Koroljov

Ufologia, Tecnologia Aerospaziale, Misteri del Tempo e dello Spazio
giovedì, 05 novembre 2009

Gli X-files canadesi rivelano la possibilità di uno sbarco extraterrestre

Evidenzaliena Novembre 5, 2009

Pochi sanno che il governo canadese ha scelto di rilasciare i suoi file UFO nel 2005 e 2007. Oltre 9500 fascicoli sono stati rilasciati senza alcuna consultazione pubblica e notifica. Fra queste migliaia di documenti riguardanti avvistamenti per lo più noiosi e memorandum amministrativi, il governo canadese ha nascosto documenti sensibili che dimostrano chiaramente come alcuni ufficiali hanno preso molto seriamente la questione ufo.
Sono state discusse alcune misure  atte a minimizzare alcune relazioni sugli UFO utilizzando così simili tattiche impiegate dall’Air Force dagli Stati Uniti. L’ultima accusa è quella mossa dal Direttore scientifico dell’Intelligence Canadese, il quale  suggerisce che il Canada avrebbe pianificato delle procedure da attuarsi in caso di sbarco di un UFO.
Nella promulgazione dei 9500 file sul proprio sito web dal titolo “Canada UFO – Ricerca per l’ignoto“, il governo canadese ha aperto una discussione internazionale sulla questione degli oggetti volanti non identificati. Questa controversia è alimentata dalla chiara ammissione da parte di ufficiali del ministero della Difesa Nazionale i quali hanno regolarmente affrontato tattiche e politiche su come “minimizzare” il fenomeno UFO fin dal 1950 ed è ancor più curioso  il fatto che il Canada, nel 2005 e 2007, ha scelto di “riesumare” queste controverse testimonianze nascondendole tra migliaia di relazioni ed avvistamenti UFO.
Con il palese occultamento di questi files, il governo canadese vuole forse ingannare i cittadini fuorviandoli dalla verità, oppure si tratta di un semplice caso di pragmatismo burocratico? A differenza di Inghilterra, Francia, Danimarca e Brasile che hanno scelto di rilasciare i propri files sugli ufo coinvolgendo anche la stampa internazionale nel  2007, 2008 e 2009, il governo canadese ha invece scelto di pubblicare i propri documenti in gran segreto, ottenendo una totale assenza di copertura dei media, nascondendo di conseguenza la consultazione degli stessi al pubblico, così che molti ufficiali canadesi sono riusciti a mantenere il segreto sul loro coinvolgimento nella questione ufo.
Nessuno, al di fuori di un pugno di esperti ricercatori UFO, era a conoscenza che il Canada aveva istituito un archivio sugli ufo. Inizialmente alcuni files sono stati rilasciati nell’agosto 2005, altri nel dicembre 2007, nella completa segretezza e senza alcun avviso ne comunicazione alla massa.

Alcuni elementi salienti emersi dai files canadesi

Le lettere:
1.Gli Ufficiali canadesi adottano la stessa politica dell’Air Force Statunitense nell’insabbiare il fenomeno UFO
Canadian Joint Intelligence Committee Memorandum – G.S. Austin, Director of Air Intelligence, 4 agosto 1950:
La politica attuale dell’USAF è mirata a minimizzare il fenomeno ufo, indagando solo quando necessario da parte dell’area di comando senza speciali disposizioni per le indagini. Sembra che una politica simile da parte nostra sarebbe saggia e che non sarebbe auspicabile produrre un apposito questionario o eventuali accordi per l’inchiesta poiché ciò comporterebbe a pubblicizzare la questione. E’ stato suggerito quindi che le relazioni sugli avvistamenti non dovrebbero essere sollecitate…”.

2. Lettera del Ministero della difesa nazionale
Al contrario, il ministero della Difesa Nazionale ha inviato lettere contraddittorie ed indiscrete ai cittadini canadesi informandoli che nessun dipartimento all’interno del governo aveva ricevuto istruzioni circa la volontà di rifiutare informazioni sugli oggetti che possono risultare di origine extraterrestre nonostante il fatto che i fascicoli siano stati designati “ristretti” o “segreti” fin dagli anni cinquanta e la politica canadese fosse improntata a minimizzare gli avvistamenti UFO.
Una lettera ministeriale dichiara: ”posso assicurarvi che  non vi è alcun dipartimento di governo che voglia raccogliere testimonianze e/o ha informazioni sugli oggetti che potrebbero essere di origine extraterrestre.” (Il Ministro della difesa nazionale Douglas della marzo 1962.) Chiaramente questa dichiarazione da parte del Ministero della difesa è incoerente con quanto disposto  e contraddice la pratica della repressione pubblicitaria sugli UFO come suggerito da G.S. Austin (Director of Air Intelligence).

3. Piano ufficiale – in caso di un UFO sbarco
Nessun’altra lettera, ha rivelato esplicitamente l’accusa al governo canadese come quella arrivata al Direttore scientifico dell’Intelligence riguardante lo sviluppo di un piano in caso di uno sbarco UFO sul suolo canadese. Questa lettera dichiara: “Si ritiene opportuno aggiungere che nel caso si verifichi lo sbarco di un ufo sul territorio canadese, deve essere avvisata immediatamente la base RCAF più vicina tramite un telegramma inviato al comando… forse faremmo meglio a discuterne quando avrete riflettuto.” (A.J.G. Langley, Defense Research Board Director of Scientific Intelligence ,19 Aprile 1950.)
E’ degno di nota che il Sig. Langley non utilizza la parola “crash” ma utilizza la parola “sbarco” per descrivere un volo in cui vi è una discesa “controllata” sul territorio canadese. Per qualsiasi attento osservatore o studente di lingue questa dichiarazione indica che gli ufficiali canadesi hanno preso seriamente in considerazione la possibilità di uno  sbarco da parte di un veicolo di origine sconosciuta che potrebbe essere oggetto di un qualche tipo di controllo intelligente.
Si può pertanto concludere che gli ufo sono effettivamente operativi e sono un’imminente fonte di preoccupazione per le autorità canadesi. Sebbene i media snobbino il fenomeno ufo, l’apertura verso la trasparenza dei fatti su questa realtà è in costante crescita. Il riconoscimento e l’apertura dei governi su questo argomento è un dato di fatto e sta ricevendo sempre più consensi dai principali organi di stampa.
Il riconoscimento di una prospettiva che miri a nuovi rapporti di collaborazione, o aperture diplomatiche verso civiltà esistenti fuori dal nostro mondo potrebbero rappresentare una svolta per la razza umana per comprendere meglio la sua natura. Il rigettare e sopprimere questa possibilità evidenzia l’orgoglio umano che nega la capacità della nostra specie di evolversi e guardare oltre quello che siamo e ciò che possiamo diventare.

Nota dell’Editore: questo è un estratto di una parte molto più ampia la quale può essere richiesta a Victor inviando un e-mail  o andando suThe Canadian UFO News website
allnewsweb.com – evidenzaliena

sabato, 10 ottobre 2009

Rivista UFO Numero 37

riu37Editoriali
Riviste ufologiche: il futuro possibile di Edoardo Russo
Nuovo direttore per la nostra rivista di Gian Paolo Grassino

Fenomeni insoliti sulle Channel Islands
Due oggetti luminosi osservati da piloti e passeggeri di aerei in volo di Jean-François Baure, David Clarke, Paul Fuller e Martin Shough

Foto dalla Sicilia
Il ruolo della prova fotografica di Pietro Torre e Paolo Bertotti
UFO, polli e sorpresine L'incredibile caso della foto di Punta Raisi: da "prova" a falso clamoroso? di Paolo Toselli

UFO o giocattolo?
La perizia tecnica per confrontare le due immagini di Paolo Bertotti
Le fantasiose analogie straniere di Edoardo Russo

Casistica 2008: il secondo trimestre
Primavera tranquilla: niente flap e bolidi, netto calo dei crop di Giorgio Abraini
Una calda estate reggiana di Camillo Michieletto
Ondata in tutta Italia, record di segnalazioni in Campania di Giovanni Ascione e Giorgio Russolillo

