro e mezzo, raffigurante un individuo con la testa triangolare. Negli Anni '70 la Bisalta era bersaglio delle esercitazioni di artiglieria pesante: i cannoni sparavano da Roracco, Villanova Mondovì, e da altre postazioni a Peveragno e Pianfei.
Si racconta infine, che nel secolo scorso, in autunno, molte persone erano solite recarsi da Villanova Mondovì in una località della Francia per lavorare alla raccolta del legname. Durante il tragitto, transitavano in un luogo in quota dove si trovavano «bambini dalla pelle molto chiara, quasi albini - raccontavano - ai quali dava molto fastidio la luce del sole, così da renderli quasi ciechi. E che fuggivano spaventati al nostro passaggio».
Nell'autunno del 1975, a mezzogiorno, da Prato Nevoso, si assisteva a tre forti esplosioni nel cielo sopra la Bisalta, accompagnate da tre lampi ben visibili. Molti i testimoni oculari. Alle 14 una squadra di Soccorso alpino partiva da fondovalle temendo lo schianto di un aereo, ma trovava tutti i sentieri d'accesso al monte bloccati da elicotteri della Marina militare. Il ministero della Difesa parlò, in via ufficiosa, di missili lanciati da una nave militare.
Skunk Works è una divisione della Lockheed Martin, azienda che ha un ruolo dominante nel campo dell' ingegneria aereospaziale sia civile che militare. Questa divisione, formalmente definita Lockheed Advanced Development Projects, è la creatrice di modelli di aeromobili militari come l'U-2, l'F-117 o l'F-22, aerei da caccia ad altissime prestazioni, o dotati di invisibilità radar.
Dopo la fine della Guerra Fredda, la Lockheed spostò la sede della Skunk Works nell'Impianto 42 della U.S. Air Force a Palmdale, in California, dove tutt'ora rimane operativa.
Pare che, secondo uno dei "mitici" ingegneri della Skunk Works, John Andrews, il design di molti aerei da guerra, sperimentali o già realizzati, derivi direttamente dalla retro-ingegneria dell'U.F.O. precipitato a Roswell. Da un'intervista realizzata con Benjamin Robert Rich, secondo direttore degli Skunk Works dal 1975 al 1991, è emerso quanto segue:
- Ci sono due tipi di UFO, quelli costruiti da noi, e quelli costruiti da "loro". Abbiamo imparato sia dagli UFO schiantati, sia da quelli attualmente custoditi, di "seconda mano". Il Governo sapeva e fino al 1969 ha avuto una parte attiva nell'amministrare le informazioni, ma dopo Nixon queste informazioni sono gestite da un gruppo di direttori di agenzie private.
- Quasi tutti i design "biomorfici" (la cui forma è presa direttamente dall'osservazione del volo in natura) sono ispirati al modello di Roswell, come l'SR-71 Blackbird, o i droni senza pilota.
- Era opinione di Rich che le informazioni non debbano essere diffuse al pubblico, perchè non sarebbe in grado di gestire la verità. Solo nel suo ultimo mese di vita (è morto nel 1995) ha iniziato a pensare che questo gruppo privato di gestione delle informazioni sugli UFO rappresenta un grosso problema per le libertà personali dei cittadini degli Stati Uniti.
- Prima che la malattia lo costringesse a letto, nel 1993, Rich partecipò ad una conferenza di designer ed ingegneri aereospaziali, con la presenza del MUFON (Mutual UFO Network) attraverso la figura di Jan Harzan, affermando "Noi [gli USA e la Lockheed] avevamo in nostro possesso la tecnologia per portarci sulle stelle". Ora, che tutto questo sia vero può essere discutibile o meno. Resta il fatto che i record delle sue affermazioni ci sono.
Ho ben presente l'espressione di molte persone quando si parla della tematica UFO. Ma il fenomeno UFO va indagato in tutte le sue forme, sia che si tratti di fulmini globulari, di nubi lenticolari o di Oggetti Volanti non Identificati che rimangono tali anche dopo le indagini.
E se a fare certe affermazioni è una persona come Benjamin Robert Rich, che per anni è stato immerso nel clima di segretezza attorno ai prototipi di aeromobili militari, e che progettò un aereo in grado di superare di 3 volte la velocità del suono, bisognerebbe quanto meno incuriosirsi.
Benjamin Robert Rich è entrato alla Lockheed come esperto di termodinamica, lavorando su un buon numero di progetti, disegnando il C-130 (aereo da trasporto), l'F-90 (caccia militare) e parte dell' F-104.
Ha dato il suo contributo anche per il bombardiere invisibile U-2 e per l'aereo supersonico SR-71, del quale ha progettato non solo il sistema di propulsione, ma anche il sistema di condizionamento dell'aria, la vernice di protezione dal calore e la termodinamica del velivolo.
E' stato membro dell'Accademia Nazionale di Ingegneria, premiato diverse volte durante la sua carriera addirittura con il Collier Trophy, un premio che va a chi ha realizzato la migliore invenzione in campo aereonautico e astronautico in tutto il mondo.
Una persona che, in quanto a credenziali, non lascia molti dubbi sulla sua competenza e sul possibile know-how che possa aver avuto in materia di segretezza di velivoli militari.
Essere coninvolti con il governo degli Stati Uniti in progetti strategici come il bombardiere invisibile richiede la necessità di conoscere diverse procedure di segretetezza all'interno degli apparati militari, procedure che spesso sono applicate allo studio di prototipi che potrebbero garantire la supremazia tecnologica in campo bellico.
