Koroljov

Ufologia, Tecnologia Aerospaziale, Misteri del Tempo e dello Spazio
giovedì, 05 novembre 2009

Un ex ufficiale dell’Air Force brasiliana afferma: “siamo visitati da esseri cosmici”

Domenica scorsa, 25 ottobre, il magazine brasiliano “UFO” ha intervistato l’ex ministro dell’Air Force durante il governo di Fernando Collor, dal 1990 al 1992, il tenente brigadier Sócrates da Costa Monteiro. L’intervista è stata condotta nella sua residenza a Rio de Janeiro ed è stata eseguita da AJ Gevaerd, con la collaborazione del co-editore Marco Antonio Petit e i consulenti Francisco Pires de Campos e Arthur Ferreira Neto. E ’stata una conversazione durata più di due ore, estremamente interessante e proficua, in cui il militare si è sentito a suo agio a parlare di ufologia, come alcuni altri funzionari che hanno anche dato le loro dichiarazioni al magazine brasiliano.
Monteiro si è ritirato dalla Força Aérea Brasileira (FAB) da un certo numero di anni, ma mantiene, nei sui limiti, dei contatti con le forze armate attive di diversi settori delle forze armate brasiliane. Ha una memoria estremamente lucida dei fatti principali della sua attività nel Air Force e – di particolare interesse per l’ufologia – a proposito di come il paese abbia trattato con la questione durante il periodo in cui era in servizio attivo. Come altri ministri, prima e dopo di lui, Monteiro ha anche avuto accesso a informazioni sensibili sulle interazioni di altre specie cosmiche nel nostro paese, riportando alcuni casi. E’ stato pilota di diversi tipi di aerei, tra cui i caccia e ha raccolto più di 5 mila ore di volo con loro.
L’ufficiale era il comandante del I Integrated Air Defense e Air Traffic Control Centre (Cindacta), a Brasilia, nel momento in cui fu la prima istituzione a registrare gli avvenimenti ufologici in tutto il paese, in particolare nel settore del Distretto Federale e la Regione Sud-Est . Egli ha rivelato che le osservazioni di oggetti volanti non identificati sono state regolarmente captate sugli schermi radar dell‘istituzione, ben prima dell’assunzione al suo comando, e che tutti i casi sono stati accuratamente registrati, con alcuni di loro in fase di ulteriore indagine da parte delle Forze aeree. In quell’occasione l’espressione “Traffico Hotel” non era stata ancora utilizzata per designare gli UFO.
Monteiro ha descritto una situazione in cui la stazione radar di Cindacta a Gama (DF) è stata sorvolata a bassa quota da un oggetto a forma di disco di grandi proporzioni, e che il suo personale, senza sapere cosa fare, ha aperto il fuoco contro “l’intruso“. Quando giunse a saperlo, Monteiro diede loro espressamente ordine di fermare, immediatamente, il fuoco. “Hanno una tecnologia molto più avanzata della nostra e non sappiamo come avrebbero reagito alla nostra azione“.
L’intervistato è stato anche il comandante del IV Regional Air Command (COMAR), a São Paulo, ente che controlla lo spazio aereo della regione sud-est, durante la famosa “Notte Ufficiale UFO in Brasile”, avvenuta il 19 maggio 1986, quando l’area fu sommersa a causa della comparsa di più di 20 sfere volanti di oltre 100 m di diametro ciascuna, che sono stati inseguiti da 7 caccia F-5 e Mirage della FAB, inviati dalle basi aeree di Santa Cruz (RJ) e Anápolis (GO). Questo è uno dei casi più importanti ufologici del paese, che contava sulla partecipazione, in quel momento, del presidente della Embraer, il colonnello Ozires Silva, a bordo di un aereo Xingu. Ozires vide, persino, un oggetto in quel momento, inseguito sopra lo stato di San Paolo. Come è noto, il ministro dell’Air Force, in quel momento Octavio Moreira Lima, andò in tv nella trasmissione nazionale, il giorno dopo, ed ammise l’“invasione” dello spazio aereo brasiliano da parte di UFO. Entrambi, Ozires e Moreira Lima, sono amici di Monteiro e il primo disse i particolari del suo avvistamento. Ozires è in questo momento in procinto di essere contattato dal magazine brasiliano “UFO” per una intervista.

Come è noto, il governo ha appena pubblicato un documento molto importante della citata “Notte Ufficiale UFO in Brasile”, in cui si ammette che gli oggetti osservati sono stati “solidi e riflettevano in qualche modo una intelligenza“, oltre al fatto che hanno fatto manovre incredibili. Il documento può essere scaricato al seguente indirizzo.
Con tale comunicazione, la questione principale del colloquio, naturalmente, è stata la comparsa di questi UFOs, il 19 maggio 1986, che è stata confermata in modi diversi da Monteiro, compresi dettagli sconosciuti fino a quel momento. E sono state attribuite a lui alcune dichiarazioni forti in merito ai fatti, date in quel momento. Ad esempio, il funzionario ha detto che “per molti anni questi casi sono stati registrati dalla Air Force” e che “gli UFO andavano dai 250 ai 1500 km/h in pochi secondi“. Monteiro ha anche detto che “la FAB ha registrato l’intero evento su nastro“. Questi fatti sono ora integrati da lui.
Sempre facendo riferimento al termine “anomalie elettroniche”, “con la mancanza di una spiegazione migliore di cosa questi oggetti siano stati”, secondo Monteiro, l’intervistato ha detto che la velocità degli UFOs è stato davvero sorprendente e che gli aerei caccia potevano avvicinarsi a loro solo per qualche istante, in quanto gli oggetti sfuggivano alla distanza a velocità estremamente elevate. “Non c’era modo per noi di avvicinarci, così abbiamo abbandonato la ricerca, che è durata per molte ore quella notte“.
Vi è un riferimento indicante che gli UFOs raggiunsero la velocità di Mach 15 circa e Monteiro ha riferito che ciò poteva essere possibile, anche se gli strumenti di misura indicavano una velocità vicino ai 3500 km/h, “perché al di là di questo, ci potrebbero essere delle distorsioni naturali di lettura“.
A proposito dei fatti registrati su videocassetta dalla FAB, ha detto che, in realtà, l’istituzione – in particolare il Cindacta – ha sempre registrato quello che è successo sugli schermi radar, e tutto è stato registrato nelle registrazioni del caso fatta da tali strumenti. Ma ha sottolineato che ogni 30 giorni, i nastri vengono cancellati e riutilizzati.
L’intervistato è stato cauto, durante tutto il tempo dell’intervista. Ma, inizialmente chiuso, stava dando l’impressione agli intervistatori di rendere chiaro che, come altri ufficiali graduati del paese, anche lui aveva chiaro il concetto che veniamo visitati da altre specie cosmiche. Anche se all’inizio identificava gli UFOs come “anomalie elettroniche”, a poco a poco cominciò a parlare di “loro”, per fare riferimento ai membri del suo equipaggio, fino di descrivere in modo efficace ciò che i loro veicoli erano, citando anche la loro “tecnologia”. Parla anche apertamente che dietro il fenomeno esiste una intelligenza, che dà un concetto chiaro che ci troviamo di fronte ad una civiltà superiore.
Questa è la dichiarazione più sorprendente data durante il colloquio, al termine della sessione, quando ancora una volta ha citato il caso in cui i suoi uomini stavano sparando al disco volante a Gama, e dovette intervenire immediatamente, perché “la reazione poteva essere tragica per noi“. Per questo, ha usato come analogia il caso Mantell, che si è verificato negli Stati Uniti nel 1948, in cui un pilota trovò la morte, quando con il suo aereo fu distrutto dopo un inseguimento di un UFO. “Per questo, i caccia militari, quando inseguono quelle “anomalie elettroniche “, fatto tutto con cautela“.
Infine, il tenente brigadiere Sócrates da Costa Monteiro è una persona del circolo dei militari brasiliani che, riconoscendo la missione seria degli ufologi del magazine brasiliano “UFO” nel continuare su queste domande, sostiene la campagna UFOs: Freedom of Information Now, condotta dal Comitato di Ricercatori UFO Brasiliani (CBU). Lui, come i suoi colleghi in precedenza intervistati, tra i quali il brigadiere José Carlos Pereira e i colonnelli Uyrangê Hollanda e Antonio Celente Videira, ha ammesso la gravità della manifestazione ufologica e la necessità di trattare in modo chiaro. E ha dichiarato: “I files devono essere aperti e dovete mantenere la vostra azione con il governo, al fine di assicurare la riuscita“.

