Dopo un lungo periodo di attività solare quasi nullo, che iniziava a preoccupare gli studiosi, osservate dal laboratorio Eliofisico di Tradate nuove macchie vicine al Polo Sud della stella
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate
I ricercatori della Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate da tempo seguono, nuvole permettendo, il nostro Sole. Qualche giorno fa hanno potuto osservare sulla superficie della nostra stella un nuovo gruppo di macchie solari. "Il nostro Sole si sta comportando in modo strano".
Questo è il commento di Roberto Crippa -ricercatore e Presidente della “FOAM13”-.
"Dal 2004 - prosegue Crippa - ci sono stati più di 800 giorni senza macchie solari visibili a fronte di una media di meno di 500 per i cicli passati; siamo quindi in una fase di minimo molto prolungata, dopo il massimo di attività registrato nel 2001; in particolare, la fine del ciclo attuale sta registrando un numero elevato di giorni senza macchie: sono stati 266 nel 2008 (73%) e finora 150 nel 2009 (83%).
Venerdì 3 luglio 2009, sulla superficie del Sole, è comparsa una nuova zona attiva accompagnata da un gruppo di macchie solari ed il tutto è stato puntualmente registrato nel Laboratorio Eliofisico della Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate; questo nuovo gruppo di macchie solari si trova molto alto di latitudine (vicino al Polo Sud) e questo fa ben sperare che un nuovo ciclo solare, il numero 24, stia realmente per cominciare indicando contemporaneamente la fine di un lungo periodo di attività solare quasi nullo, che iniziava a preoccupare gli studiosi della nostra stella”.
Il Responsabile del Laboratorio Eliofisico presso l’Osservatorio di Tradate, Roberto Cogliati, ha precisato che “il gruppo di macchie solari comparso il 3 luglio si sta evolvendo, secondo la classificazione internazionale di Zurigo, da tipo B al tipo E come rilevato dall’osservazione del 6 luglio 2009”.
“Lo studio delle macchie solari – ha aggiunto Roberto Crippa - è molto importante perché dal punto di vista puramente astrofisico esse offrono la possibilità di comprendere nel dettaglio l'interazione tra plasmi (cioè i gas ionizzati) e i campi magnetici; un fenomeno, questo, di grande rilevanza, per esempio, nella formazione stellare, nell’attività nei nuclei galattici e nella fisica del plasma. Le macchie solari, infine, rappresentano la parte più visibile del cosiddetto “ciclo di attività solare” che si manifesta con un periodico aumento e diminuzione del campo magnetico alla superficie del Sole; il numero delle macchie solari ha una periodicità di circa 11 anni, anche se il ciclo vero e proprio ha un periodo doppio, in quanto la polarità magnetica in ciascun emisfero solare si inverte ogni 11 anni.
La posizione, l'estensione, il momento in cui appaiono, la durata e altre proprietà fisiche delle macchie solari offrono agli studiosi presiose informazioni sul funzionamento della “dinamo” operante all'interno del Sole e di altre stelle a lei simili. Viene prestata un’attenzione particolare all’attività solare poiché campi magnetici particolarmente intensi sono spesso associati a fenomeni esplosivi di rilascio di energia e massa (chiamati brillamenti ed espulsioni di massa coronale) che possono investire la Terra e avere conseguenze sulla nostra vita quotidiana; questi fenomeni improvvisi, infatti, si manifestano con una forte emissione di radiazione energetica (raggi UV, X e gamma) e particelle ionizzate le quali, quando impattano sulla atmosfera terrestre ne provocano modificazioni importanti come, ad esempio, aumenti di densità che possono modificare l'orbita di satelliti; oppure tempeste magnetiche con disturbo delle trasmissioni radio; le radiazioni e le particelle, inoltre, rappresentano un pericolo concreto per gli astronauti che si trovano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.
Lo studio delle macchie e dell'attività solare, sul lungo periodo, - ha concluso Crippa - è di grande importanza per quel che riguarda l'influenza solare sul clima terrestre, poiché l’emissione della radiazione ultravioletta dipende fortemente dall'attività magnetica solare; è per questo motivo che i modelli climatici più sofisticati vengono usati anche per stimare gli effetti prodotti da una variazione del flusso di radiazione ultravioletta. Lo scopo di tali studi è di prevedere il tipo di campi magnetici solari che si presenteranno in futuro con il fine ultimo di poter far fronte adeguatamente agli scenari apocalittici che potrebbero verificarsi in conseguenza di qualsiasi variazione dell’attività solare”.