Lavori in corso
Lo stato di avanzamento dei progetti di ricerca del CISU di Matteo Leone Ufodatanet: nuova veste al sito
di Andrea Bovo
ScienceCat: il progetto si fa in tre

Un anno di letture
Le recensioni dei libri pubblicati in Italia e all'estero nel 2007 di Edoardo Russo
E intanto il Bibliocat... di Marcello Pupilli

Notizie CISU
30 anni di UFO a Torino - A che punto è la ricerca? - Ufo e guardie giurate - Crashcat: cambia il curatore - Archivio stampa - "Allarme UFO" ad Alessandria - Incremendo archivi - Nuova monografia sui cerchi nel grano

Ultimatum reloaded
Dopo 50 anni ritorna al cinema un nuovo "Ultimatum alla Terra" di Gian Paolo Grassino e Fabrizio Dividi
Un UFO alla Casa Bianca: l'eredità di Ultimatum alla terra di Maurizio Verga
1952: un disco volante atterra nei cieli italiani di Giuseppe Stilo

CISU 

martedì, 25 agosto 2009

Una doppia cima frequentata da diavoli e Ufo

Antiche leggende e avvistamenti d'oggi creano un alone di mistero

Secondo una leggenda piuttosto diffusa, la Bisalta dovrebbe la sua conformazione a un intervento diabolico. Si narra, infatti, che molti secoli fa la montagna presentasse un unico e aguzzo punto culminante. Tutto cambiò in una notte d'estate. Un montanaro, dopo aver festeggiato in osteria la vendita del formaggio al mercato, tornava al suo villaggio. Il vino, tuttavia, rendeva il suo passo sempre più incerto. Quando la luna tramontò dietro il profilo della Bisalta, l'uomo non riuscì più a proseguire. Improvvisamente apparve il diavolo, che offrì al pastore un po di chiaro di luna, in cambio della sua anima. Il pover’uomo, ormai stanco e disperato, accettò e il diavolo preparò il contratto, mentre un esercito di piccoli demoni ritagliava dal monte la porzione di roccia che oscurava il disco della luna. Quando il diavolo presentò al montanaro l’atto di vendita dell’anima, il pallido chiarore della luna illuminò a fatica la firma: si trattava di una croce, unica cosa che il disgraziato aveva imparato a scrivere. Pare che agli inferi, non avesse alcun valore legale. Così la sua anima fu salva: il diavolo fuggì urlando e l'unica che ne fece le spese fu la montagna, che perse una «fetta» della vetta.
Al di là della leggenda, l'alone di mistero che circonda la Bisalta fu probabilmente generato dalla sua posizione isolata e dalla propensione delle sue rocce ad attirare i fulmini. Ciò causò, nel luglio del 1960, una tragedia nella quale persero la vita quattro persone che partecipavano a una cerimonia religiosa al Bric Costa Rossa: una folgore si abbattè improvvisamente sulla montagna e si scaricò sulla croce metallica.
Sulla montagna, nel primo Novecento e negli Anni '50, sono state effettuate ricerche di uranio, curate tra gli altri dal geologo Felice Ippolito e dal premio Nobel Marie Curie. A completare il quadro inquietante della Bisalta si aggiungono i numerosi «avvistamenti» di oggetti misteriosi che si dirigono o provengono dal monte. Le indagini effettuate dall'Ars di Torino (associazione ricerche scientifiche) hanno poi evidenziato la presenza di menhir, cromlech, strani manufatti e una «scultura» antropomorfa in pietra di circa un metro e mezzo, raffigurante un individuo con la testa triangolare. Negli Anni '70 la Bisalta era bersaglio delle esercitazioni di artiglieria pesante: i cannoni sparavano da Roracco, Villanova Mondovì, e da altre postazioni a Peveragno e Pianfei.
Si racconta infine, che nel secolo scorso, in autunno, molte persone erano solite recarsi da Villanova Mondovì in una località della Francia per lavorare alla raccolta del legname. Durante il tragitto, transitavano in un luogo in quota dove si trovavano «bambini dalla pelle molto chiara, quasi albini - raccontavano - ai quali dava molto fastidio la luce del sole, così da renderli quasi ciechi. E che fuggivano spaventati al nostro passaggio».
Nell'autunno del 1975, a mezzogiorno, da Prato Nevoso, si assisteva a tre forti esplosioni nel cielo sopra la Bisalta, accompagnate da tre lampi ben visibili. Molti i testimoni oculari. Alle 14 una squadra di Soccorso alpino partiva da fondovalle temendo lo schianto di un aereo, ma trovava tutti i sentieri d'accesso al monte bloccati da elicotteri della Marina militare. Il ministero della Difesa parlò, in via ufficiosa, di missili lanciati da una nave militare.

La Stampa

giovedì, 20 agosto 2009

Almeno 12 le segnalazioni per l'UFO di Messina !

Mysterium

Sono 12 le segnalazioni di sfere luminose viste roteare sopra il cielo di Patti (Me) la notte del 13 agosto, giunte alla sezione siciliana del Centro Ufologico Nazionale. A confermarlo e' Antonino Morreale, responsabile del Cun di Messina.
''Le segnalazioni a noi giunte - dice - confermano la presenza di tre oggetti non meglio identificati sul cielo di Patti, tra la frazione Scala e quella di Mongiove la notte del 13 agosto. Gli avvistamenti si sono verificati intorno alle 00:40''.
Dalle testimonianze raccolte in citta', pare che anche nei giorni precedenti, precisamente le notti del 27 e 31 luglio, sempre nella stessa zona, siano state viste delle sfere luminose volteggiare in cielo e poi scomparire improvvisamente. Il 2 agosto del 2004 a Vulcano, dinanzi al Golfo di Patti, personale di una nave della Marina Militare in pieno giorno fotografo' due oggetti volanti non identificati.
Al Cun, adesso, attendono di visionare i filmati di Patti per accertarne l'autenticita' .
''Sembravano delle palle di fuoco che danzavano nel cielo, per poi scomparire improvvisamente''. Lo racconta Giuseppe Sidoti, l'uomo che la notte del 13 agosto, a Patti (Messina), e' riuscito ad immortalare in un video girato col telefonino, due oggetti non identificati.
''Era passata da poco la mezzanotte, quando ad un tratto mia moglie mi chiama per dirmi che c'era un aereo che stava prendendo fuoco. - continua - Guardando meglio abbiamo da subito notato che non si trattava di un aereo. Non ho fatto in tempo a prendere il cellulare che questa palla infuocata e' scomparsa nel cielo''. ''Subito dopo - prosegue Sidoti - a distanza di circa un minuto e' comparso un altro oggetto, che per circa un minuto e mezzo ha danzato nel cielo. Poi e' scomparso anche questo e poco dopo ne e' ricomparso un altro. A quel punto sono riuscito a riprenderli col telefonino. A vederli non siamo stati solo noi. Anche altre famiglie nostre vicine di casa sono scese in strada per chiederci se avevamo visto quelle strane sfere volteggiare in cielo''.
La costa tirrenica della provincia di Messina non e' nuova ad avvistamenti simili. La piccola frazione Canneto di Caronia, nota per i misteriosi incendi, inoltre, dista da Patti pochi chilometri.
Fonte
ansa

UFO E USO NELLA ZONA DI PATTI
Coordinamento C.R.U.-Messina 19/8/2009

"I nostri collaboratori al ritorno da Patti per investigare il caso dell’ufo fotografato la notte del 13 agosto, pur riferendo cio’ che i media hanno gia’ pubblicato in merito a questo interessante caso, ci fanno “rapporto” di un avvistamento UFO sempre la notte del 13/8.
Nella scheda firmata da quattro testimoni, che vogliono rimanere anonimi si legge quanto segue. Alle ore 2,45 del 14/8/09 al ritorno da una serata in pizzeria, si fermano a chiacchierare vicino la spiaggia di Marinello, quando nel cielo vedono una luce pulsante color arancio scendere verso il mare a circa mezzo miglio dal loro punto d’osservazione: l’oggetto di forma ovale e dal diametro stimato di 15 metri, si “appoggia” sulla superficie dell’acqua, continuando a pulsare: pochi minuti dopo, un’altro oggetto molto piu’ grande emerge accanto e viene definito “squadrato”: ha piccole luci intorno e i nostri testimoni osservano che, dall’oggetto piu’ grande si accende una luce definita “violacea”. Da questa si materializzano tre piccole entita’ che entrano nell’oggetto di minore dimensione.
Completata “l’operazione” il primo oggetto si alza in volo verso Palermo, il secondo si immerge silenzioso, increspando leggermente la superficie marina. I testimoni, notano ancora che la profondita’ del mare si illumina di un rosso “vivo” ancora per qualche tempo, per poi cessare improvvisamente."