Fonte (in inglese)
Pigreco

giovedì, 05 novembre 2009

Misterioso "nastro" segna i confini del sistema solare

2009-11-03
 
Le prime mappe complete del nostro sistema solare - prodotte dalla sonda spaziale IBEX - hanno rivelato una struttura simile ad un nastro luminoso, composto da atomi densamente compattati, disposto intorno ai suoi confini. Un team internazionale di scienziati sta cercando di svelare il mistero del nastro - che non era stato osservato nelle precedenti missioni delle navicelle Voyager - e saranno necessarie ricerche più approfondite sul suo ruolo, le quali potrebbero condurre a nuovi indizi su come l'eliosfera funzioni realmente. Le scoperte sono state pubblicate sulla rivista Science.
La sonda IBEX (Interstellar Boundary Explorer) della NASA - lanciata a ottobre 2008 per una missione di due anni - per l'esplorazione e il monitoraggio dei confini tra il sistema solare e lo spazio interstellare, in particolare le interazioni tra il sole e l'eliosfera - la "bolla" che racchiude il sistema solare, lo protegge dai pericolosi raggi cosmici e segna il confine tra il nostro sistema solare e il resto dello spazio.
La missione della sonda IBEX era di creare una prima immagine completa di ciò che accade al margine dell'eliosfera, fotografando gli atomi energetici neutrali (ENA) che circondano la regione. Le prime mappe "a tutto cielo" dei confini del sistema solare - che è lungo oltre 9 milioni di miglia - hanno rivelato un luminoso e denso nastro di ENA che compiono un cerchio quasi completo intorno al sistema solare.
Il capo ricercatore dell'IBEX - David McComas del Southwest Research Institute in Texas, negli Stati Uniti - ha detto del fenomeno: "Abbiamo osservato circa un milione di ENA nell'arco dei sei mesi necessari per la creazione della mappa. Il nastro si trova proprio dove il campo magnetico della galassia è più avvolto intorno ai confini esterni dell'eliosfera. 
"Si tratterebbe di una coincidenza straordinaria, oppure potrebbe essere un indizio incredibile del fatto che in qualche modo questo campo magnetico esterno stia effettivamente penetrando nella nostra eliosfera, attraverso un processo che ancora non siamo riusciti a capire. Altri ipotizzano che il nastro sia in realtà leggermente cambiato e che forse si sia evoluto nei sei mesi che sono passati dalla prima mappatura".
Scienziati del Southwest Research Institute hanno spiegato che il nastro di ENA in prossimità dell'eliosfera non era stato previsto da modelli o teorie. Hanno anche fatto notare che la sua presenza fa supporre un'interazione tra l'ambiente galattico circostante e l'eliosfera e tra il campo magnetico interstellare e l'eliosfera. 
Le scoperte fatte dalla sonda IBEX sono appoggiate dalle immagini dell'interazione tra l'eliosfera e lo spazio interstellare elaborate da un'altra sonda, la navicella Cassini, che sta attualmente esplorando Saturno. La sonda Cassini ha prodotto una serie di mappe dell'eliosfera in cui il nastro appariva come una più ampia "cintura".
Per molto tempo gli scienziati hanno creduto che a formare la struttura dell'eliosfera fossero i venti solari, ma la presenza del nastro sembra mettere in dubbio questa tesi.
Gli scienziati che confrontano le scoperte dell'IBEX con i modelli precedenti dell'eliosfera convengono nel dire che nessun modello esistente riesce a spiegare la presenza del nastro, che potrebbe essere un aspetto dell'eliosfera permanente o temporaneo. È probabile che la scienza spaziale dovrà rivedere la sua concezione della struttura dell'eliosfera e di come essa interagisce con lo spazio interstellare. 
Allo studio hanno partecipato scienziati europei dell'Università di Berna (Svizzera), del Centro di ricerca spaziale dell'Accademia polacca delle scienze (Polonia), dell'Università di Bonn (Germania), della Ruhr-Universitä t Bochum (Germania), dell'Università statale di Mosca (Russia), dell'Istituto di ricerca spaziale e dell'Istituto per i problemi meccanici dell'Accademia russa delle scienze, e dell'Agenzia per la ricerca e la tecnologia spaziale (Grecia).