Quattro avvistamenti nella notte tra sabato e domenica: uno nel Mendrisiotto e tre nel Luganese
06.07.09 Ticino
"Sembra una follia, ma tanto io quanto mia moglie siamo rimasti esterefatti d'innanzi a ciò che abbiamo visto". A segnalarci l'ennesimo avvistamento di un UFO nei cieli del Ticino, non è stavolta il presidente dell'UDC ticinese Pierre Rusconi (leggi qui l'avvistamento dell'agosto 2008 - ndr.), ma Michele Spinelli di Ligornetto.
'Nella notte tra sabato e domenica - ci racconta Spinelli - alle 00.05, dalla mia finestra ho potuto scorgere in perfetta evidenza sette oggetti luminosi giallo-arancione nel cielo sopra una delle montagne che circondano Mendrisio'. Zona esatta dell'avvistamento: i cieli sopra la chiesa di Sant'Agata.
"Considerata la distanza e la perfetta visibilità, dovevano essere di discrete dimensioni". "Quando li ho visti - racconta ancora Spinelli - erano in ordine sparso, praticamente immobili. Cercavo di capire di cosa si potesse trattare quando, molto lentamente, i presumibili UFO si sono schierati in una colonna per prendere quota e sparire. Senza lasciare alcuna traccia. Il tutto sarà durato circa 5-7 minuti".
Michele Spinelli e sua moglie non sono gli unici ad aver visto degli UFO nei cieli del Ticino questo weekend. Al Centro Ufologico della Svizzera italiana (CUSI) sono infatti giunte altre tre segnalazioni dal Luganese: si tratta di tre oggetti arancioni, visti da diverse persone, sopra la Collina d'Oro, la stessa notte, e più o meno allo stesso orario.

Il 2 luglio 1947 furono ritrovati alcuni frammenti metallici nei pressi di Roswell, in New Mexico. Gli ufologi ancora pensano al complotto.
Oggi è la giornata mondiale degli UFO, ideata e organizzata dal turco Haktan Akdogan. L'ufologo, fondatore del “Sirius UFO Space Sciences Research Center”, dal 2001 ha lanciato un appello: ogni 2 luglio si aggreghino coloro che cercano la verità riguardo agli UFO, e diffondano quanto più la voce. La data è stata scelta per commemorare l’”incidente di Roswell”, considerato dagli appassionati di UFO di tutto il mondo l’evento che più significativamente dimostrò la nostra interazione con civiltà extra-terrestri.
L’avvenimento risale al 2 luglio del 1947, quando Mac Brazel, proprietario di un ranch nel New Mexico, rinvenne dei rottami metallici inusuali. Per una decina di giorni la località, Roswell, divenne oggetto dell’attenzione dell’aeronautica statunitense e il deserto circostante fu recintato. Dopo alcuni giorni le autorità dichiararono che si trattava di un aerostato impiegato a sorvegliare attività sovietiche in campo nucleare.
Per anni è persistita negli abitanti del luogo la convinzione che i comportamenti sospetti dell’aeronautica mirassero a nascondere una verità scomoda: ci fu addirittura chi affermò di aver visto il personale dell’aeronautica portare relitti e corpi non umani in un camion dell’FBI. Il governo statunitense ovviamente smentì queste dichiarazioni.
(CNR media 02/07/09)
Oggi è il World Ufo-day
Gazzetta di Parma 02/07/2009
Tanti appassionati e 'credenti' sinceri, sopratutto negli Usa, oggi festeggiano il World Ufo Day, la giornata mondiale degli Ufo, in occasione dell'anniversario dell'«incidente di Roswell», cittadina del New Mexico che in questi giorni ospita anche un festival sul tema e che nel 1947 fu teatro del ritrovamento di rottami appartenenti a un oggetto volante non identificato, oltre che di una o più vittime presuntamente aliene.
E anche se la ricorrenza ha una vasta eco su Internet, per quanto riguarda l'Italia nessuna manifestazione «ufficiale» è stata oggi prevista da parte delle due associazioni nazionali più radicate sul territorio, CUN e CISU. «Si tratta di una invenzione massmediatica tutta americana e per di più la data scelta non è quella giusta per una giornata mondiale dedicata agli Ufo», dice Edoardo Russo, segretario del Centro italiano studi ufologici (Cisu).
