SPECIALI - Welcome to the real world. Tra realtà alternative Attenzioni puntate sui segreti militari
Di Pasquale Arnaldo Serreti 01 Marzo 2009
Nel 2001 venne pubblicata negli Stati Uniti un'opera intitolata Dreamland. L'autore era il giornalista Phil Patton che prometteva di fornire al lettore un reportage dettagliato a proposito di un mistero americano che sembrava destinato a non trovare una spiegazione razionale. Il titolo del libro si serviva di uno dei tanti nomi usati dal Governo americano per definire zona situata a Ovest degli Usa e coperta da un riserbo assoluto.
Dreamland, Area 51, Groom Lake, oppure, più ingenuamente, “il parco giochi privato dei militari”. Tutte queste definizioni indicavano un territorio che si espandeva per circa 100 chilometri quadrati nel deserto del Nevada. In questa zona si trovava una delle basi militari più sofisticate al mondo e venivano condotti gli esperimenti tecnologici più innovativi di cui l'esercito degli Stati Uniti necessitasse per mantenere la propria supremazia militare sul resto del pianeta.
L'autostrada 375 attraversa lo Stato del Nevada e costeggia una cittadina chiamata Rachel. Non si tratta certamente di un luogo caratterizzato da un paesaggio suggestivo o dove sia possibile vedere opere di particolare rilevanza artistica. Domina anzi il silenzio tipico del deserto, si avverte sporadicamente il rombo causato dal motore di un jet e la presenza, un po' sinistra, di qualche avvoltoio. Eppure, ogni giorno, è qui che centinaia di turisti accorrono da ogni parte del mondo per vedere di persona la mitica casella postale piantata sul ciglio dell’autostrada e per spendere parte dei loro soldi al “Little A'Le' Inn”: il bar degli ufo. Il governatore del Nevada ha addirittura battezzato il tratto di strada vicino a Rachel con il nome di “Extraterrestrial Highway” (l'autostrada degli alieni) dopo i numerosi avvistamenti di presunte “navicelle spaziali” avvenuti nei primi anni novanta proprio vicino alla casella postale usata dalla troupe di Klass-tv per fare da “esca” agli ufo.
Il tratto dell'autostrada 375 cambia nome nel 1996. A celebrare l'evento, assieme al governatore, c'è anche la troupe cinematografica impegnata nelle riprese del film Indipendence Day, il cui set si trova a pochi chilometri di distanza da Rachel.
Oggi Area 51 è spesso citata nei discorsi che riguardano un tema che, da decenni, appassiona l'uomo: la presenza di altre forme di vita nell'universo. La verità su questo luogo misterioso sembra comunque molto più semplice e, per certi aspetti, drammatica.
Area 51 venne fondata nei primi anni cinquanta (quindi all'inizio della “guerra fredda”) con il consenso del Presidente Eisenhower. L'esercito statunitense doveva mettere a punto un aereo che potesse eludere i controlli radar e perlustrare il territorio sovietico allo scopo di ottenere informazioni preziose su armamenti e arsenali nucleari. L'aeronautica militare si avvalse, in questo progetto, della collaborazione dell'ingegnere Clarence “Kelly” Johson: uno dei pionieri dell'aviazione statunitense.
Johnson mise a completa disposizione del Governo il proprio ingegno e tutte le risorse della ditta aeronautica da lui diretta: la Lockheed, con sede in California.
Johnson e il personale di Area 51 elaborarono quindi, nel 1954, il prototipo di “aereo-spia”. Il velivolo venne battezzato con il nome di U2. Nel frattempo il Presidente Eisenhower, per mantenere il segreto sulle attività condotte all'interno dell'Area 51, firmava un decreto-legge che rendeva di fatto inesistenti i 100 km quadrati del deserto attorno a Groom Lake. Eisenhower autorizzava inoltre i mass-media, sempre più incuriositi dalle attività condotte nella base del deserto, a presentare l'U2 all'opinione pubblica come “aereo meteorologico”.
Negli anni successivi vennero elaborati altri prototipi di aerei-spia nei laboratori di Dreamland. Velivoli sofisticati come “l'A12” e il “Blackbird SR-71”. Essi volavano a velocità sempre maggiore grazie all'uso di tecnologie all'avanguardia e di materiali innovativi.
L'interesse della comunità scientifica che gravita attorno all'ufologia comincia alla fine degli anni '80. Nel 1989, in particolare, vengono trasmesse, dall'emittente televisiva Klass-tv di Las Vegas, alcune interviste di estremo interesse. Il reporter G. Knapp chiede in diretta a Bob Lazàr, ex-impiegato all'interno di area 51, di rivelargli il contenuto di alcuni documenti da lui esaminati nella base segreta. Lazàr rivela che si tratta di resoconti e fotografie riguardanti extraterrestri e affermava anche di poter stabilire con esattezza il luogo e il momento in cui le navicelle spaziali extraterrestri torneranno nei pressi di Area 51. Gli avvistamenti vengono quindi filmati, come era prevedibile, dalle telecamere di Klass-tv e in questo modo decolla, in pochi giorni, l'interesse del pubblico nei confronti della base militare nel deserto.
Area 51 diventa così, per molti anni, la meta preferita dagli ufologi di tutto il mondo. Fino al 1996 quando una ricerca condotta dalla Federations of American Scientists sembra finalmente fare luce sul mistero. L'iniziativa, battezzata “Public Eye” prevede il noleggio di un satellite privato per ottenere immagini proprie dell'area segreta. La conclusione fornita dai membri della Federations of American Scientists è inequivocabile: la base serve esclusivamente per la messa a punto di velivoli tecnologicamente avanzati. I giornalisti che si occupano del “caso Area 51” sono dello stesso parere. Bill Sweetman, in particolare, afferma:
"All’interno della base si lavora all'invisibilità dei radar. Il pezzo forte sembra essere l' “aereo spaziale”, un aereo che decolla sfruttando la sua stessa energia e che permette di raggiungere qualsiasi parte del mondo in meno di mezz'ora".
Dreamland torna poi alla ribalta, tragicamente, alla fine degli anni novanta, in seguito alla morte di due ex-impiegati della base segreta costeggiata dall'autostrada 375. L'avvocato J. Turley riesce a svelare, al termine di un lungo processo contro il Governo degli Stati Uniti, una verità sconcertante. L’indagine, fortemente voluta da ex-impiegati di Area 51 e famigliari di operai deceduti misteriosamente dopo aver prestato servizio alla base, accerta che all'interno della zona militare vennero condotti esperimenti su sostanze tossiche i cui rifiuti venivano addirittura bruciati entro i confini di Area 51 (gli impiegati, in particolare, chiamavano la nube tossica cui venivano quotidianamente sottoposti: “fumo di Londra”).
La verità, o almeno ciò che ci è dato sapere fino a questo momento, sembra pertanto presentare più Dreamland come una “discarica di rifiuti radioattivi d’America” o come sede di innovazione tecnologica a scopo militare più che un centro dedito allo studio di presunte forme di vita aliene.
Particolarmente significative, in merito a quest'ultimo aspetto, le parole dell'autore di Dreamland, Phil Patton:
"Forse il mistero e l'inspiegabile servono solo a ritrovare un senso umano del vivere, e a creare una nuova comunità".




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