Per maggiori informazioni, visitare: 
Science 
Southwest Research Institute
Fonte: Southwest Research Institute; Science
Documenti di Riferimento: McComas, D.J., et al. (2009) Global Observations of the Interstellar Interaction from the Interstellar Boundary Explorer (IBEX). Science, pubblicato online il 15 ottobre. DOI: 10.1126/science1180 906.
Codici di Classificazione per Materia:
Coordinamento, cooperazione; Ricerca scientifica; Ricerca spaziale e satellitare RCN: 31431

martedì, 03 novembre 2009

Un super asteroide fa scattare nel mondo l’allerta anti nucleare

Spazio/un Corpo celeste di 10 metri si disintegra in cielo
Indonesia, impatto pari a tre bombe atomiche

MILANO — Gli specialisti del Pentagono e della Nasa hanno sciolto, con una conclusione da brivido, il miste­ro per quanto è accaduto l’8 ottobre nel cielo dell’Indone­sia. Erano le 11 del mattino quando un tuono poderoso faceva tremare le pareti delle case della città di Bone lungo la costa e la gente correva in strada pensando al terremo­to. Ma guardando in cielo as­sistevano a una pioggia di polveri e a nuvole di vapore che la tv indonesiana ripren­deva mostrando l’enigmati­co fatto e diffondendo la paura.
Una preoccupazione mag­giore assaliva i sorveglianti del Pentagono che nei continenti gestiscono l’Internatio­nal Monitoring System, cioè quella catena di stazioni che con sistemi a infrasuoni regi­strano eventuali esplosioni nucleari sul pianeta o nell’at­mosfera. Così la Comprehen­sive Nuclear-Test-Ban Treaty Organisation controlla il ri­spetto degli accordi sul ban­do dei test nucleari. Anche a 18 mila chilometri di distanza da Bone gli appa­rati mostravano che qualco­sa di grave e violento era ac­caduto nell’atmosfera.
Gli specialisti dell’US Air Force e di alcune università che lavo­rano per la Nasa riuscivano dalle registrazioni a risalire alla causa dell’evento. Un asteroide di dieci metri di diametro era caduto nel­l’atmosfera alla velocità di venti chilometri al secondo. Sbriciolandosi nell’impatto soprattutto a un’altezza tra i dieci e i venti chilometri sca­tenava un’energia di 50 kton (equivalente a cinquantamila tonnellate di
tritolo), vale a dire una potenza oltre tre vol­te superiore alla bomba ato­mica di Hiroshima, che era di quindici kton.
Per fortuna la natura del bolide cosmico e la sua taglia consentivano la disintegrazione e la dissipa­zione in cielo dell’energia senza provocare danni al suo­lo se non un’onda d’urto che ha fatto temere il peggio.
Ora è tutto chiaro, ma quanto è successo ha aumen­tato l’inquietudine per un’eventualità fino a epoche recenti nemmeno considera­ta. Statisticamente corpi di ta­glia simile cadono una volta ogni dieci anni. Ma il guaio è che non si riesce ad accorger­sene come in Indonesia per­ché gli strumenti disponibili non li «vedono».
«Al di sotto dei cento me­tri — dice Tim Spahr, diretto­re del Minor Planet Center di Cambridge (Massachusetts, Usa) sovrintendente a questo mondo dei pianetini — ne ab­biamo registrati ben pochi. Ma non certo di dieci metri. Per scoprirne anche di più grandi intorno ai venti metri occorrono telescopi più po­tenti e costosi».
Il pericolo esiste, infatti, a partire da questa taglia perché sarebbe in grado di provocare disa­stri in superficie. Quello ca­duto a Tunguska nel 1908 aveva un diametro di cin­quanta metri e distrusse la fo­resta per duemila chilometri quadrati. Oggi esiste una rete di sor­veglianza, ma è ancora trop­po ridotta. Il Congresso ame­ricano ha chiesto alla Casa Bianca di elaborare una stra­tegia precisa entro l’ottobre 2010 tenendo conto delle in­dicazioni che entro l’anno ela­borerà il National Research Council.
Intanto la scorsa settimana al congresso della Società ge­ologica americana, Sankar Chatterjee, dell’Università del Texas, ha presentato i ri­sultati di un’indagine che cambia lo scenario all’origine della scomparsa dei dinosau­ri. Chatterje ha dimostrato che l’asteroide o cometa di quaranta chilometri, arrivato sessantacinque milioni di an­ni fa, cadde non nella Peniso­la dello Yukatan, ma in India, nel bacino di Shiva. L’impat­to creò uno strato di polvere che avvolse l’intero pianeta sconvolgendo il clima.

Giovanni Caprara Corriere 02 novembre 2009

lunedì, 02 novembre 2009

UFO, il CISU conferma il 2009 anno record per gli avvistamenti U.F.O

VITERBO 30-10-2009
UFO/ il CISU conferma: il 2009 anno record per gli avvistamenti U.F.O E' stata un'estate da record quella del 2009 per quanto riguarda gli avvistamenti di UFO in Italia e la sezione di Viterbo del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU) ha fatto la sua parte ricevendo, da tutta la penisola, più di cento segnalazioni tramite il sito internet
www.ufotuscia.it

Ed è proprio internet il mezzo preferito al giorno d'oggi per comunicare gli avvistamenti UFO che spesso vengono completati da foto e video ripresi con macchine fotografiche digitali e telefonini.
L'ondata di avvistamenti ha avuto inizio ai primi di Maggio 2009, ha toccato il culmine nella prima decade di Luglio e si è conclusa a metà di Settembre. Il totale è di circa 2500 segnalazioni giunte, come dicevamo, da tutta Italia , ma anche la Tuscia ha conosciuto il suo picco registrando 18 avvistamenti a fronte dei 6 dello stesso periodo dell'anno scorso. La maggior parte degli avvistamenti (80% circa) riguarda singole luci notate nel cielo notturno, ma ci sono anche casi con più luci viste volare in formazione. Un altro 10% riguarda oggetti osservati in pieno giorno ma talmente distanti per cui difficilmente si può risalire all'esatta natura. I casi più interessanti, quelli degli incontri ravvicinati, sono purtroppo pochissimi (2%) e del tutto scomparsi quelli in cui viene riferito di aver visto entità animate.
Tra i casi che riguardano la provincia di Viterbo alcuni sono stati identificati dal CISU dopo attenta analisi come luci di aerei non riconosciute dal testimone, altri con il passaggio repentino di volatili davanti all'obiettivo, altri ancora non sono stati identificati poichè nei filmati o nelle foto si vedono delle luci nel cielo completamente buio, senza punti di riferimento che permettano di stimare in qualche modo dimensioni, distanze e manovre effettuate. Ma qualche caso interessante c'è, ad esempio quello che si è verificato a Montalto di Castro l'11.08.2009 e che è stato indagato dal Centro Italiano
Studi Ufologici con la collaborazione del Centro Ufologico Nazionale: i testimoni hanno visto accendersi all'improvviso, nel cielo, a poca distanza ed a bassa quota, una coppia di grosse luci rotonde. Dopo circa un minuto, nel completo silenzio, le luci hanno iniziato a spostarsi verso Sud-Ovest in direzione di Civitavecchia per poi affievolirsi e sparire. Questo come altri casi, è rimasto non identificato.