venerdì, 03 luglio 2009

OGGI IL WORLD UFO DAY

Il 2 luglio 1947 furono ritrovati alcuni frammenti metallici nei pressi di Roswell, in New Mexico. Gli ufologi ancora pensano al complotto.
Oggi è la giornata mondiale degli UFO, ideata e organizzata dal turco Haktan Akdogan. L'ufologo, fondatore del “Sirius UFO Space Sciences Research Center”, dal 2001 ha lanciato un appello: ogni 2 luglio si aggreghino coloro che cercano la verità riguardo agli UFO, e diffondano quanto più la voce. La data è stata scelta per commemorare l’”incidente di Roswell”, considerato dagli appassionati di UFO di tutto il mondo l’evento che più significativamente dimostrò la nostra interazione con civiltà extra-terrestri.
L’avvenimento risale al 2 luglio del 1947, quando Mac Brazel, proprietario di un ranch nel New Mexico, rinvenne dei rottami metallici inusuali. Per una decina di giorni la località, Roswell, divenne oggetto dell’attenzione dell’aeronautica statunitense e il deserto circostante fu recintato. Dopo alcuni giorni le autorità dichiararono che si trattava di un aerostato impiegato a sorvegliare attività sovietiche in campo nucleare.
Per anni è persistita negli abitanti del luogo la convinzione che i comportamenti sospetti dell’aeronautica mirassero a nascondere una verità scomoda: ci fu addirittura chi affermò di aver visto il personale dell’aeronautica portare relitti e corpi non umani in un camion dell’FBI. Il governo statunitense ovviamente smentì queste dichiarazioni.

(CNR media 02/07/09)

 
Oggi è il World Ufo-day
Gazzetta di Parma 02/07/2009

Tanti appassionati e 'credenti' sinceri, sopratutto negli Usa, oggi festeggiano il World Ufo Day, la giornata mondiale degli Ufo, in occasione dell'anniversario dell'«incidente di Roswell», cittadina del New Mexico che in questi giorni ospita anche un festival sul tema e che nel 1947 fu teatro del ritrovamento di rottami appartenenti a un oggetto volante non identificato, oltre che di una o più vittime presuntamente aliene.
E anche se la ricorrenza ha una vasta eco su Internet, per quanto riguarda l'Italia nessuna manifestazione «ufficiale» è stata oggi prevista da parte delle due associazioni nazionali più radicate sul territorio, CUN e CISU. «Si tratta di una invenzione massmediatica tutta americana e per di più la data scelta non è quella giusta per una giornata mondiale dedicata agli Ufo», dice Edoardo Russo, segretario del Centro italiano studi ufologici (Cisu).
Secondo Russo si dovrebbe invece scegliere l'anniversario dell'avvistamento del 24 giugno 1947, da parte di un pilota di DC4, di una serie di oggetti luminosi in volo nei pressi del Monte Rainier, nello Stato di Washington. L'avvistamento portò anche alla nascita del termine «dischi volanti», usato per la prima volta dal pilota per descrivere ciò che aveva visto.
«Fu il primo avvistamento ad avere una vasta eco, prima negli Usa e poi nel mondo - spiega Russo - mentre Roswell, pochi giorni dopo, trovò spazio solo sui giornali locali e ci sono voluti più di 30 anni perchè diventasse la storia di dischi volanti e cadaveri alieni di cui si parla oggi».
Anche secondo lo studioso Roberto Pinotti, autore di numerosi testi sugli Ufo, la data del 24 giugno sarebbe più consona, ma per quanto riguarda Roswell, sostiene invece che «si tratta di una realtà. Sono stato l'unico italiano - dice Pinotti - a recarmi sul luogo prima ancora che Roswell diventasse l'icona che è oggi, ed ho parlato con i testimoni diretti, molti dei quali oggi sono morti. C'è stata un'operazione di copertura da parte delle autorità militari, durata fino agli anni '90».
«Dopo 60 anni la nostra posizione rispetto a Roswell rimane prudente e ci riserviamo ancora di pronunciarci in merito, ma l'avvistamento ha tutte le caratteristiche per essere considerato attendibile» afferma a sua volta Alessandro Sacripanti, coordinatore nazionale del Centro Ufologico nazionale. Fondato nel 1966, il CUN è un ente di ricerca privato ed è anche la più vecchia associazione ufologica italiana. Dal 1947 ha raccolto più di 12 mila avvistamenti in tutta Italia e conta associati in tutte le regioni.
«La maggior parte delle segnalazioni ci sono venute, nell'ordine, da Lazio, Veneto, Lombardia e Puglia» dice Sacripanti, spiegando che per quanto riguarda le città, «si sono registrati avvistamenti praticamente in tutti i centri abitati più importanti».
Negli ultimi anni anche l'Aeronautica militare ha cominciato seguire il fenomeno degli Ufo e sul suo sito Internet c'è anche una pagina per fornire delle segnalazioni. Nel maggio scorso, all'ultimo congresso del CUN sono stati presentati 400 dossier pubblicati dal Ministero della Difesa riguardanti gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati.

mercoledì, 24 giugno 2009

La Nasa dichiara guerra alla Luna: c'è chi teme un contrattacco alieno

Strano ma vero
Examiner 24 giugno 2009

La Nasa, l’agenzia spaziale statunitense, sembra esser pronta a dichiarare guerra alla Luna. Stando a quanto riportato sulle pagine del tabloid americano The Examiner, infatti, l’ente spaziale americano, già questo prossimo autunno, si servirà di una nuova arma cinetica, del peso di circa 2 tonnellate, capace di lasciare sulla superficie del nostro satellite un cratere largo circa otto chilometri.
Il progetto della Nasa, ribattezzato “LCROSS Mission” (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite), mira a scovare eventuali fonti d’acqua nel sottosuolo lunare, risorsa indispensabile per la futura colonizzazione del satellite.
La Nasa dichiara guerra alla Luna - Uno scopo puramente scientifico dunque che potrebbe tuttavia creare tensioni tra l’umanità e gli extraterrestri. Secondo gli ex astronauti americani Buzz Aldrin e Neil Armstrong, convinti sostenitori del fatto che gli alieni non solo esistano ma siano persino a noi molto vicini, con colonie situate sul lato nascosto della Luna, bombardare la superficie del satellite naturale della Terra potrebbe esser considerato un atto ostile e per questo rischia di innescare una guerra.
Attenti agli alieni, vivono sul lato oscuro della Luna. Tale tesi, sebbene per molti possa sembrare assurda, verrebbe confermata anche dall’Nsa, l’agenzia per la sicurezza nazionale Usa, e da diversi scienziati dell’ex Unione Sovietica e dell’attuale Russia. Il bombardamento avrà comunque luogo il prossimo 9 ottobre 2009.

martedì, 16 giugno 2009

UNA SCIA LUMINOSA IN CIELO NON UFO, MA UN METEORITE

Decine di telefonate giunte al centralino dei carabinieri
Il bagliore è stato notato in diverse regioni