Secondo Russo si dovrebbe invece scegliere l'anniversario dell'avvistamento del 24 giugno 1947, da parte di un pilota di DC4, di una serie di oggetti luminosi in volo nei pressi del Monte Rainier, nello Stato di Washington. L'avvistamento portò anche alla nascita del termine «dischi volanti», usato per la prima volta dal pilota per descrivere ciò che aveva visto.
«Fu il primo avvistamento ad avere una vasta eco, prima negli Usa e poi nel mondo - spiega Russo - mentre Roswell, pochi giorni dopo, trovò spazio solo sui giornali locali e ci sono voluti più di 30 anni perchè diventasse la storia di dischi volanti e cadaveri alieni di cui si parla oggi».
Anche secondo lo studioso Roberto Pinotti, autore di numerosi testi sugli Ufo, la data del 24 giugno sarebbe più consona, ma per quanto riguarda Roswell, sostiene invece che «si tratta di una realtà. Sono stato l'unico italiano - dice Pinotti - a recarmi sul luogo prima ancora che Roswell diventasse l'icona che è oggi, ed ho parlato con i testimoni diretti, molti dei quali oggi sono morti. C'è stata un'operazione di copertura da parte delle autorità militari, durata fino agli anni '90».
«Dopo 60 anni la nostra posizione rispetto a Roswell rimane prudente e ci riserviamo ancora di pronunciarci in merito, ma l'avvistamento ha tutte le caratteristiche per essere considerato attendibile» afferma a sua volta Alessandro Sacripanti, coordinatore nazionale del Centro Ufologico nazionale. Fondato nel 1966, il CUN è un ente di ricerca privato ed è anche la più vecchia associazione ufologica italiana. Dal 1947 ha raccolto più di 12 mila avvistamenti in tutta Italia e conta associati in tutte le regioni.
«La maggior parte delle segnalazioni ci sono venute, nell'ordine, da Lazio, Veneto, Lombardia e Puglia» dice Sacripanti, spiegando che per quanto riguarda le città, «si sono registrati avvistamenti praticamente in tutti i centri abitati più importanti».
Negli ultimi anni anche l'Aeronautica militare ha cominciato seguire il fenomeno degli Ufo e sul suo sito Internet c'è anche una pagina per fornire delle segnalazioni. Nel maggio scorso, all'ultimo congresso del CUN sono stati presentati 400 dossier pubblicati dal Ministero della Difesa riguardanti gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati.

Le conferme vengono pubblicate questa settimana in quattro articoli su Science
LA SCOPERTA 02/07/ 2009 - Il Polo Nord di Marte avrebbe avuto in passato tutti i requisiti per essere stato «abitabile»: c'era acqua, come dimostrano sali e minerali presenti nel terreno, e ancora oggi nel sottosuolo è imprigionato uno strato di ghiaccio. Le confermevengono pubblicate questa settimana in quattro articoli su Science e vengono dalle analisi fatte dalla sonda-laboratorio della Nasa Phoenix, che da oltre un anno sta studiando terreno e atmosfera del pianeta rosso.
Phoenix ha confermato, per esempio, che lo strato di ghiaccio nel sottosuolo del Polo Nord di Marte ha uno spessore compreso fra cinque e 18 centimetri. Con il suo braccio robotico lungo più di due metri e mezzo e lo strumento chiamato Icy Soil Acquisition Device, Phoenix ha prelevato campioni di terreno ghiacciato e li ha analizzati nel suo laboratorio autosufficiente. In questo modo ha trovato le conferme del fatto che il suolo di Marte in passato è stato modificato dalla presenza di acqua.
Ad esempio, le analisi dimostrano che il terreno è alcalino e ricco di sali, come il perclorato, e minerali che possono essersi formati solo grazie alla presenza di acqua, come i carbonati di calcio. Altre analisi condotte da Phoenix mostrano che esiste uno scambio fra atmosfera e suolo: quest'ultimo assorbe vapore acqueo durante la notte marziana e le nubi, osservate da Phoenix con uno strumento chiamato Lidar, sono ricche di acqua tanto da essere paragonabili ai nostri cirri. Grazie al Lidar, che emette impulsi di luce laser «respinti» da nubi e polveri, i ricercatori hanno avuto la conferma che nelle nubi ci sono cristalli di ghiaccio d'acqua abbastanza grandi da precipitare attraverso l'atmosfera durante la notte e da sublimare in acqua durante il giorno. Il vapore acqueo che si deposita sul terreno viene poi reimmesso nell'atmosfera e, raggiunta la quota di circa tre chilometri, torna a formare nubi durante la notte.