LANTERNE CINESI
C'è da dire che a partire dai primi mesi del Gennaio 2008 il CISU di Viterbo 
ha iniziato a registrare con sempre più regolarità, degli avvistamenti di luci di colore arancione-rosso che lentamente sorvolano a bassa quota, con la loro luce tremolante, le abitazioni. In seguito a ricerche effettuate è emerso che questa tipologia di avvistamenti è riconducibile al lancio -per gioco- delle cosiddette "lanterne cinesi", si tratta di piccolissime mongolfiere cilindriche (1 mt di altezza) di carta velina che, riscaldate da una piccola fiamma posta alla base, si alzano in volo. C'è da dire che questo tipo di divertimento è ancora una novità per la nostra zona e quindi una volta in volo le lanterne non vengono riconosciute dai cittadini che le vedono passare e che quindi si attivano per riferire il loro avvistamento di un "ufo".
In un caso indagato dal Centro Italiano Studi Ufologici, le persone che hanno assistito a questo fenomeno da un appartamento nel centro di Viterbo, non comprendendo di cosa si trattasse, si sono leggermente agitate ed hanno chiamato la centrale di polizia per segnalare quanto stava accadendo.
Invitiamo sempre e comunque chiunque veda qualcosa di anomalo nel cielo a contattare il CISU tramite il sito web: www.ufotuscia.it o l'email info@ufotuscia.it oppure telefonando al 3406114162 oppure al 3381367694.

UnoNotizie

lunedì, 02 novembre 2009

Giuseppe De Filippi conferma la presenza di un oggetto "misterioso" nei cieli di Nardò

di Giuseppe De Filippi Presidente dell’A.S.L.A. Associazione Astronomica “San Lorenzo” di Casarano Porta di Mare

NARDÒ - Non era un ufo ma qualcosa, la mattina del 13 ottobre, è passata nei cieli di Nardò. La precisazione è autorevole e arriva dal presidente dell’associazione astronomica “San Lorenzo” di Casarano, Giuseppe De Filippi.
A quanto pare negli ultimi giorni si sono registrati alcuni avvistamenti strani di UFO nella provincia di Lecce. Dopo la testimonianza della ragazza di Casarano che affermava d’aver avuto un avvistamento molto ravvicinato, nelle vicinanze della sua casa, di un veicolo di forma discoidale che emanava un rumore assordante ed un fascio di luce verde, interessante e curiosa è la testimonianza dell’operaio di Nardò che, con una prova fotografica, conferma di essersi trovato, insieme ad alcuni suoi colleghi, di fronte ad una piccola luce sferica apparsa per alcuni secondi e poi svanita dietro le nubi mattutine.
Il cosiddetto “avvistamento” di martedì scorso (13 ottobre), attendibile per l’onesto racconto dei testimoni e non per la foto scattata (di bassa qualità perché effettuata col telefonino), trova subito la spiegazione in un evento frequentissimo nel cielo: il passaggio di satelliti artificiali (come gli “Iridium”, i satelliti per le telecomunicazioni)
o della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), quest’ultimo riconducibile al caso di Nardò.
Bisogna sapere che il nostro cielo viene attraversato continuamente da satelliti artificiali, e molti di questi passaggi sono visibilissimi da Terra con intensità di luce molto elevate; basta pensare che molti si mostrano a noi, durante la sera, come delle “stelle che si muovono” e molte volte ci appaiono come delle “fiaccole” che si accendono improvvisamente (tecnicamente “flare”, in inglese) per alcuni secondi (e a volte 2-3 minuti), raggiungendo anche magnitudini (in astronomia sono le misure di luminosità di un oggetto) fino a -8 (meno otto): per capirci, il doppio della luminosità di Venere o il quadruplo di Giove!
La luce proviene dai loro pannelli solari (che alimentano computer e meccanismi) che riflettono verso di noi la luce del Sole.  Nel caso di Nardò, posso confermare che il signore ha fotografato la Stazione Spaziale Internazionale che proprio in quella mattinata, intorno le 05:45 (l’orario riportato nell’articolo), ha attraversato il cielo di Nardò (e non solo) con una magnitudine di -3,3 in direzione nord-est.
Come mai una spiegazione così sicura?
Esistono dei software, anche sul web, che calcolano con precisione orari e coordinate celesti di tutti i passaggi di satelliti artificiali e della ISS, pre-impostando le coordinate geografiche del luogo interessato.
La voglia di sapere che esistano altre Civiltà Extraterrestri, molte volte ci spinge a trovare in piccoli e normali eventi qualcosa di misterioso, ma in questo caso, rispetto al fatto di Casarano, quello che si avuto nei cieli di Nardò, quel mattino, è un evento scientificamente spiegabile!

P.S.= Non ci credete? Un nuovo luminosissimo passaggio della ISS lo abbiamo avuto mercoledì 28 ottobre intorno alle 05:30 del mattino in direzione nord-ovest sempre basso all’orizzonte!

giovedì, 22 ottobre 2009

Ma quale Ufo, fu solo carburante

TIO 21 ottobre 2009
La Società Astronomica Ticinese (SAT) prende posizione oggi sul presunto avvistamento di Ufo domenica sera. "Non era un oggetto misterioso, ma si trattava di qualcosa di ben identificato: lo scarico del carburante"