Questo ciò che disse, due anni prima di morire:
"We already have the means to travel among the stars, but these technologies are locked up in black projects and it would take an act of God to ever get them out to benefit humanity.... Anything you can imagine, we already know how to do."
"Sappiamo già come viaggiare attraverso le stelle, ma queste tecnologie sono bloccate nei Black Projects e ci vorrebbe un atto di Dio perchè vengano tirate fuori per il beneficio dell' umanità...qualunque cosa possiate immaginare, noi sappiamo già come farla"
La frase, che non implica necessariamente il coinvolgimento di astronavi extraterrestri, lascia però diversi interrogativi, se partiamo dal fatto che l'affermazione di Rich sia attendibile.
Primo: se abbiamo la tecnologia per effettuare viaggi interstellari, perchè non è mai stata resa pubblica dagli anni '50?
Secondo: se possediamo forme di energia, materiali, conoscenze che potrebbero far del bene all'intera umanità, perchè non le utilizziamo?
Terzo: che senso ha allora tutta la ricerca nei laboratori del mondo per ottenere ciò che, in qualche progetto segreto, abbiamo già ottenuto?
Alla prima ed alla seconda domanda la risposta può sembrare logica: questione di sicurezza nazionale. Probabilmente gli apparati militari non sono ancora sicuri di essere in grado di controllare ciò che hanno per le mani, e rendere di pubblico dominio una tecnologia per viaggiare tra le stelle potrebbe essere un duro colpo alla loro posizione di superiorità strategica.Il fornire tecnologie in grado di poter modificare l'umanità stessa, creando per tutti uno standard di vita superiore, è quanto di più democratico possa essere mai fatto; ed è ovvio che in un sistema militarizzato la democrazia è all'ultimo gradino della scala delle priorità.
Occorre poi considerare che l'apparato militare ha interessi connessi con la politica ed il mondo degli affari. Immaginiamo uno scenario, come piace fare a Clancy: dall'oggi al domani, viene resa pubblica e comunemente utilizzabile una tecnologia basata sull'ARIA in grado di estendere la l'autonomia e la potenza delle auto elettriche fino a 10 volte (esiste, la trovate qui) Da un giorno all'altro, potrebbe crollare l'intero mercato del petrolio adibito alla locomozione civile, il consumo di elettricità dai canali tradizionali, e così via. Chiunque conosca un politico in posizione tale da poterlo fare, e seriamente intenzionato a farlo, faccia un passo avanti e sputi il rospo, io non ne conosco nemmeno uno.
La terza domanda, invece, ha un non so che di paradossale nella sua possibile risposta: sembra che si voglia far intendere al resto del mondo che noi, credendoci molto evoluti dall'alto della nostra primitiva concezione del mondo e dell'universo, siamo ancora alla ricerca delle soluzioni che potrebbero modificare il nostro modo di vivere, quando in realtà si trovano dietro l'angolo, o in qualche installazione militare di sperimentazione.
L'ignoranza è potere, come anche la conoscenza. Probabilmente si sta solo aspettando che i tempi siano maturi per poter introdurre novità sostanziali in campo tecnologico, aerospaziale e via dicendo, lasciando che alle stesse conclusioni racchiuse negli archivi segreti ci arrivi l'essere umano, e continuando a mascherare abilmente quanto già potremmo essere in grado di realizzare.
Ora, che i cover-up esistano è un dato di fatto. E non faccio riferimento agli alieni o a qualcosa di extraterrestre, parlo della via quotidiana dell'uomo su questo pianeta. Omicidi, stragi, tecnologie nascoste, sono all'ordine del giorno, e basta soltanto leggere i libri di storia per rendersene conto.
E viviamo anche in un mondo in cui quasi ogni cosa, prima di raggiungere la popolazione civile, viene sperimentata dagli apparati militari o mantenuta segreta da quelli civili (spesso su spinta militare), secondo modalità che non si basano necessariamente sul tempo d'impiego di una particolare tecnologia o sulla sua utilità, ma principalmente sul profitto economico, o sul ritorno in "potere", che se ne può ricavare.
Un esempio potrebbe essere quello di Intel: già tre anni fa, il colosso dell' informatica ha annunciato di avere la tecnologia per realizzare processori a velocità superiori ai 10 GigaHertz. Nel corso di due anni, probabilmente la soglia si è innalzata, ma prima di vedere un computer a 10 GHz ne passerà di tempo, a causa della speculazione economica che sta avvenendo nel mercato dei processori: un lento e graduale cambiamento, che innalza i profitti e tiene sotto controllo il mercato.
Ma non solo: uno dei principali freni del nostro sviluppo tecnologico, sociale ed economico sono i finanziamenti. Nel mondo d'oggi, nessun istituto di ricerca può permettersi di rimanere senza soldi. La ricerca costa, e costa tanto, proprio perchè potrebbe portare a miglioramento fondamentali della nostra vita quotidiana e del nostro ordinamento sociale.
E non concedere finanziamenti, o non concedere finanziamenti sufficienti, è anch'essa un'arma potente,che può frenare interi settori della ricarca medica, o rallentare la pubblicazione di tecnologie che hanno possibili evoluzioni in ambito militare, e via dicendo.
Viviamo in un mondo in cui potere e denaro sono diventati valori fondamentali, quasi unanimamente condivisi, e sui quali si basano intere esistenze. Quando manca il denaro, il potere e gli scambi di favori sono all'ordine del giorno; quando si ha il denaro, è solo questione di prezzi. Possedendo entrambi, si è in grado di nascondere ciò che si vuole, di creare apparati di falsa informazione potenti ed estesi e di nascondere tecnologie che rappresentebbero un balzo nel futuro per l'intera umanità.