BARI — Dalla Sicilia alla Puglia. Un fascio luminoso di luce che ha attraversato l’intera Italia meridionale suscitando la curiosità di migliaia di cittadini convinti di aver av vistato un Ufo. Per la prima volta nella loro vita. Certa mente si trattava di un oggetto non identificato, quello che l’altra sera ha attraversa to i cieli baresi, ma a più di 24 ore dall’accaduto gli esper ti dei centri di avvistamento pugliesi, assicurano che, al novanta per cento delle possibilità, si trattava di una piog gia di piccoli meteroiti che al contatto con l’atmosfera si sono disintegrate.
Resta un dieci per cento di ipotesi che la scia spazio un po’ alla fanta sia dei testimoni oculari e al la loro convinzione di aver visto un Ufo e alla probabilità che si trattasse di uno dei tan ti rottami dello spazio in orbita intorno alla terra. Nulla comunque viene escluso cate­goricamente dagli esperti, considerando che se di un disco volante si fosse trattato, il segreto per evitare allarmismi incontrollati sarebbe ov viamente scontato.
Erano circa le 20 e 30 di venerdì sera quando i baresi (soprattutto quelli che stavano passeggiando sul lungo mare all’altezza del molo di Sant’Antonio e in piazza Del Ferrarese nel borgo antico) hanno visto due oggetti a forma di goccia di colore rossastro, uno dietro l’altro, che la sciavano in coda una scia verdastra. Un avvistamento du­rato solo qualche secondo, ma che è bastato a far scatenare la curiosità dei cittadini. E i centralini dei carabinieri, questura e vigili del fuoco sono stati presi letteralmente d’assalto: telefonate e domande raffica a militari, poliziotti e pompieri che non sapevano come soddisfare le loro cu­riosità.
Sono stati fatti salvi solo i vigili urbani che invece non hanno ricevuto neppure una chiamata. Ma tanto è bastato per allertare la prefettura e di conseguenza le forze armate che hanno fatto alzare in volo gli elicotteri per perlustrare la zona.
Dai radar dell’Aeronautica militare del la base di Gioia del Colle e della Marina Militare della stazione aeromobili di Grottaglie pare non siano emerse particolari anomalie agli aerei in volo sui cieli pugliesi. Gli oggetti luminosi non identificati sono stati avvistati anche sui cieli di Conversano, Mola di Bari e Cisternino. La scia è apparsa nitidamente anche su Taranto e Brindisi. Oltre che sui cieli della Basilicata.
Ma l’allarme, l’altra sera era partito dalle isole Eolie, in Sicilia, dove a quanto pare gli oggetti luminosi sono stati avvistati per la prima volta: poi è stata la volta della Calabria (anche qui i cittadini hanno tempestato di chiamate i numeri di emergenza) e infine della Puglia.
Il luogo della caduta dei presunti meteoriti al momento non è stato rintracciato (qual che testimone giurava di averle viste cadere nel territorio di Conversano) e ad ogni modo non avrebbe provoca to danni. La prefettura di Bari, che ha raccolto le informazioni dalla torre di controllo del l’aeroporto di Bari e dal centro di controllo satellitare del­l’Aeronautica, ha concluso che a suscitare tanta curiosità sarebbe stato dunque una pioggia di meteoriti che, una volta in atmosfera, si sono di sintegrate in tante piccole parti lasciandosi alle spalle una luce colorata e ben visibile anche da lontano.
A proposito di ufo e avvi stamenti strani, qualche giorno fa a Montemesola, nel tarantino sono improvvisa mente apparsi dei cerchi nei campi di grano. Un fatto documentato dall’equipaggio di un elicottero che ha scattato significative fotografie.

Angela Balenzano
Corriere del Mezzogiorno 15 giugno 2009

lunedì, 15 giugno 2009

Quando i cieli pugliesi erano pieni di Ufo

La pioggia di meteoriti registrata venerdì sera riaccende le luci sul fenomeno Ufo. Il racconto d'autore. Da San Pietro Vernotico a Ceglie Messapica avvistamenti veri e presunti degli oggetti volanti sin dal 1910
Mario Desiati
La Repubblica Bari 14 giugno 2009

Altro che Roswell, verrebbe da dire a leggere i giornali locali pugliesi all´inizio degli anni Sessanta. Erano gli anni dei palloni sonda che volavano in cielo per misurare le condizioni meteorologiche, ma anche gli anni in cui, a detta di tanti avvistatori, i cieli erano pieni di Ufo.
A San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi, la notte del 14 gennaio 1963 avvenne addirittura un incontro ravvicinato. Un allevatore si ritrovò la masseria letteralmente in fibrillazione. Cavalli imbizzarriti, cani rabbiosi, gatti che davano segni di nervosismo. Dopo un primo controllo nelle stalle, l´uomo non notò nulla di particolare finché non sentì tremare la terra. E a trenta metri dal luogo dove stava, poté vedere nitidamente una cupola di materiale misterioso alta due metri e larga sei-sette dalla quale proveniva un fascio luminoso. Nel raggio osservò delle sagome alle quali non seppe attribuire alcuna descrizione. Sentì il proprio corpo pietrificarsi, non era il terrore, ma proprio una forza oscura che bloccò i muscoli e le gambe. Per giorni sui giornali non si parlò d´altro e San Pietro Vernotico diventò la piccola Roswell d´Italia. Cos´erano quelle sagome? Chi era Antonio, l´allevatore che le aveva viste, un visionario o un pioniere?
Domande ovviamente rimaste inevase.
Una notte di marzo agli inizi degli Anni '50 un contadino di Ceglie Messapica addirittura vide un´astronave posarsi nella sua aia, un oggetto formato come da due ombrelli si muoveva da nord a sud e riempiva il cielo di luce.
Nella notte del 29 marzo 1952, i vetturini che si erano trovati a passare nella strada che costeggiava la casa colonica dove viveva il contadino che aveva avvistato l´Ufo, erano stati colpiti da febbri ed emicranie.
Avvistamenti ufologici e incontri ravvicinati in Puglia si documentano dal 1910. Ben duecento da allora sino a oggi. Da pochi giorni è tornata nel tacco d´Italia la caccia all´oggetto non identificato. I dischi volanti che sembravano avere occupato il posto solo nelle note "bizzarre" di qualche redazionale hanno riacquistato spazio addirittura nelle prime pagine dei giornali.
Nella scorsa estate, poco prima della notte di San Lorenzo, nei pressi di Polignano c´erano stati avvistamenti di "palle opalescenti" nel cielo notturno. Non solo. Strani cerchi sono comparsi nei campi di grano a Monteiasi, vicino a Taranto, forme che ricordano gli omologhi "signs" sudamericani e relative congetture su astronavi aliene e traccianti marziani. I pittogrammi nel grano hanno scatenato esoterici e ufologi, il rito di una civiltà sepolta o le orme di astronavi aliene, oppure scherzi (accuratissimi) di buontemponi locali. Ognuna di queste teorie ha sostenitori e detrattori nel più classico del guelfismo italiano.
Dopo i cerchi del grano è stata la volta dei globi luminosi che hanno incendiato il cielo tra Bari e la costiera salentina intorno alle 20,30 di venerdì. Decine gli avvistamenti, addirittura uno di questi globi luminosi pare sia stato visto nitidamente compiere una parabola verso il basso nei pressi di Conversano. La risposta di alcuni studiosi è che nella serata di venerdì si sia verificata una pioggia di meteoriti che ha interessato tutto il Mezzogiorno.
Spulciando la storia degli avvistamenti in Puglia escono decine di vicende e alcune hanno interessanti punti in comune. La maggior parte degli avvistamenti sono in terra di Daunia e nel Brindisino soprattutto nel tratto della superstrada tra Torre Santa Sabina e il capoluogo. Qui, una volta, addirittura ci fu un inseguimento all´inizio degli Anni '70 che vide come protagonisti due fratelli che tornavano da Bari. Uno di loro osservò con curiosità che sull´orizzonte dell´Adriatico si muoveva un dirigibile. Forse un po´ troppo veloce. Talmente veloce che invertì la rotta e iniziò a correre alle loro calcagna.
Sempre a proposito di inseguimenti uno che ha divertenti conseguenze fu quello che riguardò tre fratelli altamurani nel 1973. Si ritrovarono inseguiti da un sigaro luminoso sulla statale 378: lo strano oggetto con il fiato sul collo dei tre fratelli era a circa quindici metri dal suolo e tra una curva e una collina si perse nell´atmosfera. I tre andarono subito dalla polizia a raccontare tutto, ma furono fermati e fatti visitare da un medico.
Infine merita un cenno la storia di Mimino. Alla fine degli Anni ' 80 a Voronez, in Unione Sovietica, decine di persone sostennero di aver incontrato gli alieni: erano con la testa piccola alti quasi quattro metri. Domenico, detto Mimino, lasciò Ginosa, in provincia di Taranto, per un viaggio a Voronez. Era alto, la testa piccola ed era chiamato "chep de spill" (testa di spillo), sosteneva di poter essere anche lui un alieno. Dal
1989 nessuno più lo ha visto a Ginosa.