LUGANO - L'oggetto misterioso intravisto lo scorso 18 ottobre nei cieli della Svizzera italiana attorno alle 21.00, non fu affatto un Ufo - come venne riportato da altri media - ma soltanto un accumulo di carburante. A precisarlo, oggi, è la Società Astronomica Ticinese (SAT) che attraverso un comunicato stampa riferisce che il presunto oggetto volante non identificato, era in realtà ben identificato.
Si trattava infatti dello scarico del carburante in eccesso effettuato da un razzo statunitense Atlas Centaur, lanciato dalla base californiana di Vandenberg, durante l'immissione in orbita del satellite meteorologico militare DMSP F18. Il lancio è avvenuto alle 18 e 12 (ora svizzera). Alle 21 e 10 (sempre ora svizzera) i motori sono stati riaccesi ed è stato scaricato del carburante.
"Nel vuoto e in orbita - spiega Marco Cagnotti, presidente della SAT - il carburante si espande simmetricamente sotto forma di nube sferica di goccioline minuscole. Nube che, vista da terra, appare di forma circolare. Naturalmente non c'è mai stato alcun pericolo per le persone: il carburante è composto solo da idrogeno e ossigeno, che peraltro si sono diffusi nello spazio". Insomma dunque nessun mistero.
Ed è fuori luogo parlare di "manovre", compiute "a velocità sostenuta", di un "misterioso oggetto volante".  "Soprattutto - spiega Cagnotti - è del tutto fuor luogo associare eventi facilmente spiegabili a immagini di dischi volanti, come quella pubblicata lunedì da uno dei quotidiani ticinesi. A maggior ragione perché l'evento è stato seguito dagli astrofili di tutta Europa, che l'hanno documentato con una ricca messe di immagini e di filmati. Già nella notte fra domenica e lunedì, poche ore dopo le osservazioni, gli astrofili erano informati sulla reale natura del fenomeno".

Cantone

sabato, 17 ottobre 2009

Caronia, tornano i monitoraggi Una rete allargata contro i misteri

Flavio Vanetti Mistero bUfo Corriere della sera.it 11/10/2009

Gli strani episodi di Canneto di Caronia - incendi spontanei nelle case, nella vegetazione, flussi anomali di energia elettromagnetica, avvistamenti di Ovni - non finiranno nell'oblio. Pare infatti che entro un periodo ragionevole di tempo (a occhio e croce entro la fine del 2009) verranno ripristinati quei monitoraggi che un paio di anni fa erano stati sospesi creando una tipica situazione all'italiana: da un lato c'era il decreto della presidenza del consiglio che istituiva il gruppo di lavoro interdisciplinare su questi fenomeni; ma dall'altro le stesse istituzioni (in senso lato, e viene in mente la Regione prima di tutte) nulla hanno fatto per risolvere un banale e decisivo problema, quello di dotare il comitato di una sede operativa una volta che il padrone dello stabile aveva dovuto vendere, per questioni sue, la casa nella quale le apparecchiature erano ospitate e dove funzionava la centrale di coordinamento.
Ebbene, questo lungo e incoerente impasse sembra destinato a terminare. Il dottor Venerando, coordinatore del gruppo di Caronia in questi giorni ha altro a cui pensare (lavora anche per la Protezione Civile e questo significa occuparsi della tragedia delle frane nel Messinese) e di norma, per sua forma mentis, non cede mai all'ottimismo. Però anche a lui risulta quanto abbiamo appreso in altri ambienti: si arriverà a posizionare sensori e macchinari oggi completamente inattivi in strutture pubbliche, come caserme dei carabinieri, tanto per dare l'idea. Non solo.
L'occasione sarà propizia per rilanciare l'operazione monitoraggio ad ampio spettro: più volte ci sono stati sospetti, se non certezze, che Caronia sia solo una delle facce di un prisma molto particolare, l'area del Basso Tirreno (basta ricordare strani fenomeni incendiari avvenuti su alcuni traghetti in servizio da Palermo alla Sardegna). Quindi, è molto probabile che i sensori vengano installati anche alle Eolie e in altre zone, allo scopo di creare una vera e propria rete di immagazzinamento dei dati.
E' quello che non si è più potuto fare, con un "buco" informativo grave ma forse superabile se si riprenderà a lavorare con lena, al di là delle inchieste della magistrature concluse con un nulla di fatto (convenienza ad archiviare? I sospetti sono forti e giustificati).
La realtà, comunque, è che tutta la popolazione di Caronia e della sua frazione sul mare, Canneto appunto, non ci sta a lasciar cadere le cose. "I sensori continuano a provare l'esistenza di qualcosa di anomalo: entrano in azione spesso e volentieri. Il problema è che manca la quadratura del cerchio, ovvero l'apparecchio che metabolizza i dati. C'è, ma è disattivato in un magazzino". Altri fenomeni strani si sono verificati, oltre ai passaggi in cielo di oggetti non identificati, quasi sempre correlati con gli episodi, quasi fossero una sorta di "valore aggiunto". "E fosse solo questo... - sottolineano ancora i rappresentanti che si battono per la tutela dei cittadini -: ci sono stati altri incendi inspiegabili di sterpaglie, esplosioni di lampade. E a un ragazzo si sono squagliate le scarpe che indossava..."
Senza dimenticare che chi prova a fotografare gli Ovni si ritrova nel giro di qualche minuto, non si sa perché, con delle bruciature alle mani (esistono documenti del Pronto Soccorso che certificano le ferite).
"Una verità noi la vogliamo. Qualunque essa sia": la rabbia del popolo forse prima o poi avrà soddisfazione.

sabato, 17 ottobre 2009

Ufo a Casarano? Interviene il Cun

Il Centro Ufologico Nazionale nei prossimi giorni incontrerà la ragazza che dice di aver visto un Ufo in contrada Pietra bianca a Casarano

Sul presunto avvistamento di un oggetto volante non identificato in contrada "Pietra Bianca" c'è da registrare l'interessamento dell'Ufologia ufficiale. Mauro Panzera, coordinatore regionale del Centro Ufologico Nazionale (Cun), ha contattato la famiglia della ragazza che la sera del 7 ottobre scorso ha avvistato il presunto ufo. Nei prossimi giorni, un esperto ufologo del Cun incontrerà la ragazza per intervistarla e per cercare di capire se effettivamente si è trattato di un contatto con esseri non terrestri. Intanto, dopo l'articolo pubblicato nei giorni scorsi, cominciano ad affiorare altre testimonianze sui fenomeni di quel periodo.
Un commento alla notizia dell'avvistamento di "Pietra Bianca", pubblicata sul nostro sito internet, conferma che l'8 ottobre, la sera successiva quindi, strani fenomeni continuavano a solcare il cielo di Casarano.
"Gentile redazione, scrivo questa mail dopo aver appreso la notizia della ragazzina 14enne che ha avvistato un ufo – scrive l'anonimo – posso confermare che la sera dopo l'accaduto, nella zona industriale di Casarano, alle ore 20.00, anche io insieme ad un gruppo di cinque persone abbiamo avvistato una luce molto forte di un colore indefinito tra il verde ed il blu, di forma circolare, che è scomparsa nel nulla dopo una ventina di secondi".
La quattordicenne di contrada "Pietra Bianca" aveva descritto un "incontro ravvicinato del terzo tipo" avvenuto verso le 22 davanti alla propria casa. Per una manciata di secondi, aveva visto un oggetto "di forma circolare, accompagnato da un rumore terribile che emanava fasci di luce verde, tanto che la nostra auto, che è rossa, era diventata di colore verde". Il responsabile dell'osservatorio astronomico "S. Lorenzo", Giuseppe De Filippi, ha dato una versione "razionale" al fenomeno del 7 ottobre. Si sarebbe trattato di una scia di residui di comete che gli astrofili definiscono "bolidi".
Il "bolide" che quella sera ha solcato il cielo di Casarano aveva una scia molto luminosa di colore bianco-verde.