Qui la biografia di Benjamin Robert Rich

di Mattia Bernardo Bagnoli ANSA 2009-08-17 17:18

LONDRA - Non erano ubriachi, non avevano assunto sostanze stupefacenti. Ed erano sicuri di ciò che avevano appena visto: un alieno dalla testa a forma di limone che spuntava da un disco volante. "Vogliamo voi, venite con noi", intimava l'extraterrestre. I due giovani, a quel punto, se la sono data a gambe, rifugiandosi nella locale stazione di polizia dello Staffordshire, dove hanno denunciato l'accaduto. Che oggi rientra tra gli Xfiles del ministero della Difesa (Mod) britannico de-secretati in collaborazione con gli Archivi Nazionali di Londra. I documenti, che riportano oltre 800 avvistamenti tra il gennaio del 1993 e l'agosto del 1996, gettano nuova luce sul fenomeno degli Ufo nel Regno Unito. Interrogazioni parlamentari, tentativi di rapimento, corrispondenza riservata tra il governo e i funzionari del Mod: l'apertura degli archivi, giunta alla quarta edizione, conferma la vitalità dei cieli britannici. E riserva non poche sorprese, come nel caso
dell'avvistamento dello Staffordshire. "La loro pelle è diventata di un rosso brillante", si legge nel rapporto di polizia datato 4 maggio 1995.
I due ragazzi, che stavano percorrendo Rugeley Road, nel paesino di Burntwood, a un certo punto raccontano di aver avvistato "un oggetto argento scuro a forma di piatto capovolto che emetteva luce rossa dal basso". Intorno a loro la temperatura è aumentata. L'oggetto è comparso a una distanza di circa 15 metri ad un'altezza paragonabile a quella di un palazzo di quattro piani. Poi, d'improvviso, quella voce: "Vogliamo voi, venite con noi". I ragazzi, dice ancora il rapporto, erano in evidente stato confusionale così gli agenti hanno consigliato loro di tornare a casa e scrivere nuovamente ciò che credevano di aver visto. Due giorni dopo, una volante è stata inviata sul luogo dell'avvistamento ma non ha rilevato nulla di strano.
Plateale caso di suggestione? "E' assodato che vi è una certa connessione tra il numero degli avvistamenti registrati e i film o le serie Tv che parlano di alieni", dice David Clarke, esperto di Ufo e professore in giornalismo alla Sheffield Hallam University - nonché consulente degli Archivi Nazionali britannici. Il 1996, infatti, è un anno d'oro per i cacciatori di oggetti volanti non identificati: 609 gli avvistamenti. Tanto da divenire "l'annatà migliore a partire dal 1959". Non è un caso, afferma Clarke, che nel '96 sia stata lanciata la serie X-Files e sia sbarcato nelle sale il kolossal Independence Day. ''Oltre al 1996 - continua Clarke - uno degli anni più ricchi di casi registrati è il 1978, ovvero quando è uscito "Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo". I film e le serie Tv accrescono nel pubblico la consapevolezza sul fenomeno degli Ufo ed è affascinante vedere come un maggior numero di persone si rivolge alle autorità per riportare ciò che vede". La posizione ufficiale del Mod, nonostante tutto, resta chiara: "non vi è nessun indizio che suggerisca l'avvenuto sbarco di forme di vita aliene sul nostro pianeta".
Alieni, dischi volanti e luci sospette Londra svela i suoi segreti sugli Ufo
ENIGMI LE AUTORITÀ BRITANNICHE HANNO SEMPRE TRATTATO GLI AVVISTAMENTI CON GRANDE SERIETÀ
Alieni, dischi volanti e luci sospette Londra svela i suoi segreti sugli Ufo
Negli Archivi Nazionali oltre quindici anni di indagini della Difesa
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
(Afp) LONDRA — Rossi, blu, gialli. E ovali, triangolari, panciuti, sottili, acuminati. Nei cieli inglesi il traffico di Ufo, negli anni Ottanta e Novanta, era da esodo estivo. Allucinazioni? O gli alieni giocavano a nascondino? Il ministero della Difesa britannico ha una sezione che si occupa di dischi volanti o cose del genere. E conserva tonnellate di denunce, rapporti, indagini (persino della mitica Royal Air Force, la Raf) su incontri ravvicinati del terzo tipo avvenuti qua e là nel Regno Unito, fra il 1980 e il 1996. Una bella parte di questo «tesoro» ieri è stata liberata dal segreto e regalata agli Archivi Nazionali. Tutto si può dire ma su un particolare non c'è da discutere: Londra ha sempre preso la questione molto sul serio. A cominciare dal cosiddetto incidente nella foresta di Rendlesham. La mattina del 27 dicembre 1980 due
guardie della base aerea di Woodbridge nel Suffolk, all'epoca usata dagli americani, videro «bagliori inusuali» al di là della recinzione posteriore. Chiesero l'autorizzazione per compiere una perlustrazione e scoprirono un «oggetto incandescente, approssimativamente di due metri per tre» che «illuminava la foresta». Provarono ad avvicinarsi ma il misterioso oggetto «manovrò tra gli alberi e scomparve».