Visto su Amalfi 15 minuti dopo
Di Comite, Centro ufologico di Taranto: «È un fenomeno tutt’altro che raro»

ANGELO LORETO Gazzetta del Mezzogiorno ed.Brindisi 14/06/2009

Il mistero ha forse una soluzione. Potrebbe essersi trattato di un bolide l’avvistamento nei cieli di Puglia, Basilicata e Calabria che centinaia di persone hanno segnalato la sera di venerdì attorno alle 20.15. La spiegazione la fornisce il Centro ufologico di Taranto, l’associazione indipendente collegata alla rete network del Centro ufologico nazionale che studia questi fenomeni cercando di darne una spiegazione razionale.
In gergo è chiamato bolide una grossa meteora di luminosità non comune, maggiore del normale. Un grosso ammasso di roccia proveniente dallo spazio che, al contatto con l’atmosfera, si incendia sprigionando quegli stessi colori, azzurrognolo e verde, che i testimoni oculari del fenomeno di venerdì hanno detto di aver visto. Il bolide - che non è un vero e proprio termine scientifico, in quanto gli astronomi non catalogano e non suddividono le meteore in base alla luminosità - è un fenomeno tutt'altro che raro. Può durare fino ad oltre 10 secondi, ma è noto un episodio, verificatosi nel 1972 negli Stati Uniti, in cui un bolide è durato un minuto e 41 secondi.
«Stando alle testimonianze riportate - spiega Antonio De Comite, coordinatore del Cut - il corpo celeste dovrebbe essere stato lungo circa 15-20 metri. E’ una stima approssimativa in quanto non ci sono dati più precisi. Tra l’altro non si può dire se e dove sia precipitato, perché risulta che un quarto d’ora dopo gli avvistamenti qui da noi, lo stesso fenomeno sarebbe stato visto ad Amalfi». E’ questa l’ipotesi numero uno attualmente sul tavolo per spiegare il fenomeno.
«Lo vedo però come un bolide anomalo. E dato che ancora non c'è una spiegazione ufficiale, come hanno spiegato gli stessi carabinieri - prosegue De Comite -, siamo ancora nel campo degli Ufo, degli Unidentified flying object (Oggetti volanti non identificati - ndr)».
Grazie al cinema e alla fantascienza, la sigla Ufo è diventata nell’immaginario collettivo sinonimo di disco volante. Ma è Ufo, cioè oggetto non identificato, qualsiasi fenomeno che accade nei cieli e che non ha una spiegazione razionale. Ed è a questo punto che gli appassionati di tali fenomeni si dividono in semplici sensazionalisti e in studiosi che cercano una spiegazione confrontando il fenomeno con tutte le possibili causa naturali. A questo secondo gruppo appartengono gli appassionati del
Centro ufologico di Taranto. La dimostrazione della loro serietà è nel seguito che ha il loro blog su internet: circa 50mila contatti al mese che dimostrano anche quale sia, in tutta Italia ma anche a Taranto e provincia, l’interesse per i fenomeni inspiegabili, purché siano trattati con serietà e con occhio critico (come nel caso del cerchio nel grano di Monteiasi di cui riferiamo a parte).
«Cerchiamo di discernere il vero dal falso - spiega De Comite - e cerchiamo di farlo con serietà e col lavoro certosino di tutti noi, me, il presidente Vincenzo Puletto, Franco Pavone e i collaboratori Antonello Vozza e Carmine Martino». Se la teoria del bolide verrà confermata, il Centro ufologico di Taranto sarà stato il primo ad avanzarla. Ma per avere una ulteriore conferma l’ideale sarebbe poter analizzare una foto del fenomeno. Se qualcuno, in quei momenti emozionanti in cui la palla di fuoco è stata vista dalla Puglia alla Calabria, fosse riuscito a scattarla, potrebbe venire fuori presto e svelare definitivamente il mistero.

«Era un corpo celeste»
Ma per l’Aeronautica resta «un oggetto non identificato»

MARISTELLA MASSARI

Il corpo celeste che l’altra sera ha sfiorato le teste dei tarantini era un «ufo». A confermarlo è stata la stessa Aeronautica militare che, dal 1978, in seguito all’ondata di avvistamenti di oggetti volanti non identificati (ovni), l’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti designò quale organismo istituzionale deputato a raccogliere, verificare e monitorizzare le segnalazioni inerenti gli «ovni».
Ma c’è una precisazione importante da fare. Il bolide che ha attraversato i cieli del sud Italia prima di sbriciolarsi a contatto con l’atmosfera terrestre e precipitare nel Golfo di Taranto, come hanno spiegato al Reparto generale sicurezza dello Stato maggiore della forza armata, è un «ufo» nel senso letterale dell’acronimo. Ovvero, siamo di fronte ad un oggetto volante non identificato. Non necessariamente dobbiamo pensare che a sorvolare il mar Jonio siano stati omini verdi con le antenne, ma, piuttosto, ed è la spiegazione più plausibile, ci è sfrecciato sulla testa un frammento di meteorite più consistente delle solite «lacrime» di San Lorenzo a cui siamo più abituati.
Nonostante tutto, l’Aeronautica, come ha spiegato il capo del Reparto generale sicurezza, il generale di brigata Roberto Di Giorgio, ricevuta la segnalazione, ha attivato le procedure previste per situazioni come queste. Saranno avviate verifiche incrociando i dati raccolti dal centro operativo delle forze aeree (l’organismo militare che monitora costantemente i nostri cieli) con quelli dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile.
Secondo una prima stima degli esperti, una valutazione attendibile sul corpo celeste non arriverà prima di una settimana. «Chiunque desideri segnalare un evento correlabile ad un “ovni”, come chiamiamo noi gli oggetti volanti non identificati, - ha spiegato Di Giorgio -, può farlo utilizzando la modulistica scaricabile sul sito
www.aeronautica.difesa.it e, dopo averla compilata, dovrà consegnarla alla più vicina stazione dei carabinieri. Questa procedura ci consente di avviare un’indagine tecnica per identificare l’esistenza di una correlazione con eventi umani e/o fenomeni naturali. La nostra attività ha soprattutto lo scopo di garantire la sicurezza del volo e nazionale».
Una volta terminati gli accertamenti, così come avverrà anche per il “bolide” dell’altra sera, gli episodi vengono pubblicati alla voce «avvistamenti» sullo stesso sito dell’Aeronautica e, se non è stato possibile individuare una giustificazione tecnica o naturale, la forza armata classifica l’episodio come avvistamento di “oggetto volante non identificato” .
I nostri “cacciatori di ufo” con le stellette non si aspettavano così tanta partecipazione da parte della popolazione. In trent’anni di vita del Reparto non c’era mai stato un numero così alto di segnalazioni provenienti da tre regioni diverse.
Cosa sia accaduto venerdì sera, qualche minuto prima delle 20.30, nel Golfo di Taranto, resta ancora un mistero tutto da svelare. La grossa palla di fuoco è stata avvistata dal Salento al Metapontino, con segnalazioni che giungono addirittura dalla Calabria e dalla Campania. Il corpo celeste, avvolto sulle prime da una luce azzurrognola e lattiginosa, giunto a contatto con l’atmosfera è diventato incandescente, ammantandosi di un rosso intenso qualche istante prima di frantumarsi in tre grossi frammenti e di precipitare al suolo con una lunga coda di scintille.
L’oggetto luminoso, non meglio identificato, è stato visto cadere da migliaia di tarantini. Nel giro di pochi minuti, i centralini di carabinieri, polizia, vigili del fuoco e prefettura, ma anche quelli delle redazioni di giornali e tv, sono stati presi d’assalto.
In tutte le telefonate si segnalava la presenza di un corpo celeste sospeso a mezz’aria per una manciata di secondi e, subito dopo, in caduta libera verso il suolo. I primi ad intervenire sono stati i carabinieri della stazione di Marina di Ginosa. Qui, un testimone oculare, avrebbe indicato anche il luogo in cui l’oggetto celeste si sarebbe schiantato al suolo. Le ricerche sono state avviate immediatamente, ma, non hanno dato esito positivo. L’oggetto non identificato potrebbe essere un grosso meteorite che, al contatto con l’atmosfera si è frantumato, oppure uno dei tanti rottami dello spazio in orbita intorno alla Terra.