Il Tacco d'Italia

sabato, 17 ottobre 2009

Quella 'palla di fuoco' sul cielo di Lolland

UFO. Oggetti misteriosi. Lanterne cinesi. Starne formazioni nuvolose. In questo 2009 nei cieli del mondo si è visto di tutto. In questi giorni è toccato ad un meteorite. E’ il 13 ottobre e nei cieli della Germania e in quelli dei Paesi Bassi testimoni dicono di aver visto una “palla di fuoco”. In pieno giorno.
Un oggetto luminoso nel cielo accompagnato da un suono come di un tuono. Si è subito gridato all’ennesimo Ufo. Migliaia di chiamate sono arrivate alla polizia e ai vigili del fuoco. Ma si trattava di una meteora. Di circa un metro di larghezza. Si sarebbe sbriciolata in sassolini minuscoli forse caduti nel Mare del Nord.
L’evento non sembra essere isolato. A marzo, sull’isola danese di Lolland, sono stati ritrovati i resti di un meteorite caduto nel mese di gennaio. E dall’osservatorio di Bochum in Germania informa che per il 21 Ottobre, a partire dalla mezzanotte fino all’alba, è prevista una pioggia di meteoriti. Circa 45 meteore.
Sarà una lunga notte da quelle parti. Vi terremo aggiornati. (cm)

Gialli 15 ottobre 2009

venerdì, 16 ottobre 2009

Incendi, anomalie elettromagnetiche, Ovni, paura

A sorpresa ricominciano le indagini su Caronia
SONIA T. CAROBI
Gialli 15 ottobre 2009

Canneto di Caronia. Incendi, flussi anomali di energia elettromagnetica, Ufo. A sorpresa riprendono i monitoraggi di tutta l’area del basso Tirreno, tra il paesino in provincia di Messina e le Isole Eolie. Nella case verranno riallestiti sensori e telecamere, e il fenomeno che aveva lasciato stordito mezzo mondo ritorna sotto i raggi X.  Entro la primavera conosceremo la verità sul “paese dei fuochi”? C’è chi dice di si, c’è chi giura, invece, che quello che sta accadendo in Sicilia è solo un modo per cancellare dalla vicenda l’imbarazzante marchio del “segreto di Stato”.
Cinque anni. Hanno fatto trascorrere cinque anni nella speranza che la febbre calasse. Che l’ansia di risposte trovasse i luoghi tranquillizzanti del tempo che passa. Ci hanno messo un lustro per avere il coraggio di tornare in quei luoghi e riattivare sensori, telecamere, centraline che troppo frettolosamente erano state stipate in soffitta. Tanto loro lo sapevano che la storia sarebbe ricominciata. Tanto lo sapevano che sarebbe bastato ricollegare le sonde per vederle immediatamente in azione, per vederle registrare quel “qualcosa di anomalo” che cinque anni fa turbò mezzo mondo.
C’è poco da fare. Il mistero non si poteva liquidare dietro le frasi e le ipotesi di circostanza. Canneto di Caronia è un segreto ingombrante, e allora meglio togliere, almeno, quell’imbarazzante crosta che si chiama “Segreto di Stato”. Deve essere andata così. Cinque anni a pensarci e poi d’un solo colpo la soluzione finale. Si ritorna lì. Ma una volta per tutte. L’ultima.
Tempo qualche mese e in quel paesino di cinquanta abitanti schiacciato tra la costa e la linea ferroviaria Palermo-Messina ritorneranno scienziati, studiosi, esperti di vulcanologia e di fenomeni elettromagnetici, ma anche ispettori del ministero e militari in borghese. Tutti lì a tentare di dare una risposta finale ad uno dei misteri più impenetrabili degli ultimi tempi: Canneto di Caronia. Il Paese dei fuochi. Il borgo “elettrico”. Il quartier generale degli Ovni. Un pugno di case dove bruciano campi, le Tv e gli elettrodomestici si accendono da soli, i cellulari si ricaricano autonomamente, e una serie di oggetti volanti non identificati si spostano indisturbati sul pallido cielo del basso Tirreno.

X-Files
La storia comincia a metà febbraio del 2004. Ed è scritta nell’ultima riga di in un goffo documento della Polizia locale. “Non c’è dolo dietro i ripetuti fenomeni incendiari che da circa un mese si verificano nel piccolo centro siciliano”. Bruciano materassi, divani, impianti elettrici. E nessuno riesce a dare una spiegazione sensata. Intervengono le forze dell’ordine e si rendono conto che quello che sta accadendo a Canneto dovrebbe essere assegnato agli agenti Mulder e Scully della sezione X-Files.
Peccato che siamo in Italia e a determinate cose nessuno ci crede. Sulle spiaggia di Canneto pesci e cozze si arenano come alghe putrefatte. A largo basta un telefonino per fotografare bolle marine dal diametro di un chilometro. Nei campi le melanzane hanno i colori dell’arcobaleno. 
Non ci saranno Mulder e Scully, ma almeno c’è bisogno di far intervenire la Protezione Civile.
E lì cominciano i pasticci. Già, perché senza pensarci due volte, gli uomini di Francesco Venerando decidono di far evacuare il paesino. Una quarantina di persone si caricano in macchina l’essenziale e si lasciano alle spalle quel pugno di case sul quale stanno piombando giornalisti di tutto il mondo. Ognuna di quelle 40 persone ha una storia da raccontare.