Nel suo rapporto del 13 gennaio 1981, spedito anche al governo britannico, il colonnello statunitense Charles Halt indicò altri particolari: che l'area era stata contaminata da raggi beta-gamma; che la notte successiva era ricomparsa una «luce rossa pulsante» e si era allontanata nel cielo. A Londra il ministero della Difesa si occupò della storia con il massimo della serietà. Ma non ne venne a capo: fantasie o alieni? I bagliori della foresta nel Suffolk diventarono un caso nazionale che, si sa ora, entrò nella stanze del governo di Margaret Thatcher. Il segretario della Difesa, ovvero il ministro Michael Heseltine, optò per la prima ipotesi (fantasie). Ma Lord Hill-Norton, capo delle forze armate lo ammonì per iscritto il primo maggio del 1985: «Ignorare gli avvistamenti può essere un banana skin (un passo falso)». Lui ci credeva. Ed era pure in buona compagnia. Di piloti Raf colpiti da sindrome da Ufo ve ne erano parecchi. Addirittura,
qualche tempo dopo, il 31 marzo 1993, sir Anthony Bagnall, numero due del comando aereo, trovò sulla scrivania un memorandum: dalle parti della base Raf di Wolverhampton, la «difesa aerea britannica» era stata bucata da almeno una trentina di «oggetti luminosi» non identificati. La verità scientifica era questa: quei bagliori erano i riflessi del razzo russo che aveva portato in orbita il satellite Cosmos. Non si comprese invece che cosa fossero stati i puntini intercettati nei cieli del Belgio e inseguiti, inutilmente, dagli F-16 dell'aeronautica militare di Bruxelles (come spiegò il generale Wilfried de Brouwer ai colleghi di Londra). Gli alieni ci osservano? Tutto può essere. Ma dagli archivi escono due certezze. La prima: nel 1993 i londinesi furono abbagliati da un dirigibile. Pensarono che fossero arrivati gli Ufo, era invece la pubblicità di una macchina. La seconda: nel 1996 gli avvistamenti si moltiplicarono. Traffico intenso nel
cielo. Ma, guarda caso, era appena cominciata la serie televisiva «X-Files» e nei cinema era sbarcata la pellicola «Independence day». Che fosse suggestione?
Fabio Cavalera 18 agosto 2009 Corriere
Ufo e alieni, gli 'X-Files' di Sua Maestà svelano i 'misteri' volanti
Aperti gli archivi sugli avvistamenti dal 1981 al 1996
Roma, 18 ago (Ign) - L'impressionante sequenza di avvistamenti di Ufo in Gran Bretagna nel 1996, potrebbe aver avuto a che fare con una sorta di suggestione collettiva grazie al successo globale di serie televisive come "X -Files". Questo è almeno quanto emerge dai documenti riservati del Ministero della Difesa di Sua Maestà e resi pubblici ieri sul sito del National Archives del Regno Unito.
Dalle carte emergerebbe che nel 1996 sarebbero stati denunciati 609 avvistamenti di oggetti volanti non identificati, contro i soli 117 registrati nell'anno precedente. Un picco in contemporanea con la crescita della popolarità della serie americana e l'uscita del blockbuster Independence Day, cui viene attribuita, almeno in parte, l'esplosione del fenomeno.''È evidente che c'è un collegamento tra le storie dei giornali, i programmi TV ed i film sugli alieni ed il numero di avvistamenti registrati dal Ministero'', è il parere del Dottor David Clarke, un insegnante di giornalismo della Sheffield Hallam University che ha studiato il contenuto degli archivi per prepararne la pubblicazione. L'apertura di questi archivi fa parte di un progetto triennale del Ministero della Difesa inglese insieme agli Archivi Nazionali britannici per renderli pubblici a livello mondiale. Questa è la terza uscita e riguarda avvistamenti, lettere e relative interrogazioni
parlamentari dal 1981 al 1996.La documentazione, che copre 15 anni e comprende oltre 4.000 pagine, dimostra che, nella maggior parte dei casi, i presunti avvistamenti avevano spiegazioni ordinarie, come un'intensa luminosità di stelle, pianeti, meteore, satelliti artificiali e palloni meteorologici. Tra i casi pubblicati, ad esempio, il racconto di due persone che, nel 1995, nella contea centrale dello Staffordshire, denunciarono alla polizia di aver visto un alieno, con la testa a forma di limone, uscire da un Ufo sospeso a mezz'aria, che gli ha detto: ''Vi vogliamo, venite co noi''. Una visione forse dovuta a qualche pinta di birra di troppo, lasciano intendere i redattori dell'inchiesta dell'epoca. Negli 'X-Files' inglesi desecretati ci sono poi casi lampanti di allucinazione collettiva, come quello relativo a decine di dettagliati avvistamenti di un oggetto luminoso di forma ovale che illuminò Londra tra il 1993 ed il1994 che si è poi rivelato
essere un dirigibile pubblicitario per il lancio di un nuovo modello di auto.
Molti i 'misteri' svelati, come quello dei più di 30 avvistamenti di luci su Inghilterra centrale in appena sei ore, nel marzo 1993, attribuiti in seguito al rientro di un razzo russo nell'atmosfera terrestre. Oppure la storia del tentativo, da parte di una squadriglia di F16 dell'aviazione belga di stanza in Inghilterra, d'intercettare Ufo segnalati da molte persone e dalle forze di polizia. O il resoconto degli avvistamenti nei pressi della cittadina scozzese di Bonnybridge nella metà degli anni '90. E, infine, il rapporto sui fenomeni luminosi e sonori del 1996 in un cimitero nel Chesire: gli investigatori trovarono 4 traversine ferroviarie abbrustolite, una delle quali con un foro bruciacchiato in mezzo.