domenica, 14 giugno 2009

Ufo visto cadere nei cieli baresi

12/06/2009, ore 22:01 - Numerose segnalazioni di un 'oggetto luminoso'
Julie News

Un Ufo è stato visto cadere questa sera non lontano dal comune di Conversano, a una quarantina di chilometri da Bari. I cittadini che lo hanno visto lo hanno descritto come un oggetto luminoso, caduto dal cielo: nessuna astronave ovviamente, ma tecnicamente un ufo, ovvero un oggetto volante non (ancora) identificato. Numerose segnalazioni sono arrivate al 112 ed alla centrale operativa dei vigili del fuoco
Anche la prefettura di Bari ha confermato che ci sono state delle segnalazioni. Dalle prime verifiche sui radar dell’Aeronautica, pare però che non sia comparsa alcuna anomalia né ci fossero dei velivoli in volo sulla zona. “Non ci sono elementi per poter classificare questo oggetto, - ha detto il colonnello Antonio Bacile, comandante provinciale dei carabinieri, - ora stiamo facendo verifiche incrociando i dati in possesso con quelli di altri enti. Stiamo soprattutto cercando di classificare questo oggetto”. Fuochi artificiali, un piccolo aereo in avaria, o Et aveva finito la benzina?

Misterioso bagliore nei cieli di Puglia Forse un meteorite
TARANTO - Un misterioso bagliore si è verificato questa sera nei cieli di Taranto: ne sono stati testimoni centinaia di cittadini che passeggiavano sul lungomare del capoluogo jonico. Al bagliore è seguita la caduta di alcuni frammenti, precipitati in un raggio di decine di chilometri. Decine di telefonate hanno segnalato l'episodio ai centralini di vigili del fuoco e carabinieri e nella redazione della
Gazzetta del Mezzogiorno.
L'aeronautica militare ha escluso la possibilità di un incidente aereo. Resta al momento l'ipotesi di un meteorite, o di un satellite rientrato sul terra ed esploso al contatto con l'atmosfera.

SEGNALAZIONE ANCHE NEL BARESE
Un oggetto luminoso non meglio identificato sarebbe stato visto cadere da alcuni cittadini non lontano dal comune di Conversano, a una quarantina di chilometri da Bari.
La segnalazione è stata fatta verso le 20.30 con diverse telefonate al 112 e alla centrale operativa dei vigili del fuoco: chi chiamava faceva riferimento a un «oggetto luminoso» caduto dal cielo.
Anche la prefettura di Bari conferma che ci sono state queste segnalazioni. Da prime verifiche sui radar dell’Aeronautica militare pare tuttavia che non sia comparsa alcuna anomalia o presenza di velivoli in volo.
«Non ci elementi per poter classificare questo oggetto», ha detto in proposito il colonnello Antonio Bacile, comandante provinciale dei carabinieri confermando di aver saputo di questo avvistamento a Conversano.
«Ora – ha aggiunto – stiamo facendo verifiche incrociando i dati in possesso con quelli di altri enti. Stiamo soprattutto cercando di classificare questo oggetto».

LA PREFETTURA DI BARI
Secondo quanto si è appreso dalla prefettura di Bari, le segnalazioni alle sale operative dei vigili del fuoco, della polizia e dei carabinieri sono state numerose. Oggetti luminosi sono stati avvistati nei cieli di Conversano, di Mola di Bari e anche di Bari. Una testimone ha parlato di due sfere viste cadere alla periferia di Bari, «una dietro all'altra, circondate da una specie di aureola verdastra». Non risulta al momento che la caduta di questi oggetti abbia provocato danni a persone o a cose. La prefettura, che ha raccolto informazioni dalla torre di controllo dell'aeroporto di Bari e dal Centro di controllo satellitare dell'aeronautica, non esclude che possa essersi trattato di uno sciame di meteoriti. Della cosa è stato informato il dipartimento della Protezione civile.

AVVISTAMENTO ANCHE A CISTERNINO
Lo strano avvistamento è avvenuto anche nel cielo di Cisternino. "Era una palla grande, luminosa, il colore era tra l'azzurro e il verde e lasciava una scia gialla". A parlare sono Sandra Bonilla e Anna Agrusta che erano in sosta in via Roma all'altezza del civico 12 . "Si muoveva in senso orizzontale e tutto è avvenuto molto velocemente, all'incirca nell'arco di cinque, sei secondi, ed erano le 20 e 15". Avvistamenti simili si erano verificati anni addietro.
Cinque anni fa una maestra aveva visto una "palla" luminosa molto simile a quella di venerdì e, all'epoca si parlò di extraterrestre. Altri avvistamenti erano avvenuti ma spesso si è reticenti nel rilasciare dichiarazioni agli organi di stampa perché si diventa in poco tempo oggetto di beffa. Immediatamente dopo l'avvistamento, sulla stessa rotta della sfera luminosa, è passato un aereo e l'altitudine era la stessa.
Quando la voce è iniziata a diffondersi nel paese altri hanno affermato di avere visto il curioso oggetto volante. Sicuramente nei prossimi giorni si saprà se si è trattato di un meteorite o altro frammento celeste in caduta.

(Mi. F.) La Gazzetta del Mezzogiorno 12 GIUGNO 2009

Misterioso bagliore nei cieli di Puglia Forse un meteorite
Un misterioso bagliore si è verificato ieri sera nei cieli di Taranto: ne sono stati testimoni centinaia di cittadini che passeggiavano sul lungomare del capoluogo jonico. Altre segnalazioni anche nel Barese, a Cisternino, in gran parte del Salento mentre lettori della Gazzetta segnalano gli stessi avvistamenti da Foggia alla Basilicata e persino in Calabria. Al momento non se ne conosce l'origine. Non si esclude che possa essersi trattato di uno sciame di meteoriti.
Maristella Massari

Cosa è successo ieri sera, qualche minuto prima delle 20.30, nel cielo della Puglia? Se lo chiedono migliaia di tarantini, baresi, brindisini, ma anche materani e addirittura calabresi che hanno assistito stupefatti ad un insolito spettacolo. Una grossa palla di fuoco è stata avvistata dal Salento al metapontino, con segnalazioni che giungono addirittura dalla Calabria. Il misterioso corpo celeste, avvolto sulle prime da una luce azzurrognola, giunto a contatto con l'atmosfera è diventato incandescente, ammantandosi di un rosso intenso qualche istante prima di frantumarsi in tre grossi frammenti e di precipitare al suolo.
L'oggetto luminoso, non meglio identificato, è stato visto cadere da migliaia di persone. Nel giro di pochi minuti, i centralini di carabinieri, polizia, vigili del fuoco e prefetture sono stati presi d'assalto. In tutte le telefonate si segnalava la presenza di un corpo celeste sospeso a mezz'aria per una manciata di secondi e, subito dopo, in picchiata libero verso il suolo. I primi ad intervenire sono stati i carabinieri della stazione di Marina di Ginosa. Qui, un testimone oculare, avrebbe indicato anche il luogo in cui l'oggetto celeste si sarebbe schiantato al suolo. Le ricerche sono state avviate immediatamente, ma, a causa del buio e della zona vasta da battere, sono state sospese intorno alla mezzanotte. Riprenderanno questa mattina all'alba.
Le forze armate hanno fatto alzare in volo gli elicotteri per perlustrare la zona dall'alto. Dalle prime verifiche sui radar dell'Aeronautica militare della base di Gioia del Colle e della Marina militare della stazione aeromobili di Grottaglie pare tuttavia che non sia comparsa alcuna anomalia agli aerei in volo sui cieli della Puglia.
Al momento sono due le ipotesi prese in considerazione. L'oggetto non identificato potrebbe essere un grosso meteorite che, al contatto con l'atmosfera si è frantumato, oppure uno dei tanti rottami dello spazio in orbita intorno alla Terra. Alle autorità militari non sarebbero giunte però notizie di satelliti fuori controllo.
L'oggetto luminoso è stato avvistato nei cieli di Conversano, di Mola di Bari, di Bari, di Cisternino dove due testimoni oculari hanno descritto con precisione l'avvistamento. Il corpo celeste è apparso particolarmente nitido sul cielo di Taranto. Centinaia di persone hanno affermato di averlo visto da diverse parti della città.
Non risulta al momento che la caduta di questi oggetti abbia provocato danni a persone o a cose. La prefettura del capoluogo di regione, che ha raccolto informazioni dalla torre di controllo dell'aeroporto di Bari e dal Centro di controllo satellitare dell'Aeronautica, non esclude che possa essersi trattato di uno sciame di meteoriti.
Solo qualche giorno fa a Montemesola, in provincia di Taranto, erano improvvisamente comparsi dei misteriosi cerchi nel grano. A documentare il fenomeno era stato l'equipaggio di un elicottero militare che ha scattato alcune eloquenti fotografie.