(ANSA)
Ivan Ceci 29 giugno 2009
Dopo i numerosi avvistamenti registrati nei giorni scorsi in diverse regioni d’Italia riporto un’interessante segnalazione inviatami alcune ore fa in merito all’avvistamento di una serie di misteriose luci arancioni nei cieli di Perugia.
“Domenica 28 giugno 2009 alle ore 23,50 ho avvistato nel cielo di Perugia circa una decina di luci in rapido movimento da nord verso est con un angolo di incidenza di circa 50-60 gradi verso l’alto. Le luci erano arancioni luminose come un pianeta (tipo venere quando è molto vicino alla terra), a luce fissa. Non erano sicuramente aerei, peraltro facilmente identificabili, nè satelliti illuminati dal sole, anche questi facilmente identificabili. Avevano tutti la stessa traiettoria distanziati circa 1-2 secondi l’uno dall’altro ed dapprima visibili sopra la cresta del monte Pulito, poi deviavano repentinamente verso l’alto passando sopra Perugia e scomparendo in alto, un pò per le nubi un pò per l’altezza.
Non homai visto una cosa del genere. La luce era senza scia, esattamente come una stella luminosa. Non erano meteore dato che viaggiavano dal basso verso l’alto. Poteva sembrare una batteria di missili, ma penso che questi abbiano la scia luminosa. Il tutto è duranto circa 2-3 minuti. Sinceramente non ho idea di cosa possa trattarsi.”
Le attuali teorie sulla formazione dei satelliti prevedono la possibilità della presenza di acqua allo stato liquido a contatto con il nucleo roccioso che, dopo milioni di anni, potrebbe avere una discreta salinità
Un enorme pennacchio di acqua emerge da polo Sud di Encelado, uno dei satelliti naturali di Saturno. È quanto afferma un articolo pubblicato sull’ultimo numero della rivista "Nature", in cui gli autori dell’osservazione ritengono che esso sia alimentato da un oceano di acqua salata.
La scoperta potrebbe avere notevoli implicazioni per la ricerca di vita extraterrestre così come per la comprensione dei meccanismi che portarono alla formazione dei satelliti dei pianeti del sistema solare.
A consentire di gettare uno sguardo su ciò che succede su Encelado, la sesta luna di Saturno in ordine di grandezza, è stata la sonda Cassini, che sorvolò il pianeta dagli anelli nel 2005. Dalla sua superficie - come ha permesso di documentare la sonda – emergono getti di vapor d’acqua, gas e piccoli cristalli di ghiaccio, proiettati nello spazio a centinaia di chilometri.
Alcuni particolari furono rivelati sempre su "Nature", nel 2008, da Juergen Schmidt dell’Università di Potsdam, in Germania, e Nikolai Brilliantov dell’Università di Leicester. Essi spiegarono in che modo i getti di vapore d’acqua acquisiscano una velocità maggiore di quella delle particelle di polveri, ma la loro teoria richiedeva la presenza di un oceano di acqua liquida al di sotto della superficie di Encelado.
Lo stesso gruppo di studiosi, insieme con Frank Postberg dell’Università di Heidelberg e del Max-Planck- Institut per la fisica nucleare della stessa città, ha ora trovato prove sperimentali dirette della presenza di tale oceano, prove che finora mancavano.
Le attuali teorie sulla formazione dei satelliti prevedono infatti la possibilità della presenza di acqua allo stato liquido in contatto con il nucleo roccioso che, dopo milioni di anni, potrebbe avere una discreta salinità.
Tra le prove riportate dai ricercatori, la rivelazione di sali di sodio tra le polveri emesse da Encelado, ottenuta con lo strumento Cosmic Dust Analyzer (CDA) montato a bordo della Cassini. La concentrazione di cloruro di sodio nell’oceano di Encelado potrebbe essere paragonabile a quella terrestre e cioè pari a 0,1-0,3 moli di sale per chilogrammo di acqua.
Le Scienze Online - CUSI - Centro Ufologico della Svizzera Italiana
Grazie allo studio dei resti di una stella esplosa nel 185 d.C. e registrata dagli astronomi cinesi nella prima documentazione nota di eventi astronomici di questo tipo
Grazie a un originale ricerca che ha utilizzato dati raccolti con il Very Large Telescope dell'ESO e il Chandra X-ray Observatory della NASA, un gruppo di astronomi ha risolto un annoso mistero sugli acceleratori di particelle della Via Lattea. In un articolo ora pubblicato su "Science Express", viene dimostrato come i raggi cosmici provenienti dalla nostra galassia vengano accelerati in modo molto efficiente dai resti delle stelle esplose.