Insomma, per i cultori del soprannaturale e dell'esistenza di visitatori extraterrestri sullla terra, non rimarrebbero molti argomenti per sostenere le proprie tesi: per la maggior parte delle denunce è stata trovata una spiegazione razionale, in genere banale. Rimane però insoluto circa il 10% dei casi, classificati come "inspiegabili", che può tener vivo il mistero. Per questi ultimi il 'Ministry of Defence' ha precisato che vi era un'"insufficiente informazione", e su di essi ha continuato raccogliere dati.
Gli archivi offrono nuovi particolari, tra l'altro, anche sul più famoso incidente avvenuto nel Regno Unito con protagonisti gli 'Unidentified Flying Object', quello degli avvistamenti del dicembre 1980, da parte di uomini dell'aviazione militare Usa, di una serie di misteriose ed inspiegabili luci nella foresta di Rendlesham.
Il Governo di Margaret Thatcher all'epoca smentì sommariamente la vicenda, ma nel 1985 una comunicazione di un ex capo dello staff della Difesa invitava ad essere più prudenti."Il caso ha caratteristiche sconcertanti e inquietanti che non che non hanno mai trovato spiegazioni
soddisfacenti ... che continuano a preoccupare aree dell'opinione pubblica interessate all'argomento", diceva il documento reso pubblico.

Quattro avvistamenti nella notte tra sabato e domenica: uno nel Mendrisiotto e tre nel Luganese
06.07.09 Ticino
"Sembra una follia, ma tanto io quanto mia moglie siamo rimasti esterefatti d'innanzi a ciò che abbiamo visto". A segnalarci l'ennesimo avvistamento di un UFO nei cieli del Ticino, non è stavolta il presidente dell'UDC ticinese Pierre Rusconi (leggi qui l'avvistamento dell'agosto 2008 - ndr.), ma Michele Spinelli di Ligornetto.
'Nella notte tra sabato e domenica - ci racconta Spinelli - alle 00.05, dalla mia finestra ho potuto scorgere in perfetta evidenza sette oggetti luminosi giallo-arancione nel cielo sopra una delle montagne che circondano Mendrisio'. Zona esatta dell'avvistamento: i cieli sopra la chiesa di Sant'Agata.
"Considerata la distanza e la perfetta visibilità, dovevano essere di discrete dimensioni". "Quando li ho visti - racconta ancora Spinelli - erano in ordine sparso, praticamente immobili. Cercavo di capire di cosa si potesse trattare quando, molto lentamente, i presumibili UFO si sono schierati in una colonna per prendere quota e sparire. Senza lasciare alcuna traccia. Il tutto sarà durato circa 5-7 minuti".
Michele Spinelli e sua moglie non sono gli unici ad aver visto degli UFO nei cieli del Ticino questo weekend. Al Centro Ufologico della Svizzera italiana (CUSI) sono infatti giunte altre tre segnalazioni dal Luganese: si tratta di tre oggetti arancioni, visti da diverse persone, sopra la Collina d'Oro, la stessa notte, e più o meno allo stesso orario.

Il 2 luglio 1947 furono ritrovati alcuni frammenti metallici nei pressi di Roswell, in New Mexico. Gli ufologi ancora pensano al complotto.
Oggi è la giornata mondiale degli UFO, ideata e organizzata dal turco Haktan Akdogan. L'ufologo, fondatore del “Sirius UFO Space Sciences Research Center”, dal 2001 ha lanciato un appello: ogni 2 luglio si aggreghino coloro che cercano la verità riguardo agli UFO, e diffondano quanto più la voce. La data è stata scelta per commemorare l’”incidente di Roswell”, considerato dagli appassionati di UFO di tutto il mondo l’evento che più significativamente dimostrò la nostra interazione con civiltà extra-terrestri.
L’avvenimento risale al 2 luglio del 1947, quando Mac Brazel, proprietario di un ranch nel New Mexico, rinvenne dei rottami metallici inusuali. Per una decina di giorni la località, Roswell, divenne oggetto dell’attenzione dell’aeronautica statunitense e il deserto circostante fu recintato. Dopo alcuni giorni le autorità dichiararono che si trattava di un aerostato impiegato a sorvegliare attività sovietiche in campo nucleare.
Per anni è persistita negli abitanti del luogo la convinzione che i comportamenti sospetti dell’aeronautica mirassero a nascondere una verità scomoda: ci fu addirittura chi affermò di aver visto il personale dell’aeronautica portare relitti e corpi non umani in un camion dell’FBI. Il governo statunitense ovviamente smentì queste dichiarazioni.
(CNR media 02/07/09)
Oggi è il World Ufo-day
Gazzetta di Parma 02/07/2009
Tanti appassionati e 'credenti' sinceri, sopratutto negli Usa, oggi festeggiano il World Ufo Day, la giornata mondiale degli Ufo, in occasione dell'anniversario dell'«incidente di Roswell», cittadina del New Mexico che in questi giorni ospita anche un festival sul tema e che nel 1947 fu teatro del ritrovamento di rottami appartenenti a un oggetto volante non identificato, oltre che di una o più vittime presuntamente aliene.