La Gazzetta del Mezzogiorno.it 13 giugno 2009

sabato, 09 maggio 2009

'I PADRONI DEL MONDO' - VERSIONE INTEGRALE

I PADRONI DEL MONDO - VERSIONE INTEGRALE

Massimo Mazzucco Luogocomune.net 8/5/2009

(Se il filmato "zoppica", mettetelo in pausa per 30 secondi, e poi riprendete la visione). Su Arcoiris.TV si può scaricare la versione in mpg.

”I padroni del mondo” non è un classico film sugli UFO, ma un film che cerca di comprendere il motivo per cui tutte le informazioni mai raccolte fino ad oggi sugli UFO ci vengano tenute nascoste dai militari del Pentagono.
E’ forse trovando questa risposta che si può trovare anche quella sull’esistenza o meno di esseri provenienti da altri pianeti, e sulle loro eventuali intenzioni.
Il film presenta tutti i più classici casi della storia, da Roswell fino ai recenti avvistamenti di massa di Stephenville, che vengono analizzati nell’ottica di una ingerenza militare intesa a nascondere sistematicamente le informazioni relative a ciascun caso.
Si scopre così una modalità di comportamento precisa e costante, da parte dei militari, che suggerisce una altrettanto precisa agenda nascosta, tutt’altro che tranquillizzante.
Come gli esperti del settore sanno, è dal 1969 – con la pubblicazione del Progetto Blue-Book – che “ufficialmente” il problema degli UFO, per il governo americano, ha cessato di esistere. A questo punto però va precisato che la segretezza non viene mantenuta, genericamente, “dal governo” a discapito dei suoi cittadini, ma prima di tutto dai militari del Pentagono a discapito degli stessi governanti.
Quando un presidente come Jimmy Carter chiede al direttore della CIA – che in quel periodo era George H. Bush – di fargli avere tutti i dossier relativi agli UFO, e questi semplicemente si rifiuta di darglieli, senza offrire alcuna spiegazione, si comincia ad avere un’idea del tipo di problema che si possa celare dietro a questa segretezza.
La ricostruzione storica aiuta anche a comprendere meglio l’origine di certi atteggiamenti molto diffusi nella nosta società, come ad esempio quello della derisione, che scatta regolarmente di fronte a chi sostenga di “aver visto un disco volante”. Purtroppo – scopriamo – non siamo nemmeno padroni delle nostre emozioni, nè tantomeno del giudizio che esse ci portano ad esprimere, attraverso “scivoli mentali” preconfezionati per noi da oltre 50 anni.
Più un individuo si autocompiace nel deridere chi crede agli extraterrestri, più in realtà è vittima di uno schema predisposto per evitare che lui stesso si renda conto della realtà che lo circonda.
Veniamo usati, come al solito, come cani da guardia contro noi stessi, e mai come nel caso degli UFO si rivela appropriato il proverbio che dice “solo i piccoli segreti sono difficili da mantenere: per quelli grandi basterà sempre l’incredulità della gente”.
Le pratiche di manipolazione mentale messe in atto dai media nel secolo scorso si rivelano semplicemente poderose, e l’asfissiante applicazione di certi criteri, imposti dall’alto con rigore sistematico, pone delle domande più grandi quasi di quelle sugli UFO stessi.
Perchè questa segretezza assoluta, ossessiva e irrinunciabile? Perchè cercare di condizionare una intera umanità, attraverso i media, a pensarla in un certo modo sugli UFO?
Le diverse teorie emerse nel corso del tempo vanno dalla cosiddetta “ipotesi terrestre” – nella quale tutti i mezzi volanti mai avvistati sarebbero dei progetti militari segreti, di origine terrestre – alla più fantascientifica “alleanza con gli alieni”, che secondo alcuni il presidente Eisenhower avrebbe stretto con i leader di altre civiltà, per evitare un’invasione da parte loro.
In mezzo a tutto questo ci sta l’Unione Sovietica, con una storia “ufologico-militare” troppo simile a quella americana per non possedere un denominatore comune: stesso tipo di incidenti, stesse reazioni dei piloti, stessi comportamenti dei militari, al punto da portare le due nazioni avversarie a stringere un patto segreto “contro terzi”.
La storia degli UFO negli ultimi 60 anni costituisce un corpus di informazioni, di tipo storico-sociale, tanto denso da riassumere quanto difficile da analizzare, almeno a prima vista.
La verità è probabilmente un composto di realtà e di fiction, dove la seconda insegue la prima almeno quanto la prima determini la seconda. Se si condisce il tutto con interessi economici praticamente incommensurabili, si può comprendere come il meccanismo dei ricatti incrociati, degli spauracchi artificiali, delle bugie intenzionali, dei segreti impronunciabili, della disinformazione sistematica e del terrore vero e proprio, crei per il normale cittadino una cortina fumogena apparentemente impenetrabile.
Se però si analizzano con calma alcuni dati di fatto, certi e comprovati, è possibile costruire un ragionamento che porti ad escludere con relativa certezza alcune ipotesi a favore di altre.
Ma gli scenari che rimangono, in ogni caso, sono per il normale cittadino tutt’altro che tranquillizzanti.