Testimonianze e prime spiegazioni
C’è chi si è visto il pc prendere fuoco all’improvviso e chi ha il parabrezza dell’auto “colpito dalla punta di un trapano invisibile”. E c’è anche chi fa vedere ad una televisione cinese le scarpe da ginnastica letteralmente “squagliate”. Non è proprio una bella storia. Alla Protezione Civile provano a dare subito una spiegazione. Almeno per far calmare le acque. “Canneto di Caronia – dice Venerando – e’ stata colpita da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata. Fasci di microonde a ‘ultra high frequency’ compresi nella banda tra 300 megahertz e alcuni gigahertz”. Plausibile. Ma intanto al paese arriva il Prefetto, e la cartella con le denunce e le segnalazioni segna la punta di ben 309 casi cui bisognerà dare risposte circostanziate.
C’è poco da fare. Non basta neanche più la Protezione Civile.

La task force
Il Caso Canneto arriva in Parlamento. Viene istituito un Gruppo Interistituzionale per l’Osservazione dei Fenomeni (di cui fanno parte molte Università, il CNR, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il Ministero delle Comunicazioni, la Marina e l’Aeronautica Militare), e in ogni appartamento viene piazzata una centralina di rilevamento. L’indagine va avanti a tutto spiano sotto gli occhi vigili di cronisti e reporter.
Fenomeni elettrici di origine sotterranea; principio della super-rotazione del nucleo e emissione a riccio di mare dei flussi che dal centro della Terra si riversano nella superficie terrestre; alti impulsi in ampiezza dei protoni solari del vento… Mille ipotesi, ma nessuna viene data per definitiva.
E proprio mentre sul paesino sembra alzarsi una imbarazzante bandiera bianca l’Espresso pubblica un servizio che è una bomba. Siamo nel 2005. Sul caso Caronia esisterebbe un “rapporto riservato” nel quale si dice senza mezzi termini che tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate. E che “Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali oppure un test non aggressivo mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato”.

Uno stop improvviso
L’articolo è talmente esplosivo che in Sicilia finiscono per dover ammettere una serie di cose impensabili fino ad allora. La Protezione Civile, ad esempio, riconosce che un elicottero ha rischiato l’avaria proprio mentre il cielo di Canneto veniva tagliato da due oggetti volanti non identificati.
Parte un’interrogazione parlamentare. Le indagini si fanno ancora più serrate, ma sul più bello la vicenda di Canneto di Caronia subisce uno stop. “Non possiamo più controllare l’area – dice duro Venerando –  Non ci sono soldi, e ogni componente del Gruppo opera senza rimborsi e senza budget”. Insomma, di fronte al problema di sempre, su Canneto cala il silenzio. Ma qualcuno pensa che forse lo smantellamento e la dismissione di sensori e telecamere è un ordine che arriva dall’alto.
Fatto sta che il Gruppo si scioglie e a combattere per la verità rimangono solo gli abitanti del paesino che hanno ragioni più concrete per gridare la loro rabbia. Ora però pare che sulla vicenda si apra un nuovo spiraglio. Di sicuro i sensori verranno ricollegati e ricominceranno i monitoraggi. Sapremo la verità?

venerdì, 16 ottobre 2009

Creato un buco nero in laboratorio

Servirà a produrre energia
È stato realizzato da ricercatori della Southeast University di Nanchino, in Cina
MILANO - Sembrava solo un esercizio teorico quando all’inizio dell’anno due ricercatori proponevano la creazione di un buco nero in laboratorio. Ora Tie Jun Cui e Qiang Cheng della Southeast University di Nanchino (Cina) lo hanno realizzato tra la meraviglia degli stessi teorici. La realizzazione è interessante per le prospettive pratiche che già si immaginano.
Quando Evgenii Narimanov e Alexander Kildshev della Purdue University nell’Indiana (Usa) lo ipotizzavano partivano dall’idea di riprodurre le stesse proprietà di un buco nero cosmico nel quale un’intensissima forza di gravità piega lo spazio-tempo circostante impedendo che anche la luce sfugga. E calcolavano anche come costruire uno strumento che materializzasse il loro sogno: in pratica una struttura di elementi cilindrici concentrici con un cuore centrale. Essi avrebbero avuto la capacità di concentrare l’energia luminosa nel cuore, intrappolandola proprio come fanno i mostri del cielo.
MICROONDE INVECE DI LUCE - Dalla teoria alla pratica si è arrivati in fretta all’università di Nanchino partendo dalla teoria elaborata all’università americana. E i due scienziati hanno dimostrato che funziona utilizzando invece della luce visibile delle microonde. Queste vengono catturate e deviate verso il centro senza più uscirne. E dal cuore dove cadono viene generato calore.
«Siamo sorpresi che ci siano riusciti così rapidamente» ammettono i teorici statunitensi. «Passare alla lunghezza d’onda della luce visibile – però aggiungono – sarà più complicato e bisognerà far ricorso a materiali diversi». La coppia cinese non si dimostra per niente intimorita dal commento dei concorrenti e anzi aggiungono: «Siamo fiduciosi di riuscire nell’impresa della luce già entro l’anno».
Quando ci riusciranno la nuova «tecnologia del buco nero» sarà preziosa per fabbricare celle solari molto più redditizie di quelle finora concepite. «E non serviranno più – nota Narimanov – grandi paraboloidi per concentrare e utilizzare la radiazione solare», come per esempio oggi accade per il solare termodinamico.
È solo questione di tempo: dai principi cosmici arrivano così vantaggi quotidiani «energetici». E questi buchi neri da laboratorio non hanno nulla a che fare con i buchi neri che qualche giocherellone ha ipotizzato si possano fabbricare nei laboratori atomici del CERN a Ginevra. È tutta un’altra questione.