E anche se la ricorrenza ha una vasta eco su Internet, per quanto riguarda l'Italia nessuna manifestazione «ufficiale» è stata oggi prevista da parte delle due associazioni nazionali più radicate sul territorio, CUN e CISU. «Si tratta di una invenzione massmediatica tutta americana e per di più la data scelta non è quella giusta per una giornata mondiale dedicata agli Ufo», dice Edoardo Russo, segretario del Centro italiano studi ufologici (Cisu).
Secondo Russo si dovrebbe invece scegliere l'anniversario dell'avvistamento del 24 giugno 1947, da parte di un pilota di DC4, di una serie di oggetti luminosi in volo nei pressi del Monte Rainier, nello Stato di Washington. L'avvistamento portò anche alla nascita del termine «dischi volanti», usato per la prima volta dal pilota per descrivere ciò che aveva visto.
«Fu il primo avvistamento ad avere una vasta eco, prima negli Usa e poi nel mondo - spiega Russo - mentre Roswell, pochi giorni dopo, trovò spazio solo sui giornali locali e ci sono voluti più di 30 anni perchè diventasse la storia di dischi volanti e cadaveri alieni di cui si parla oggi».
Anche secondo lo studioso Roberto Pinotti, autore di numerosi testi sugli Ufo, la data del 24 giugno sarebbe più consona, ma per quanto riguarda Roswell, sostiene invece che «si tratta di una realtà. Sono stato l'unico italiano - dice Pinotti - a recarmi sul luogo prima ancora che Roswell diventasse l'icona che è oggi, ed ho parlato con i testimoni diretti, molti dei quali oggi sono morti. C'è stata un'operazione di copertura da parte delle autorità militari, durata fino agli anni '90».
«Dopo 60 anni la nostra posizione rispetto a Roswell rimane prudente e ci riserviamo ancora di pronunciarci in merito, ma l'avvistamento ha tutte le caratteristiche per essere considerato attendibile» afferma a sua volta Alessandro Sacripanti, coordinatore nazionale del Centro Ufologico nazionale. Fondato nel 1966, il CUN è un ente di ricerca privato ed è anche la più vecchia associazione ufologica italiana. Dal 1947 ha raccolto più di 12 mila avvistamenti in tutta Italia e conta associati in tutte le regioni.
«La maggior parte delle segnalazioni ci sono venute, nell'ordine, da Lazio, Veneto, Lombardia e Puglia» dice Sacripanti, spiegando che per quanto riguarda le città, «si sono registrati avvistamenti praticamente in tutti i centri abitati più importanti».
Negli ultimi anni anche l'Aeronautica militare ha cominciato seguire il fenomeno degli Ufo e sul suo sito Internet c'è anche una pagina per fornire delle segnalazioni. Nel maggio scorso, all'ultimo congresso del CUN sono stati presentati 400 dossier pubblicati dal Ministero della Difesa riguardanti gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati.

L' Uruguay declassifica i documenti UFO
La pioggia di meteoriti registrata venerdì sera riaccende le luci sul fenomeno Ufo. Il racconto d'autore. Da San Pietro Vernotico a Ceglie Messapica avvistamenti veri e presunti degli oggetti volanti sin dal 1910
Mario Desiati La Repubblica Bari 14 giugno 2009
Altro che Roswell, verrebbe da dire a leggere i giornali locali pugliesi all´inizio degli anni Sessanta. Erano gli anni dei palloni sonda che volavano in cielo per misurare le condizioni meteorologiche, ma anche gli anni in cui, a detta di tanti avvistatori, i cieli erano pieni di Ufo.
A San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi, la notte del 14 gennaio 1963 avvenne addirittura un incontro ravvicinato. Un allevatore si ritrovò la masseria letteralmente in fibrillazione. Cavalli imbizzarriti, cani rabbiosi, gatti che davano segni di nervosismo. Dopo un primo controllo nelle stalle, l´uomo non notò nulla di particolare finché non sentì tremare la terra. E a trenta metri dal luogo dove stava, poté vedere nitidamente una cupola di materiale misterioso alta due metri e larga sei-sette dalla quale proveniva un fascio luminoso. Nel raggio osservò delle sagome alle quali non seppe attribuire alcuna descrizione. Sentì il proprio corpo pietrificarsi, non era il terrore, ma proprio una forza oscura che bloccò i muscoli e le gambe. Per giorni sui giornali non si parlò d´altro e San Pietro Vernotico diventò la piccola Roswell d´Italia. Cos´erano quelle sagome? Chi era Antonio, l´allevatore che le aveva viste, un visionario o un pioniere?
Domande ovviamente rimaste inevase.
Una notte di marzo agli inizi degli Anni '50 un contadino di Ceglie Messapica addirittura vide un´astronave posarsi nella sua aia, un oggetto formato come da due ombrelli si muoveva da nord a sud e riempiva il cielo di luce.
Nella notte del 29 marzo 1952, i vetturini che si erano trovati a passare nella strada che costeggiava la casa colonica dove viveva il contadino che aveva avvistato l´Ufo, erano stati colpiti da febbri ed emicranie.
Avvistamenti ufologici e incontri ravvicinati in Puglia si documentano dal 1910. Ben duecento da allora sino a oggi. Da pochi giorni è tornata nel tacco d´Italia la caccia all´oggetto non identificato. I dischi volanti che sembravano avere occupato il posto solo nelle note "bizzarre" di qualche redazionale hanno riacquistato spazio addirittura nelle prime pagine dei giornali.