Già nel corso delle missioni Apollo gli astronauti riferirono di aver visto strani bagliori di luce, visibili anche a occhi chiusi. Da molto tempo si sa che tale fenomeno è dovuto ai raggi cosmici, un flusso di particelle molto energetiche provenienti dall'esterno del sistema solare che bombardano costantemente la Terra.
I raggi cosmici galattici provengono da sorgenti presenti all'interno della Via lattea e consistono essenzialmente di protoni che si muovono a velocità prossime a quella della luce. Si tratta perciò di particelle che vengono accelerate a energie superiori a quelle che saranno raggiungibili con il Large Hadron Collider del CERN.
"Si è creduto per lungo tempo che i super-acceleratori che producono questi raggi cosmici nella Via Lattea fossero gli involucri in espansione creati da stelle esplose, ma le nostre osservazioni rivelano la vera 'pistola fumante' all'origine del fenomeno", ha commentato Eveline Helder dell'Astronomical Institute dell'Università di Utrecht, nei Paesi Bassi, e primo autore dello studio.
In quest'ultimo studio, i ricercatori hanno analizzato ciò che resta di una stella esplosa nel 185 d.C. e registrata dagli astronomi cinesi nella prima documentazione nota di eventi astronomici di questo tipo. L'oggetto, chiamato RCW 86, è localizzato a 8200 anni luce da noi nella costellazione del Compasso.
Utilizzando il Very Large Telescope, il gruppo ha misurato la temperatura del gas presente dietro l'onda d'urto creata dall'esplosione della stella, così come la velocità della stessa onda d'urto, grazie alle misurazioni effettuate con l'osservatorio Chandra circa tre anni fa. Tale velocità è risultata compresa tra 10 e 30 milioni di chilometri all'ora, pari all'1-3 per cento della velocità della luce.
La temperatura è invece risultata di circa 30 milioni di gradi, alta per gli standard attuali ma molto inferiore a quella attesa – circa mezzo miliardo di gradi - sulla base della velocità dell'onda d'urto.
Proprio questa “energia mancante" è quella che alimenta l'acceleratore di raggi cosmici.
"Quando una stella esplode in quella che chiamiamo supernova, gran parte dell'energia dell'esplosione viene utilizzata per accelerare alcune particelle a fino a energie estremamente elevate", ha commentato la Helder. "L' energia utilizzata per l'accelerazione delle particelle è a spese del riscaldamento del gas, che perciò è molto più freddo di quanto previsto dalla teoria."

Le scienze Online - CUSI - Centro Ufologico della Svizzera Italiana
Quasi tutti vogliono la Luna
Segni dal Cielo
La redazione di EvidenzAliena dopo aver raccolto numerose segnalazioni UFO nei cieli di Napoli relative ai mesi di maggio/giugno desidera proporre in ANTEPRIMA NAZIONALE alcune NUOVE prove video-fotografiche inviate da più testimoni, riguardanti l'ondata di UFO nei cieli di Napoli e sul territorio Italiano.
Il testimone scrive: Napoli,13/06/ 2009 ore 19:00 - Il sottoscritto ha avvistato e filmato una flotta di OVNI:
Sono uscito dalla mia stanza e alzando lo sguardo al cielo ho visto moltissime di queste sfere bianche in movimento (sembravano stelle, ma nel video sono meno luminose. Inoltre a occhio nudo si vedevano benissimo mentre con la telecamera ho dovuto zoomare). Ho chiamato anche mio fratello e un mio amico a prendere visione del fenomeno, anche per continuare a controllarlo nel frattempo che andavo a prendere la telecamera.
La flotta si era spostata però, e il suo numero era diminuito (ora non so se perchè i palazzi offuscavano la vista degli altri ufo o se perchè effettivamente altri erano schizzati via). Fatto sta che ho continuato ad osservarli e a riprenderli per altri 5 minuti circa finché non sono andati troppo lontano (e troppo in alto) per riprenderli bene.
Il fenomeno prende nome di flotillas. Le prime e le più famose sono state avvistate in Messico. In Italia questo è il secondo caso registrato. Un ulteriore avvistamento documentato con prova fotografica è stato ripreso a Napoli e ci è stato segnalato via e-mail.