Giovanni Caprara Corriere 15 ottobre 2009

lunedì, 12 ottobre 2009

'UFO' IN ITALIA, È BOOM

Il Centro italiano studi ufologi (CISU): "da anni non si registravano, in Italia, tanti avvistamenti"
MilanoWeb 11/10/2009

Gli avvistamenti sono iniziati a maggio, per raggiungere il culmine durante i mesi di luglio e agosto. Napoli e Roma le città più "visitate". In tutto si contano circa 1.500 voli inclassificabili di "oggetti" nei nostri cieli. Per arrivare a dati analoghi dobbiamo compiere un salto di 30 anni: nel 1978 ci furono, infatti, 1.900 segnalazioni di questo tipo durante il periodo estivo, record imbattuto. Ma cosa si è visto di "eclatante"?
Un po’ di "tutto", affermano i tecnici del CISU, specialmente durante le ore notturne (l'85% dei casi registrati). Rari i fenomeni diurni (10%), rarissimi quelli che hanno in qualche modo lasciato tracce visibili sul territorio: nelle Marche, per esempio, un oggetto misterioso, immobile a circa 20 metri dal suolo, avrebbe interferito con la centralina elettronica di un'automobile.
Inesistenti gli pseudo-contatti con entità "aliene", fenomeno più volte descritto durante gli anni '70. In compenso aumentano le "prove" relative agli UFO: grazie alla tecnologia, infatti, oggi quasi tutti disponiamo di strumenti in grado di "immortalare" ciò che accade sopra le nostre teste. Ma vediamo quali sono gli avvistamenti più "curiosi" avvenuti questa estate, prendendo spunto da un servizio apparso sull'ultimo numero di 'Focus'.
È il 17 maggio quando, a Villabate (PA), una signora sta tranquillamente prendendo il sole sul suo terrazzo. Improvvisamente scorge in cielo un corpo discoidale giallo, grande come un elicottero, che emette delle strane luci e compie dei movimenti "inconsueti" per un oggetto volante. Ha appena il tempo di avvertire una vicina che l'UFO scompare a gran velocità.
Il 12 giugno una lunga striscia luminosa disegna i cieli della Puglia. Il fenomeno viene osservato anche in Montenegro e in Grecia. Quasi sicuramente, però, si tratta di una meteora.
Il 22 giugno è la volta di un avvistamento ad Ariano Irpino (AV). Qui il protagonista è un giovane svegliato di colpo da un rumore assordante, riconducibile a quello di un aereo che precipita. Corre alla finestra e vede, allibito, un oggetto ovale a circa 40 metri dal davanzale. Chiama il padre che lo raggiunge prendendo atto dell'insolito fatto: il "disco", nel frattempo, si è allontanato a circa 200 metri. Trascorre poco più di un minuto e infine la "cosa" scompare dietro ad alcune colline.
Il 3 luglio, a Bolzano, un pilota di aerei da diporto, nota nei pressi dell'aeroporto cittadino una specie di disco volante di 20-25 metri di diametro. Emana una luce rossastra: la sua distanza da terra è stimata intorno ai 700 metri. Per cinque minuti rimane immobile, poi, all'improvviso, decolla in verticale a gran velocità, si pensa intorno ai 10.800 km/h.
Davanti a simili descrizioni di avvistamenti di UFO, non si può che rimanere esterrefatti, tuttavia gli esperti del 'CISU' sono convinti che spesso le persone si lasciano facilmente suggestionare, scambiando oggetti "normalissimi" per 'oggetti non identificati'. È il caso, per esempio, delle 'lanterne cinesi', una moda scoppiata da poco in Europa e riguardante piccole mongolfiere lanciate in aria durante le feste. Alte non più di un metro presentano alla base un piccolo telaio e una piastrina infiammabile di paraffina che - una volta accesa - consente alle "sky lanters" di guadagnare quota, inducendo a credere che si tratti della nuova navicella di qualche 'E.T.'.
In realtà il boom di avvistamenti di 'UFO' non è un fenomeno verificabile solo in Italia, ma anche in altre parti del mondo, per esempio in Inghilterra. Secondo il ministero della difesa britannico durante i primi sei mesi del 2009 ci sono state 231 segnalazioni di oggetti volanti non identificati (contro i 135 complessivi del 2007 e i 97 del 2006). Anche qui ci si è spesso trovati di fronte a "fenomeni" inspiegabili.

lunedì, 12 ottobre 2009

UFO, la Marina cilena rilascia uno straordinario video girato nel 2007

11 ottobre 2009
Il seguente filmato, rilasciato nel 2007 dalla Marina Cilena e trasmesso all’interno del programma televisivo “Cuarto Milenio”, mostra un UFO che si libra proprio sopra una nave da guerra della Marina.
Il filmato fa parte di un archivio custodito dall’Esercito Cileno, il quale, così come sta accadendo in altre nazioni, sta avviando un programma di rilascio progressivo delle informazioni sul fenomeno UFO.

IL VIDEO 

Fonte: AllNews Web
Ivan Ceci

domenica, 11 ottobre 2009

Ufo sulla Grande Muraglia

Extraterresti/Boom di avvistamenti in Cina
Affaritaliani 10.10.2009

Gli scienziati dell'Osservatorio astronomico della Montagna di Porpora, vicino a Nachino nella regione dello Jiangsu (Cina centro orientale) si apettavano di osservare una spettacolare eclissi di Luna ma le loro telecamere hanno ripreso quello che sebra essere un Ufo. Il video, che dura circa 40 minuti, è ora al vaglio degli studiosi che voglio comprendere meglio il fenomeno, ma fonti della servizi cinesi, che hanno esaminato le immagini, affermano che non si tratta di una contraffazione.
In un comunicato congiunto l'osservatorio e l'Accademia cinese delle scienze hanno comunicato che ''la Cina ha scoperto vicino al Sole, con una squadra di osservatori, un oggetto non identificato la cui natura fisica è da accertare. Attualmente gli esperti si stanno organizzando per studiare ed analizzare i dati raccolti e comunicare i risultati''.
''Per il professor Ji Hai-sheng, dell'osservatorio astronomico della Montagna di Porpora e membro dell'Accademia cinese delle scienze - si legge nella dichiarazione dei due istituti scientifici cinesi - non possibile in questo momento speculare su che cosa si tratti, ma la ricerca è cominciata''.
Ma non sono stati solo gli scienziati a catturare il volo di un Oggetto Volante Non Identificato. Anche, a Dejing, nel Guandong la visibilità perfetta della giornata in cui la luna ha oscurato il sole ha permesso a una dozzina di studenti di osservare veivolo sconosciuto librarsi nell'aria mentre assitevano all'atteso fenomeno astronomico.
I testimoni hanno scattato numerose foto e l'oggetto 'alieno', secodo quanto hanno riferito, nel corso dell'avvistamento ha cambiato forma e colore da blu elettrico ad una tonalità più scura. Dei fenomeni esistono anche delle riprese video amatoriali che mostrano gli 'Ufo' volare nel cielo trasmesse nelle ultime settimane da stazioni televisive. Altri avvistamenti, avvenuti alla fine di agosto, sono ancora al vaglio delle autorità.

Chi sono

Utente: koroljov
Nome: alessandro
"Questi non hanno speranza di morte e la loro cieca vita è tanto bassa che 'nvidïosi son d'ogni altra sorte".
Dante, versi 46-48, III canto dell''Inferno'


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