Nella scorsa estate, poco prima della notte di San Lorenzo, nei pressi di Polignano c´erano stati avvistamenti di "palle opalescenti" nel cielo notturno. Non solo. Strani cerchi sono comparsi nei campi di grano a Monteiasi, vicino a Taranto, forme che ricordano gli omologhi "signs" sudamericani e relative congetture su astronavi aliene e traccianti marziani. I pittogrammi nel grano hanno scatenato esoterici e ufologi, il rito di una civiltà sepolta o le orme di astronavi aliene, oppure scherzi (accuratissimi) di buontemponi locali. Ognuna di queste teorie ha sostenitori e detrattori nel più classico del guelfismo italiano.
Dopo i cerchi del grano è stata la volta dei globi luminosi che hanno incendiato il cielo tra Bari e la costiera salentina intorno alle 20,30 di venerdì. Decine gli avvistamenti, addirittura uno di questi globi luminosi pare sia stato visto nitidamente compiere una parabola verso il basso nei pressi di Conversano. La risposta di alcuni studiosi è che nella serata di venerdì si sia verificata una pioggia di meteoriti che ha interessato tutto il Mezzogiorno.
Spulciando la storia degli avvistamenti in Puglia escono decine di vicende e alcune hanno interessanti punti in comune. La maggior parte degli avvistamenti sono in terra di Daunia e nel Brindisino soprattutto nel tratto della superstrada tra Torre Santa Sabina e il capoluogo. Qui, una volta, addirittura ci fu un inseguimento all´inizio degli Anni '70 che vide come protagonisti due fratelli che tornavano da Bari. Uno di loro osservò con curiosità che sull´orizzonte dell´Adriatico si muoveva un dirigibile. Forse un po´ troppo veloce. Talmente veloce che invertì la rotta e iniziò a correre alle loro calcagna.
Sempre a proposito di inseguimenti uno che ha divertenti conseguenze fu quello che riguardò tre fratelli altamurani nel 1973. Si ritrovarono inseguiti da un sigaro luminoso sulla statale 378: lo strano oggetto con il fiato sul collo dei tre fratelli era a circa quindici metri dal suolo e tra una curva e una collina si perse nell´atmosfera. I tre andarono subito dalla polizia a raccontare tutto, ma furono fermati e fatti visitare da un medico.
Infine merita un cenno la storia di Mimino. Alla fine degli Anni ' 80 a Voronez, in Unione Sovietica, decine di persone sostennero di aver incontrato gli alieni: erano con la testa piccola alti quasi quattro metri. Domenico, detto Mimino, lasciò Ginosa, in provincia di Taranto, per un viaggio a Voronez. Era alto, la testa piccola ed era chiamato "chep de spill" (testa di spillo), sosteneva di poter essere anche lui un alieno. Dal
1989 nessuno più lo ha visto a Ginosa.
Visto su Amalfi 15 minuti dopo
Di Comite, Centro ufologico di Taranto: «È un fenomeno tutt’altro che raro»
ANGELO LORETO Gazzetta del Mezzogiorno ed.Brindisi 14/06/2009
Il mistero ha forse una soluzione. Potrebbe essersi trattato di un bolide l’avvistamento nei cieli di Puglia, Basilicata e Calabria che centinaia di persone hanno segnalato la sera di venerdì attorno alle 20.15. La spiegazione la fornisce il Centro ufologico di Taranto, l’associazione indipendente collegata alla rete network del Centro ufologico nazionale che studia questi fenomeni cercando di darne una spiegazione razionale.
In gergo è chiamato bolide una grossa meteora di luminosità non comune, maggiore del normale. Un grosso ammasso di roccia proveniente dallo spazio che, al contatto con l’atmosfera, si incendia sprigionando quegli stessi colori, azzurrognolo e verde, che i testimoni oculari del fenomeno di venerdì hanno detto di aver visto. Il bolide - che non è un vero e proprio termine scientifico, in quanto gli astronomi non catalogano e non suddividono le meteore in base alla luminosità - è un fenomeno tutt'altro che raro. Può durare fino ad oltre 10 secondi, ma è noto un episodio, verificatosi nel 1972 negli Stati Uniti, in cui un bolide è durato un minuto e 41 secondi.
«Stando alle testimonianze riportate - spiega Antonio De Comite, coordinatore del Cut - il corpo celeste dovrebbe essere stato lungo circa 15-20 metri. E’ una stima approssimativa in quanto non ci sono dati più precisi. Tra l’altro non si può dire se e dove sia precipitato, perché risulta che un quarto d’ora dopo gli avvistamenti qui da noi, lo stesso fenomeno sarebbe stato visto ad Amalfi». E’ questa l’ipotesi numero uno attualmente sul tavolo per spiegare il fenomeno.
«Lo vedo però come un bolide anomalo. E dato che ancora non c'è una spiegazione ufficiale, come hanno spiegato gli stessi carabinieri - prosegue De Comite -, siamo ancora nel campo degli Ufo, degli Unidentified flying object (Oggetti volanti non identificati - ndr)».
Grazie al cinema e alla fantascienza, la sigla Ufo è diventata nell’immaginario collettivo sinonimo di disco volante. Ma è Ufo, cioè oggetto non identificato, qualsiasi fenomeno che accade nei cieli e che non ha una spiegazione razionale. Ed è a questo punto che gli appassionati di tali fenomeni si dividono in semplici sensazionalisti e in studiosi che cercano una spiegazione confrontando il fenomeno con tutte le possibili causa naturali. A questo secondo gruppo appartengono gli appassionati del Centro ufologico di Taranto. La dimostrazione della loro serietà è nel seguito che ha il loro blog su internet: circa 50mila contatti al mese che dimostrano anche quale sia, in tutta Italia ma anche a Taranto e provincia, l’interesse per i fenomeni inspiegabili, purché siano trattati con serietà e con occhio critico (come nel caso del cerchio nel grano di Monteiasi di cui riferiamo a parte).