Il Sig.Antonello ci scrive: "Salve EvidenzAliena, vi invio gli allegati delle foto scattate alle 01:30 del 15 giugno, durante una cena tra amici dal terrazzo del B&B La Rosa e il Peperoncino qui a Napoli, globo di luce rossa comparso in direzione nord sulla collina del Vomero che si sposta lentamente in direzione est- ovest e alla fine cambia colore in un verde brillante per poi sparire all'improvviso."
La storia - In un campo coltivato qualcuno ha tracciato un disegno lungo un centinaio di metri: le spighe piegate alla radice e schiacciate a terra. Un sensitivo assicura: "Qui c'è un'enorma energia positiva". Ma il contadino del posto non crede agli alieni: "E' colpa del vento. Gli extraterrestri? Quelli c'erano trent'anni fa...". E il proprietario presenta denuncia contro ignoti.
Tre cerchi nel grano, più un'altra figura scarabocchiata. Chi crede in alieni e affini può far galoppare la fantasia: nei campi di Brignano è successo qualcosa di strano. In un terreno in località Cascina Piane, per un centinaio di metri, le spighe sono tutte piegate alla radice verso nord ovest, come schiacciate al suolo da un peso enorme. In un punto è visibile persino un piccolo cratere del diametro di due metri e profondo 40 centimetri. Che si tratti di un disegno sembra certo, anche se è difficile scorgerne la trama da terra. Si tratta grosso modo di una sagoma allungata e sinuosa, con piccoli cerchi staccati dalla figura principale. Ma il vero capolavoro è stato tracciato nel campo vicino: tre grandi cerchi più un semicerchio, all'interno del quale sono stati tracciati 67 ulteriori piccole circonferenze. Un bel mistero.
Forse l'artista alieno è calato dal cielo, ma più prosaicamente dovrebbe essere entrato nei campi da una stradina di accesso che costeggia il fossato. Certo, c'è una sbarra a impedire l'accesso, ma cosa volete che sia per un viaggiatore galattico.
Il fatto si è verificato qualche giorno fa, ma la voce si è sparsa solo questa mattina: c'è chi segnala cerchi anche a Fara Gera d'Adda. Due anni fa un caso simile si verificò a Zanica, in un campo di granoturco (molto più difficile da piegare rispetto al grano).
La curiosità si è già propagata nella Bassa, tanto da spingere il sensitivo Maurizio Carrara a verificare di persona l'accaduto. Arriva, si toglie la catenina d'oro e la tiene fra le dita a mo' di improvvisato pendolino. "C'è una grande energia positiva qui - sentenzia senza esitare - la avverto chiaramente". La catenina inizia a roteare velocemente, non si sa bene se per oscuri magnetismi o per abile gioco da prestigiatore. La mano è ferma, il pendolino fai da te invece si agita che è un piacere. "Vede? Ruota verso destra, è la conferma che si tratta di un flusso positivo. Non c'è nulla da temere". E più si dirige al centro del "disegno" più il moto aumenta.
Per tornare con i piedi per terra basta rivolgersi al contadino più vicino. "I cerchi nel grano? Mah, sono cose che son sempre successe - sbuffa il signor Francesco della cascina S.Antonio - ma è colpa del vento, mica degli Ufo. Quelli c'erano trent'anni fa..." Prego? "Ma sì, ad un certo punto nella zona le segnalazioni si erano moltiplicate. La mattina c'era sempre uno che si svegliava e diceva: stanotte sono arrivati gli alieni e mi hanno bruciato l'orto. Cosa vuole, la vecchiaia fa brutti scherzi..."
A prendere sul serio l'episodio sono stati i vigili del paese, che hanno effettuato un sopralluogo. Difficile, secondo loro, che si tratti di un incontro ravvicinato del terzo tipo. Più probabile che si tratti di una bravata. A quanto pare qualche buontempone domenica sera ha fatto decollare alcune piccole mongolfiere di carta, forse proprio per scatenare l'Ufo mania. Guarda caso, sono poi spuntati i cerchi. Curiosa coincidenza, martedì sera su canale 5 è andato in onda Mystere, fiction che racconta proprio una vicenda costruita attorno agli ormai celebri "crop circles". Insomma, sembrerebbe una messinscena ben studiata, ma fin troppo terrena. A meno che non ci sia davvero lo zampino di E.T. Il primo a non crederci è il proprietario del terreno, che ha presentato denuncia per danneggiamento contro ignoti ai carabinieri.

MARCO BIROLINI Bergamo News 24 Giugno 2009