Per ordinare il DVD

domenica, 03 maggio 2009

UFO: brasile annuncia libertà d’ informazione sui fascicoli segreti

La CBU è aggiunta alle grandi organizzazioni che lottano per la stessa causa, attraverso il Forum mondiale di ufologia per il diritto d’informazione pubblica, composto nel 1997 principalmente da A. J. Gevaerd, Claudeir Covo, Rafael Cury, Reginaldo de Athayde e Marco Antonio Petit e l’ufologo Fernando de Aragao Ramalho.
Dopo quasi un anno, la richiesta di informazioni da parte della Commissione brasiliana di Ufologia (CBU) ha una risposta parziale. La commissione ha chiesto l’accesso a documenti detenuti dalle forze armate e dalle altre agenzie del governo federale per la ricerca di presunti UFO. Gli Ufologi hanno chiesto al governo l’accesso illimitato ai files segreti di “Operazione Prato”, “Noite Oficial dos UFOs no Brasil” e “Caso Varginha”.
Nei primi mesi del 2009, la CBU ha ricevuto il rapporto ufficiale di 86 pagine classificate come riservate, e prodotto da National Intelligence Service (SNI). Molti altri documenti richiesti dalla Ufology rimangono riservati.
Noite Oficial dos UFOs no Brasil” è un avvenimento accaduto nel maggio 1986, quando i militari dell’Aeronautica brasiliana (FAB) hanno seguito più di 20 UFO. L’evento sarebbe accaduto nella Paraíba Valley, nei pressi della città di San José dos Campos (SP).
Il “Caso Varginha” è anche in attesa di risposte da parte delle autorità e la richiesta della CBU è stata effettuata alla Casa della Presidenza della Repubblica il 26 dicembre 2007 .
Il 31 ottobre 2008, la Ufology ha ricevuto la prima di 213 pagine di documenti confidenziali della Aeronautica Brasiliana, prodotti tra il 1952 al 1969.
Nel dicembre dello scorso anno è stata diffusa la relazione sull’ “Operazione Prato”. che ha fatto seguito alle visione di misteriose luci riportate nei giornali locali di Pará e Maranhão nel 1977; anche SNI, i servizi segreti della defunta dittatura militare hanno parteciparono a parte delle indagini, disposte dall’Aeronautica tra il 1977 e il 1978.
Secondo le segnalazioni raccolte dal comitato, il governo dovrebbe anche indagare sul “Caso Varginha”. Tuttavia, Ufology non ha ricevuto i file richiesti in merito al caso. La presenza ExtraTerrestre riguardava due sorelle avvenuto nel 1996 nella città di Varginha nel Minas Gerais. L’esercito non ha negato o confermato la partecipazione dei militari all’indagine sull’episodio.
Fernando de Aragao Ramalho, membro della CBU, ritiene che vi siano più informazioni a riguardo e ha richiesto nuove petizioni per l’accesso alle informazioni ai primi di gennaio.
Se necessario, l’ufologo richiedera’, per ottenere il rilascio e visione degli archivi, un mandato per garantire la sicurezza. Nonostante il diritto costituzionale di accesso alle informazioni pubbliche, il Brasile non ha ancora leggi complete per facilitare e regolamentare l’accesso dei cittadini ai documenti dello Stato.
Due anni fa, quasi 70 paesi ebbero una legislazione specifica sul diritto di accesso.
Il direttore esecutivo della Organizzazione non governativa di trasparenza in Brasile, Claudio Weber Abramo, osservando il Decreto n. 5301 del dicembre 2004, che stabilisce la durata massima del periodo di 30 anni ai documenti riservati, fa istituire una Commissione di indagine e l’analisi di informazioni sensibili (CAAIS).
L’organizzazione ha l’obiettivo di stabilire i casi in cui la riservatezza di file è essenziale per la sicurezza della società e dello Stato. Il comitato può anche rivedere la classificazione dei documenti, dopo la dimostrazione di un interesse effettivo ad avere un accesso alle informazioni in esso contenute. Tutto questo perche’ l’accesso a documenti statali da parte del cittadino comune è molto difficile.
Cosi’ ora v’è un sito del comitato in base alla relazione della ONG per mantenere l’indipendenza e autonomia. Pertanto il Palacio do Planalto preparerà un progetto di legge in materia di accesso alle informazioni.

Liberespressioni

mercoledì, 22 aprile 2009

I misteri dell'Ufo caduto a Roswell L'ex astronauta Ed Mitchell accusa e chiede trasparenza a Obama

USA: EX ASTRONAUTA ACCUSA GOVERNO, ''NASCONDE LA VERITA' SUGLI UFO''
(ASCA) - Roma, 21 apr - Gli extraterrestri esistono, ma Stati Uniti e governi di altri paesi tengono nascosta la verita'. Parola dell'ex astronauta americano Edgar Mitchell, che partecipo' alla missione lunare Apollo 14 del 1971, che ne ha parlato alla quinta edizione della X-Conference, un meeting organizzato dagli appassionati di Ufo e da ricercatori che studiano la possibilita' di esistenza di forme di vita aliene. ''Non siamo soli nell'universo'', ha detto Mitchell, secondo quanto riporta un servizio della Cnn.
''Il nostro destino, secondo la mia opinione, e' quello di diventare parte di una comunita' planetaria. Dovremmo prepararci ad andare oltre il nostro pianeta e oltre il nostri sistema solare per scoprire cosa c'e' davvero la' fuori''. Mitchell e' cresciuto a Roswell, nel New Mexico, luogo dove secondo la leggenda si sarebbe schiantato un Ufo nel 1947. I residenti della zona, secondo quanto ha raccontato oggi l'ex astronauta, furono costretti al silenzio ''dalle autorita' militari'' che li minacciarono di ''gravi conseguenze'' se avessero parlato. Ma i cittadini, ha aggiunto Mitchell, non volevano portarsi il segreto nella tomba. ''Volevano dirlo a qualcuno di affidabile e lo hanno detto a me, che ero uno della zona ed ero stato sulla luna''.
Dieci anni fa, ha rivelato ancora Mitchell, l'ex astronauta fu ricevuto al Pentagono per discutere della vicenda ed un ammiraglio gli confermo' la storia, promettendogli che la verita' sarebbe stata presto rivelata all'opinione pubblica. Lo stesso ufficiale, ha detto ancora Mitchell, adesso invece nega. ''Consiglio a coloro che hanno dei dubbi di leggere libri e tutto quello che si e' scritto per cercare di capire cosa e' veramente successo. Perche' non c'e' dubbio che noi siamo stati visitati dagli extraterrestri''.
Un portavoce della Nasa, Michael Cabbage, ha seccamente smentito ogni copertura. ''La Nasa non cerca gli Ufo, la Nasa non e' coinvolta in nessuna copertura a proposito della vita aliena su questo pianeta, ne' altrove, in nessun periodo storico''.
La storia di Roswell risale al 3 luglio del 1947, quando il proprietario di un ranch trovo' sui suoi terreni dei resti metallici. L'aeronatica militare statunitense parlo' prima di un incidente che aveva coinvolto un ''disco volate'' e poi modifico' la sua versione riferendo che il misterioso oggetto caduto a Roswell era un pallone sonda che svolgeva rilevamenti sulla situazione meteorologica. Dopo questo episodio, le autorita' americane cominciarono a smentire duramente ogni notizia di avvistamento di Ufo, atteggiamento che gli ufologi ritengono dettato dalla necessita' di nascondere la verita'.

Edgar Mitchell, sesto uomo a sbarcare sulla Luna, si appella al governo e alla Nasa: “Rendete pubbliche le prove dell'esistenza degli alieni
E.L.

Edgar Mitchell aveva 17 anni nel 1947, quando Roswell, la cittadina del New Mexico in cui era nato, divenne testimone di un fatto che ne avrebbe cambiato la vita per sempre: il presunto schianto di un Ufo, mai effettivemante confermato ma entrato nella leggenda.
Forse proprio quell’evento ispirò a Mitchell il desiderio di arrivare là da dove si pensava che gli alieni fossero scesi: lo spazio.
Oggi l’astronauta Mitchell, a oltre sessant’anni dallo “schianto” di Roswell e a 38 anni dalla sua passeggiata sulla Luna - era imbarcato sull’Apollo 14 - , è più convinto che mai della sua intuizione di tanto tempo fa: non siamo soli nell’universo. E, aggiunge Edgar, è venuto il tempo che le prove dell’esistenza degli extraterrestri vengano finalmente mostrate al mondo. “Il nostro destino, secondo me, è diventare parte di una comunità planetaria e dovremmo cominciare ad occuparci di questa possibilità al più presto”, ha dichiarato Mitchell di fronte agli entusiasti partecipanti al National Press Club, raduno di ufologi organizzato dal Paradigm Research Club: il primo passo verso questa possibilità è convincere il governo americano e la Nasa a togliere il segreto di Stato sulle informazioni relative agli sbarchi alieni, sulla cui realtà l’anziano astronauta non ha alcun dubbio.
Mitchell stesso afferma di avere raccolto negli anni numerose testimonianze di concittadini che, invitati dal governo a non fare parola di quanto avevano visto in quella notte del 1947, prima o poi decidevano di liberarsi del peso di quel segreto e sceglievano di farlo con un astronauta, apparentemente il più adatto e ricettivo per parlare di “questioni di spazio”. Le ricerche condotte da Mitchell sugli eventi di Roswell portavano direttamente alla Nasa e al Pentagono, ma nessuno dei due ha voluto rivelare di più: l’ente spaziale americano, anzi, ribadisce di non avere il compito di occuparsi della questione, sebbene uno dei più vivaci sostenitori dell’ipotesi Ufo sia proprio un ufficiale di questi enti.
Non è la prima volta che Mitchell lancia un “allarme alieni”: già ai tempi della missione sulla Luna, aveva consultato alcuni esperti di percezioni extra-sensoriali, per prepararsi ad entrare in contatto con creature diverse.

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