«Cerchiamo di discernere il vero dal falso - spiega De Comite - e cerchiamo di farlo con serietà e col lavoro certosino di tutti noi, me, il presidente Vincenzo Puletto, Franco Pavone e i collaboratori Antonello Vozza e Carmine Martino». Se la teoria del bolide verrà confermata, il Centro ufologico di Taranto sarà stato il primo ad avanzarla. Ma per avere una ulteriore conferma l’ideale sarebbe poter analizzare una foto del fenomeno. Se qualcuno, in quei momenti emozionanti in cui la palla di fuoco è stata vista dalla Puglia alla Calabria, fosse riuscito a scattarla, potrebbe venire fuori presto e svelare definitivamente il mistero.
«Era un corpo celeste»
Ma per l’Aeronautica resta «un oggetto non identificato»
MARISTELLA MASSARI
Il corpo celeste che l’altra sera ha sfiorato le teste dei tarantini era un «ufo». A confermarlo è stata la stessa Aeronautica militare che, dal 1978, in seguito all’ondata di avvistamenti di oggetti volanti non identificati (ovni), l’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti designò quale organismo istituzionale deputato a raccogliere, verificare e monitorizzare le segnalazioni inerenti gli «ovni».
Ma c’è una precisazione importante da fare. Il bolide che ha attraversato i cieli del sud Italia prima di sbriciolarsi a contatto con l’atmosfera terrestre e precipitare nel Golfo di Taranto, come hanno spiegato al Reparto generale sicurezza dello Stato maggiore della forza armata, è un «ufo» nel senso letterale dell’acronimo. Ovvero, siamo di fronte ad un oggetto volante non identificato. Non necessariamente dobbiamo pensare che a sorvolare il mar Jonio siano stati omini verdi con le antenne, ma, piuttosto, ed è la spiegazione più plausibile, ci è sfrecciato sulla testa un frammento di meteorite più consistente delle solite «lacrime» di San Lorenzo a cui siamo più abituati.
Nonostante tutto, l’Aeronautica, come ha spiegato il capo del Reparto generale sicurezza, il generale di brigata Roberto Di Giorgio, ricevuta la segnalazione, ha attivato le procedure previste per situazioni come queste. Saranno avviate verifiche incrociando i dati raccolti dal centro operativo delle forze aeree (l’organismo militare che monitora costantemente i nostri cieli) con quelli dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile.
Secondo una prima stima degli esperti, una valutazione attendibile sul corpo celeste non arriverà prima di una settimana. «Chiunque desideri segnalare un evento correlabile ad un “ovni”, come chiamiamo noi gli oggetti volanti non identificati, - ha spiegato Di Giorgio -, può farlo utilizzando la modulistica scaricabile sul sito www.aeronautica.difesa.it e, dopo averla compilata, dovrà consegnarla alla più vicina stazione dei carabinieri. Questa procedura ci consente di avviare un’indagine tecnica per identificare l’esistenza di una correlazione con eventi umani e/o fenomeni naturali. La nostra attività ha soprattutto lo scopo di garantire la sicurezza del volo e nazionale».
Una volta terminati gli accertamenti, così come avverrà anche per il “bolide” dell’altra sera, gli episodi vengono pubblicati alla voce «avvistamenti» sullo stesso sito dell’Aeronautica e, se non è stato possibile individuare una giustificazione tecnica o naturale, la forza armata classifica l’episodio come avvistamento di “oggetto volante non identificato” .
I nostri “cacciatori di ufo” con le stellette non si aspettavano così tanta partecipazione da parte della popolazione. In trent’anni di vita del Reparto non c’era mai stato un numero così alto di segnalazioni provenienti da tre regioni diverse.
Cosa sia accaduto venerdì sera, qualche minuto prima delle 20.30, nel Golfo di Taranto, resta ancora un mistero tutto da svelare. La grossa palla di fuoco è stata avvistata dal Salento al Metapontino, con segnalazioni che giungono addirittura dalla Calabria e dalla Campania. Il corpo celeste, avvolto sulle prime da una luce azzurrognola e lattiginosa, giunto a contatto con l’atmosfera è diventato incandescente, ammantandosi di un rosso intenso qualche istante prima di frantumarsi in tre grossi frammenti e di precipitare al suolo con una lunga coda di scintille.
L’oggetto luminoso, non meglio identificato, è stato visto cadere da migliaia di tarantini. Nel giro di pochi minuti, i centralini di carabinieri, polizia, vigili del fuoco e prefettura, ma anche quelli delle redazioni di giornali e tv, sono stati presi d’assalto.
In tutte le telefonate si segnalava la presenza di un corpo celeste sospeso a mezz’aria per una manciata di secondi e, subito dopo, in caduta libera verso il suolo. I primi ad intervenire sono stati i carabinieri della stazione di Marina di Ginosa. Qui, un testimone oculare, avrebbe indicato anche il luogo in cui l’oggetto celeste si sarebbe schiantato al suolo. Le ricerche sono state avviate immediatamente, ma, non hanno dato esito positivo. L’oggetto non identificato potrebbe essere un grosso meteorite che, al contatto con l’atmosfera si è frantumato, oppure uno dei tanti rottami dello spazio in orbita intorno alla Terra.



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